TEREX!

Proseguono senza sosta le mirabolanti avventure de... ir Sindaco: http://www.loschermo.it/articoli/view/30779
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Le ultime su... ir sindaco!

In ritardo sulla tabella aggiornamenti, ecco le novità salienti:
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Mi pubblicano un libro

Habemus papam: la copertina del libro "Le avventure de... ir Sindaco e... der Baccelli", in anteprima su "LoSchermo.it". Seguiranno ulteriori comunicati.
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Annuncio: Il Settimo Annuncio

Il Settimo Annuncio, racconto scritto da Emiliano Galigani ed editato da Ciumeo in persona, è diventato un film. L'anteprima il 20 settembre al cinema Moderno di Lucca, ore 21.00: non mancate.
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Riepilogando

Una nuova infornata di Personaggi Precari pubblicati:
Pedro, Bel René, Sante, Remigio.

Le avventure de "Ir Sindaco" apparse su LoSchermo.it sono consultabili in modo organico su Ciumeo.it

La pubblicazione de "Un'imprevedibile concatenazione di eventi" prosegue a ritmo serrato sulle pagine del nostro quotidiano online preferito.
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Capitoli 51-54

La mancanza di aggiornamenti su queste pagine non sia fuorviante: "Un'imprevedibile concatenazione di eventi" prosegue a tappe forzate col profetico capitolo 51, con gli scoop del capitolo 52, con le rivelazioni dello spiritistico capitolo 53 e pure con le adunanze massoniche del decisivo capitolo 54. Ora, non dite di non sapere come impiegare il tempo libero nelle prossime vaccanze.
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Capitolo #50

Pioggia, vento e tenebre sono i protagonisti indiscussi del cinquantesimo capitolo del temporalesco "Un'imprevedibile concatenazione di eventi".
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Testmania

Ha proprio ragione il buon Remo Santini, caposervizio de La Nazione: le cose a Lucca stanno andando piuttosto bene e non si sa più con chi prendersela. I Comics sono stati uno spettacolo di efficienza, il mio vecchio amico Matteo Nardi forse vedrà realizzato il suo progetto per le Giovani Intelligenze, il processo a Castruccio è stato davvero interessante, e la morsa gabelliera della Metro sui posteggi dentro e fuori dalle mura e tra un po' anche nel mio cortile non potrà che favorire la rinascita del trasporto pubblico con immensi benefici per traffico e qualità dell'aria e della vita sociale (d'accordo, l'ultima l'ho un po' sparata, ma perché no?). E tutto questo è una bella tragedia, per chi come il sottoscritto non vede l'ora di gettare fango e vomitare merda su istituzioni e personaggi più o meno pubblici e quant'altro per il puro brivido del rischio. Fortuna che esistono sempre cose come Maurizio Marchetti e il PdL cui aggrapparsi e che, soprattutto, esistono soggetti che pensano fuori dagli schemi come Carlo Giovanardi.

Premessa: che drogarsi possa avere ripercussioni drammatiche sulla propria e sull'altrui salute non è un dato assoluto (alcune droghe o psicofarmaci, anzi, consentono a molte persone di vivere in modo dignitoso quando altrimenti non potrebbero) ma piuttosto un'eventualità, tuttavia mi pare il minimo concedere che nell'ottica moderna del poliassuntore inserito nel multisfaccettato e complesso sistema socio-culturale italiano resta anche un incontrovertibile dato di fatto: le sostanze allucinogene, psicotrope, gli psicofarmaci e i farmaci in genere (eccetera) vanno maneggiati con estrema cura e senso di responsabilità. Mi spiego. L'idea del test anti-droga sui parlamentari, opportunamente ripresa dall'instancabile sindaco di Altopascio e consigliere provinciale citato, è davvero un'ottima idea. Per il sottoscritto, intendo, ovvero per qualcuno che in perenne vena di polemizzare non ignora alcuni dati fondamentali, quali (ne citerò a caso... facciamo tre, i primi che mi vengono in mente, ma si tenga presente che potrei proseguire per ore e che se non lo faccio è solo perché ho pietà dei poveri lettori di queste mie coglionerie, e non essendo né un tossico né uno spacciatore bisogna anche che mi rimetta a lavorare, se voglio ancora permettermi almeno una bottiglia di buon vecchio Chianti ogni 2/3 giorni):

1) Nell'ottobre 2007, Albert Hoffmann (autore di alcuni saggi specifici dei quali raccomando la lettura a chiunque voglia assumere una posizione pubblica credibile riguardo all'LSD e alle sostanze allucinogene in genere) è stato inserito nella classifica dei 100 Geni Viventi. Hoffmann, padre della citata "droga" (sintetizzata per la prima volta nel 1938) è spirato alla veneranda età di 102 anni. La sua ultima (ultima di una lunga serie, iniziata all'età di 37 anni) sperimentazione con gli (leggi: assunzione di) allucinogeni, è avvenuta in occasione del suo centesimo genetliaco (vado a memoria, chi ha voglia vada a controllare).

2) Philip Kindred Dick è oggi (...) considerato uno dei più importanti autori di fantascienza e un maestro della narrativa americana del secondo dopoguerra; le sue innumerevoli opere - caratterizzate da un'irrequieta interrogazione sui temi della realtà (condite da interessanti riflessioni filosofiche sull'ontologia), della simulazione e del falso (un tema che oggigiorno è davvero centrale nella vita di ogni singolo cittadino), della teologia cristiana (in special modo riguardo alla meditazione paolina (!) e luterana (?), ma soprattutto a dubbi e interrogativi di origine gnostica), della storia e della società degli Stati Uniti, e più in generale su quel complesso di idee e tematiche noto come "postmoderno" - sono note e apprezzate in ogni angolo del globo. Dick (diversamente da Marchetti, immagino e auspico) ha utilizzato moltissime "droghe" nel corso della sua vita. Questo non vuol certo dire che le sue opere siano geniali "grazie a" (o "solo grazie a") questo particolare aspetto della sua vita. In particolare, e questo ha presumibilmente determinato il colpo apoplettico che ce l'ha portato via, Dick adorava le anfetamine. Del resto sapeva quello che faceva e nessuno (o almeno non il sottoscritto e men che mai Dick) ha mai sostenuto che drogarsi allunghi la vita.

3) Ach, non ho già più voglia di dilungarmi a riguardo, ché il punto dovrebbe esser chiaro, ma avevo promesso 3 fatti. Ma visto che ormai i fatti contano davvero poco (...), mi adeguo. Boh, ad esempio si è molto (s)parlato del vizietto del fu Avvocato Agnelli, ovvero una qual certa mai del tutto accertata passione per, come dire, per la cocaina. Non è un fatto comprovato, d'accordo, ma guardiamoci negli occhi: è un fatto. Ed è a lui che l'Italia tutta, nel bene e nel male, deve un sacco di cose e tesori e faccende oscure che non starò qui ad elencare. Di certo, sapeva fare il suo mestiere di imprenditore, e non era affatto estraneo al mondo della politica e ai suoi meccanismi. Eccetera. Però su Lapo sorvoliamo: i tempi sono cambiati, non c'è più stile.

Tutto questo per dire: al cittadino dotato di senno interessa davvero poco conoscere se e quali/quante sostanze un politico assuma, o quando o perché le assuma, né quali persone/alieni/trans frequenti nella vita privata (e se è per questo, anche in quella pubblica), a patto che 1) i suoi comportamenti restino nell'ambito della ragionevolezza e 2) soprattutto della legalità. Le sue scelte pubbliche, i suoi comportamenti pubblici, gli atti e le firme a verbale, ogni cosa in ambito "politico" dovrebbe essere giudicata unicamente in sede elettorale, dagli elettori del caso, e al momento opportuno (oppure dai magistrati, certo, sempre che a questi ultimi sia dato modo di fare il loro mestiere (sigh)).

Oggigiorno, in Italia, se qualcuno viene "sorpreso" (non chiedetemi dove stia la sorpresa) a "drogarsi", per lui sono previste (discutibili) misure dissuasivo/amministrative (tipo: sospensione della patente, corsi di recupero psicologici, percorsi terapeutici di reinserimento e altro), e nei confronti di chi viene accusato di assumere una o più sostanze dichiarate "illegali" (...) lo stato prevede talvolta una lunga serie di provvedimenti ad personam, ad esempio: accusarlo iniquamente di spaccio e sbatterlo in galera in attesa di giudizio (sigh) e lì lasciarlo a morire, e lasciate perdere il cordoglio per Cucchi se la vostra mente sta correndo al povero ragazzo recentemente protagonista delle cronache: è solo l'ultimo di una sterminata fila di ragazzi dimenticati proprio da gente come Marchetti. Davvero, è una campo delicato, troppo delicato, un campo su cui (ci sembra) Marchetti non ha alcuna autorità per proporre/pontificare/farsi vedere sui giornali come solo certi politicanti di provincia aspirano a fare (ovvero: sempre, comunque e a ogni costo). Questo non significa che fare test su chi guida un mezzo pubblico o ha che fare attrezzature /materiali pericolosi sia sbagliato a priori: è anzi, con le dovute regole e premesse, una cosa più che ragionevole. Ma la politica è cosa ben diversa che non manovrare un macchinario pesante, e sopra ogni altra cosa: se qualcuno nel proprio salotto si diverte a mettere il cervello sul tavolino e a prenderlo a martellate per poi sbatterlo nel frullatore, trovo che lasciarglielo fare in santa pace sia un principio sacro e inviolabile.

Quello che preoccupa il cittadino è piuttosto (oltre che al rispetto delle leggi in generale, e l'attuazione dei programmi sventolati in campagna elettorale) la stupidità. Nessuno vorrebbe essere rappresentato da uno stupido (a parte, forse, un altro stupido). Mi spiego meglio: se Marchetti (o chiunque altro) decide di presentarsi completamente sbronzo di Barolo o strafatto di crack in Provincia (a patto che venga in navetta o con l'autista d'ordinanza) per proporre qualcosa di assolutamente sensato e condivisibile e geniale, non si vede dove stia il problema. Per questo ciò che consiglio a Marchetti è di redigere una nuova mozione, auspicando che tutti i consiglieri provinciali si sottopongano non già a un discutibile test anti-droga (e allora perché non anti-psicofarmaco o anti-alcol o anti-tabacco eccetera?), ma a un test anti-stupidità.

Un esempio di domanda che si potrebbe inserire all'interno del test anti-stupidità è:

Avete intenzione di proporre test anti-droga ai consiglieri provinciali?
[Sì]
[No]
(Barrare con una crocetta la risposta scelta)


Certo, Marchetti dovrebbe augurarsi che test simili, magari con conseguente revoca del diritto al voto per i "positivi", non vengano MAI estesi agli elettori.
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Il processo a Castruccio Castracani: una sentenza già scritta e dai risvolti inquietanti

LUCCA - Alle ore 17 di ieri (sabato 7 novembre) circa cinquecento persone affollavano l'auditorium di San Romano per assistere all'annunciato processo storico a Castruccio Castracani, signore di Lucca sino al 1328, presieduto da numerose autorità e volti noti della vita pubblica cittadina supportati dall'autorevole presenza di Riccardo Nencini, pienamente calato nel ruolo di Inflessibile Presidente della Giuria e da quella dello storico Franco Cardini, anch'egli fiorentino e responsabile di un'introduzione minuziosa che in considerazione dell'enormità dei temi chiamati in causa da una "ricostruzione storica" del genere avrebbe potuto - e ha in effetti rischiato di - proseguire in eterno.
Un considerevole afflusso di spettatori, dunque, che resistendo compostamente per le oltre due ore necessarie a giungere al verdetto finale non ha mancato di sorprendere gli organizzatori e chi scrive, confermando il gradimento suscitato dall'iniziativa.
Prima di passare alla cronaca vera e propria dell'evento, oggettivamente a tratti mancante di una certa "vitalità" - del resto, sul palco erano presenti avvocati e uomini politici, certamente professionalmente inclini a forme di "recitazione" e confronto col pubblico ma altrettanto certamente non attori professionisti - val dunque la pena soffermarsi proprio sulla platea, e sul senso che una manifestazione del genere può avere, anche in occasione di eventuali repliche future, dal punto di vista dell'offerta "culturale" lucchese (e le virgolette sono d'obbligo, trattandosi nella fattispecie di una sorta di "gioco" per ammissione degli stessi intervenuti, che sul punto hanno molto insistito nella fase introduttiva).
Spiace per molti aspetti dover constatare e sottolineare che l'età media dei presenti era abbondantemente superiore a quella del sottoscritto, aggirandosi ben oltre i cinquant'anni, numeri che se da un lato non stupiscono, specie in considerazione della peculiarità dello "spettacolo" offerto, dall'altro dovrebbero indurre a una qualche forma di riflessione.
Senza spingerci oltre in questo breve resoconto, giova in tal senso ricordare agli organizzatori e a coloro che hanno a cuore le sorti dell'interesse per argomenti spesso considerati eufemisticamente "noiosi" dalle fasce più giovani della popolazione - le stesse che più potrebbero trar giovamento da certi approfondimenti - che la figura di Castruccio Castracani, indubbiamente uomo del suo tempo, a suo modo rivoluzionario e romantico, protagonista di un'epoca di crescita forse mai più conosciuta dalla cittadina toscana, testimoniata anche da innumerevoli tracce architettoniche, e artefice di cambiamenti "locali" con ripercussioni epocali sull'intera società medioevale e sulle vicende storiche a seguire, è in larga misura assimilabile ad altre figure che in un modo o nell'altro fanno ormai parte anche dell'immaginario giovanile.
Un evento simile, debitamente calibrato sulle esigenze di un pubblico più eterogeneo, non avrebbe probabilmente mancato di attrarre numerosi interessati anche tra i più giovani. Inspiegabile e per certi versi inquietante, invece, la pressoché totale assenza di uomini e donne tra i venti e i trent'anni, che in un'uggiosa giornata novembrina avrebbero certamente potuto approfittare dell'occasione, dello spazio riscaldato offerto e della sua gratuità.
Sui loro interessi e sulle incombenze dei loro fine settimana aleggiano le ipotesi più varie, tutte più o meno sconfortanti, e alcune - poche, ahimé - pienamente condivisibili e giustificabili (le complesse passioni e incombenze dell'età in esame, e quanto consegue in termini di gestione del tempo libero).
Tornando alla cronaca, il processo si è svolto senza intoppi rilevanti, sotto la citata direzione di un inflessibile Presidente della Corte - non troppo super partes, in considerazione delle origini fiorentine - e ha visto alternarsi i protagonisti sul filo del classico processo da fiction, con l'accusa (Sergio Garofalo) che illustrava i capi d'accusa, supportata dalle autorevoli testimonianze di Monsignor Giuseppe Bernacchioni e Sergio Nelli:
1. essersi reso responsabile di un omicidio dai contorni poco chiari;
2. aver contribuito alla crisi delle libertà comunali, sfruttando a suo vantaggio la pratica di Governo della Signoria;
3. aver appoggiato Uguccione della Faggiola, consentendo il saccheggio della basilica di S. Frediano;
4. aver provocato con la sua politica filo imperiale e la sua spregiudicatezza uno scontro con il Papato culminato con due scomuniche ed un interdetto nei confronti della città di Lucca;
5. aver voluto farsi signore di Pisa, nonostante l’avversione dell’Imperatore Ludovico il Bavaro, con gravi conseguenze per Lucca;
6. aver mancato di consolidare le strutture di governo della città, tanto che poco dopo la sua morte, Lucca si ritrovò, sotto il dominio dello straniero pisano.
 
Le tesi dell'accusa sono state in seconda istanza agilmente smantellate dall'avvocato della difesa, Mauro Cortopassi, coadiuvato nella sua opera dagli interessanti interventi di Emilio Rosselli e Vincenzo Esposito, che non hanno mancato di far sorridere il pubblico proponendo arditi paralleli tra le gesta del Capitano di Ventura e principi e cavalieri d'oggi, guardandosi bene dall'affondare troppo la lama nelle purulente piaghe della vita politica italiana e giungendo a ipotizzare, con una provocazione ucronica che ha lasciato interdetto il Presidente della Corte e deliziato il pubblico di parte - e in verità niente affatto inverosimile - che se Castruccio non fosse morto dopo solo dodici anni di "regno", Lucca sarebbe oggi, e come minimo, capoluogo di regione. L'unico punto sul quale la difesa non è riuscita a strappare una completa assoluzione riguarda l'accusa di "fellonia", derivante dall'assignoramento di Pisa avvenuto senza l'esplicito appoggio dell'imperatore Bavaro, accusa per la quale sono state tuttavia concesse attenuanti specifiche dovute e al contesto storico e ai rapporti che legavano i due.
Suggestiva, infine, la provocazione della Corte, che in chiusura di sentenza ha proposto, per valutare quanto il "mancato consolidamento delle strutture di governo della città" sia frutto unicamente del fato, come vuole la tradizione storica (si ricorderà che Castruccio Castracani, all'apice della sua carriera politica e militare, fu stroncato da un malanno), o piuttosto di un misterioso e apparentemente indimostrabile complotto politico, ipotesi per svelare la quale la Corte ha (scherzosamente, ma fino a che punto?) proposto di procedere all'esumazione della salma del Capitano di Ventura - della quale per altro l'ubicazione è incerta - per valutare da un lato l'eventualità dell'assassinio politico, ottenuto presumibilmente col classico sistema dell'avvelenamento, e dall'altro per dar conferma o smentita alle voci che vorrebbero l'uomo d'arme sepolto con un saio, per sua stessa esplicita volontà, a testimonianza della (discussa) "integrità morale" di chi ha trascorso la vita a mettere a ferro e fuoco le campagne toscane accumulando potere, fama e tesori, laddove questi rischiano sempre di far passare in secondo piano i più "alti disegni strategico-politici", che nel caso di Castruccio Castracani restituiscono a posteriori, e a tutti gli effetti questo è un dato innegabile, una figura unica non solo per la storia della città di Lucca e dei suoi rapporti con le città confinanti, ma per la penisola italiana intera e il mondo medioevale tutto. Una figura per la quale valeva davvero la pena esser presenti in San Romano, a smazzarsi due ore di carnevalata storica alleggerite dalle suggestive immagini proiettate durante le fasi di delibera.
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49ers

Scoop: le imperdibili rivelazioni intercettate nell'atteso capitolo #49 del rocambolesco "Un'imprevedibile concatenazione di eventi" sono disponibili in formato decriptato.
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Lo strano mondo nuovo

Tempo di Un'imprevedibile concatenazione di eventi che torna a puntare le telecamere sullo sfortunato Enea, e arriva a 48 capitoli con "Lo strano mondo nuovo".
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Libertà di manipolazione

Ho letto su "La Nazione", con molto interesse e crescente stupore, l'odierno (22 ottobre '09) "editoriale" di tale Gabriele Canè, condirettore ed editorialista di un numero imprecisato di riviste e quotidiani più o meno "liberi" (dal canto suo, il giornalista sostiene di essere in effetti libero di dire e scrivere quel che vuole: giunto al termine del delirante editoriale, non ho avuto alcuna difficoltà a credergli). Riassumendo faziosamente il testo in due parole, il condirettore esulta per non so bene cosa riguardo a una (credo) supposta presa di posizione dell'europarlamento sulle (mi è parso di capire) recenti polemiche/proteste/manifestazioni per la "libertà di stampa" in Italia, dopodiché fa un po' la figura dell'ennesimo straccione che scrive cinquanta righe al mese e tenta di elemosinare qualcosina all'angolo di una strada (auspicando nella fattispecie la reale disponibilità di quei famosi 70 milioni di euro vagheggiati dal fantasioso Tremonti e "inclusi" nella prossima finanziaria a beneficio di alcune non meglio precisate - o almeno non precisate dal bravo condirettore - "testate giornalistiche"), e chiude grottescamente con sguardo lungimirante auspicando il rilancio delle edicole (?) e una più ampia diffusione delle medesime sul territorio (?). Poi. Il vetusto Canè, sempre da qualche parte nel suo articoletto, sostiene che la libertà di stampa consisterebbe nella possibilità per l'individuo (ovvero il giornalista) di aver accesso a "canali" e "mezzi" atti a diffondere informazioni, e questo significa, a quanto mi è dato di capire, che se Canè ha almeno un giornale su cui scrivere, allora la libertà di stampa è garantita. Il ragionamento, per quanto solipsistico, se siete Canè non fa un piega. Ora. Non conosco Canè, né ho una particolare passione per i suoi articoli né ci tengo a farmi nemici o passare per quello che deve per forza rompere le palle al prossimo se dice o scrive una minchiata. Ma ho la fortuna e il privilegio di conoscere e collaborare con alcuni giornalisti de "LoSchermo.it", e un paio di parole su questi argomenti mi piacerebbe spenderle. LoSchermo.it è un piccolo quotidiano "locale" autofinanziato che, come molte altre piccole realtà in tutta Italia e nel mondo, da qualche tempo sta coltivandosi una base crescente di affezionati lettori che certo non hanno necessità di affrontare "improbe missioni" o "levatacce" per spingersi sino in edicola - sempre che riescano a trovarne una, nel Canè-mondo privo di edicole dipinto dallo stesso Canè - per posare lo sguardo sulle informazioni di cui sentono il bisogno, essendo il pubblico della testata in questione (LoSchermo.it, che spero vorrà riconoscermi qualcosa per questa lunga serie di genuflessioni e kudos non richiesti) formato da un insieme eterogeneo di individui di ogni età, estrazione sociale, credo politico e religioso - un po' come i collaboratori de LoSchermo.it stessi (ariborda), alcuni dei quali sono antipapisti e altri ultra-cattolici e uno mi risulta addirittura essere vegano - con in comune la passione per la libertà d'espressione (propria e altrui) e la capacità di stare al passo coi tempi. Ingredienti che a dirla così pare poco, due tizi si mettono d'accordo e aprono un blog e festa finita: libertà di informazione a go-go.  Macché. E infatti, piccola digressione: il costo di un numero de "LoSchermo.it", per il lettore dotato di connessione a internet anche PSTN, è pari a zero virgola XY€ ovvero pochi centesimi derivanti dall'inevitabile costo della connessione (inevitabile, sino a che lo Stato o un demiurgo non si decideranno a considerare la costruzione e la manutenzione delle strade informatiche un diritto del cittadino pari alle carrarecce, e il diritto alla libera espressione un diritto di tutti e non del solo - pur bravo - Canè); le voci di costo che lo stato italiano indirizza al sostegno di una realtà come "LoSchermo.it", fatte salve le citate e non di rado scadenti infrastrutture informatiche necessarie a garantire agli utenti l'accesso alla libera informazione, sono pari a 0€; il direttore del "piccolo" quotidiano online non piange per le vendite in caduta libera; non piange per gli inserzionisti che si volatilizzano; lui e i suoi collaboratori, con quella che parrebbe pura e semplice onestà deontologica, investono il loro tempo e le loro energie nel tentativo di fornire un servizio giornalistico alla cittadinanza: ognuno di loro si sforza di dare un contributo, ripagato unicamente dagli inserzionisti più attenti, ovvero da quanti fuggono dalla carta stampata e ripiegano su mezzi più economici e dinamici e moderni, e dalla soddisfazione di aver reso alla comunità cui appartengono un "vero" - per quanto in larghissima parte ma solo momentaneamente limitato alla provincia di Lucca - servizio. Fine della digressione: parliamo di edicole. Si badi bene: non ne auspico la chiusura. Sono anzi uno sfegatato sostenitore dell'abbattimento delle foreste, ma solo se questo serve a diffondere idee e opinioni meritevoli di un tale sacrificio. Ciò che auspico è dunque il rapido fallimento di quelle testate che (soprav)vivono di contributi statali e privati (storia vecchia, lunga e già dimenticata e sicuramente irrisolta e scandalosa per quanto è capace di deformare i fatti esposti e le linee editoriali) più o meno occulti; il pensionamento di "giornalisti" vecchi e rincoglioniti che a quanto pare identificano la libertà di stampa con la libertà di dire, affermare o raccontare qualsiasi cosa faccia loro piacere/comodo (ed è quello che faccio pure io, d'accordo, ma almeno non vado in giro a raccontare di essere un "giornalista" e soprattutto non sono un vecchio rincoglionito ma un rincoglionito di mezz'età che aggiunge parole all'oceano, con l'unico risultato che, de facto e di questo passo, in mezzo al marasma di idee e opinioni e storie contraddittorie e contrastanti e faziose e non di rado completamente false o addirittura inventate di sana pianta non esisterà più, per il lettore, alcun tipo di "libertà di accesso all'informazione", perché - sto usando il tempo futuro perché sono ipocrita e ottimista - non esisterà più alcuna distinzione tra informazione e chiacchiera da bar); ciò che auspico è la proliferazione di piccole realtà locali che diano voce alla libera espressione di quanti - come gli stessi autori/lettori de LoSchermo.it - in primo luogo sono utenti, e in seconda battuta creatori di contenuti, tanto desiderosi di comprendere quanto di offrire ove possibile chiarezza e per quanto utopico uno sguardo "oggettivo" sulla realtà, ridefinendo almeno un poco lo stereotipo del giornalista che si limita quotidianamente a "sbattere il mostro in prima pagina" per far cassa; auspico certamente il dirottamento dei fondi pubblici destinati a far sopravvivere macchinose redazioni-mostro verso nuove e più pressanti emergenze, che non quella di far sopravvivere il Quotidiano Nazionale (o simili accozzaglie di opinioni distorte e casi inventati e pubblicità di creme/pasticche/maghi per l'erezione o ritrovati per il rinfoltimento tricotico travisate da articolo pseudoscientifico - ogni riferimento al Premier è puramente casuale) solo perché non è in alcun modo in grado di stare in piedi da solo (eppure a ogni  piè sospinto si erge a paladino del "libero mercato": ora, nel caso specifico, come si fa? Più edicole?!?, no, dico, ma vi rendete conto? Io a Lucca come metto il naso fuori di casa mi ritrovo davanti un'edicola, e se non compro il giornale in quella davanti casa ce n'è una a duecento metri e così via, e il giornale me lo ritrovo comunque in ogni barino degno di questo nome, e se per caso non vado al bar, se faccio tanto tanto di andare a trovare i miei ci sono La Nazione e/o Il Tirreno belli pronti da sorbire, e se non li leggo non è perché non li trovo - un giorno mi è successo, ma ero rimasto a dormire sulla Pania - ma perché semplicemente ho di meglio da leggere: ma forse Lucca è una realtà privilegiata che Canè non conosce, e allora che dire: venga a farci visita, mister, ché qua nel cuore del distretto cartario lucchese abbiamo una vera e propria oasi della carta stampata e non sappiamo più che farne); quello che auspico è infine che questa mia manciata di byte non venga "cestinata" in nome della libertà d'espressione del solo Canè, che da cinquanta e più anni gode di fiducia e visibilità su quotidiani, rivistucole e simili e ha ancora la forza e la voglia e il coraggio di lamentarsi che ha bisogno di più soldi e più attenzioni e che gli altri son tutti comunisti e farabutti.
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Mani mozzate

A chi appartiene la "mano mozzata"? Cos'è successo allo sfortunato Manrico Cianti, incarcerato e accusato di terribili delitti? Mano a mano che L'imprevedibile concatenazione di eventi prende forma, le cose si fanno più chiare. Leggete di come il nostro buon Enea Pretori si districa nelle mille incombenze della vita quotidiana, e di come si prepara a superare le mille trappole della burocrazia nel quarantasettesimo, inquietante, capitolo della sua personalissima epopea.
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Romeo

Un'imprevedibile concatenazione di eventi arriva a 46 capitoli grazie al tempestivo"Romeo": il protagonista di oggi, Gianni Terenzi detto il Gragnuola, viene sottoposto a uno strano interrogatorio.
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Jena pluviens

Un'imprevedibile concatenazione di eventi giunge a quota 45 capitoli grazie all'autunnale "Jena pluviens reloaded": il protagonista di oggi, il giornalista Camillo "Jena" Ruggeri, segue un'interessante pista sulle tracce dei fantomatici eredi del patrimonio Brooks.
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La resistibile ascesa di Tazio Benelli

Con la piacevole frescura d'inizio settembre, sbarca clandestinamente sulle sponde del web il capitolo 44 di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Respingetelo!
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Neurone al fresco

Ancora una volta vado al bar, ordino un caffè e mi dedico alla lettura gratuita del mio Quotidiano Nazionale Preferito. Poi indago e scopro che (ancora una volta) per comprendere di che diavolo stanno parlando questi, tocca prenderla larghissima e mettere in moto il neurone e pompare aria condizionata al massimo nell'ambiente: si era agli inizi del marzo 2009 quando il tycoon dei supermercati Ricardo Martinelli vinceva con largo margine le elezioni panamensi e si insediava alla guida della Repubblica Panamense in qualità di Presidente (a tal proposito: vivissime congratulazioni, Presidente). Questo dovrebbe fornirci delle buone coordinate da cui partire in questo breve excursus nella follia estiva. Trovandosi dunque dall'oggi al domani a recitare il doppio ruolo di capo del governo e di capo di stato di un'area, quella panamense come altre in America latina, nota più per i tragici e complicati e più o meno avvincenti trascorsi politici che per la probità dei governanti o per la loro efficienza/trasparenza/umanità, a soli sei mesi dall'importante traguardo quest'uomo (più esattamente "Ricardo Alberto Martinelli Berrocal" o "R.A.M.B.") decide di venire in visita ufficiale (?) a Lucca (cfr. il bel volume "Come recarsi a Lucca a scrocco") vantando (o millantando) atavici natali in zona, e subito i lucchesi d.o.c. - sottoscritto incluso, che proprio lucchese d.o.c. non è ma ci tiene comunque tantissimo a saltare sul primo carro che passa - non perdono l'occasione per tentare di portare Lucca e i lucchesi sotto i riflettori, offrire aperitivi, cene, gala e ospitalità e un posto in processione un po' a tutti, all'insegna della tradizionale festa di Santa Croce (cfr., più che l'Apparato Organizzativo Clerical-Comunale, gli amici transfughi miei e dei miei che da Torino, L'Aia, New York, Roma et al. tornano in massa per l'occasione in lucchesia e non contenti della splendida cornice pretendono pure ospitalità, vino e farro - e cinghiale, funghi, olive, olio... - e anche pacche sulle spalle e ragguagli sulle rispettive vite). E sotto i riflettori non può certo mancare il capo del governo nazionale (Lui), prontamente inserito nel calendario degli eventi per il rilancio della movida cittadina, e speriamo che questa Visitazione oltre a lasciare un indelebile segno nel Panorama Culturale Lucchese in Costante&Inarrestabile Declino contribuisca almeno a far lievitare il Numero di Belle Ragazze Disponibili all'interno dell'arborato cerchio, e non solo quello di body-guards, militari, polizia, carabinieri, caccia supersonici in ricognizione e apparati di sicurezza assortiti con incalcolabile investimento (?) di risorse ed energie sia umane che economiche: come già ipotizzano molti commentatori da bar tra i più accreditati, staremo a vedere. Quest'ultimo punto (l'aumento del N.B.R.D.) risparmierebbe a molti cittadini lucchesi, e sarebbe già una splendida vittoria, la noia di doversi recare sino a Montecatini per farsi arrestare/multare in fragranza di trombata (lunghissima e divertente storia ridotta in miserevole cronaca dal mio Quotidiano Nazionale Preferito, su nemmeno mezza pagina). I Due Premier, veri guru nella difficile arte dell'accumulare quantità stratosferiche di denaro e potere in quest'epoca di crisi per tutti (gli altri), avranno sicuramente molto di cui parlare e argomenti su cui confrontarsi alla sempre più fioca fioca luce della storica luminaria lucchese, e il bravo R.A.M.B. non si farà certo sfuggire l'occasione per carpire preziose dritte dal Compare infinitamente più esperto su come si governa bene e a lungo un Paese Democratico in modo democratico mantenendo e anzi aumentando il valore del proprio ruolo istituzionale, valore espresso come detto in termini di potere e denaro e sondaggi e appendici varie. E come in ogni Democrazia Moderna, se ricevuti a dovere dall'intellighenzia locale - col supporto spirituale del Clero tutto e fedeli salmodianti sullo sfondo - e se di buon umore, i Due Presidenti Che Si Sono Fatti da Soli non mancheranno di elargire generosamente alla città qualche promessa, pochissimi (nessuno?) autografi su carte ufficiali, e certamente molti sorrisi e sagaci frizzi e lazzi da salotto e da processione. Ora. Che la costruzione di un asse viario (cfr. "Come costruire una o più cararrecce fuori dalle mura in meno di un secolo") in una ex gloriosa Res Publica, adesso parte di una Repubblica Democratica a forma di scarpa grazie a discutibili scelte del passato, debba passare - dopo decenni di scandali e diatribe e sprechi e  progetti e proposte e scontri e scaricabarile e Dio solo sa quanti insabbiamenti e litigi e matrimoni di convenienza e sgarri massonici e riunioni segrete tra templari in splendide ville ritenute disabitate e chissà cos'altro ancora - anche attraverso sceneggiate del genere, all'alba del ventunesimo secolo (pensare che sino tipo a metà anni ottanta ero fermamente convinto che nel ventunesimo secolo sarei andato in ufficio o a bordo di una astronave sportiva a propulsione quantica o col telestrasporto e che di un'asse viario alternativo non ci sarebbe stato bisogno mai: errore mio) sono in molti a sostenerlo, e c'è addirittura chi come Remo Santini invoca (giustamente) un intervento diretto di forze sovrannaturali che rendano conto di quanto va preparandosi, e propizino un roseo futuro viario per tutta la lucchesia, stretta da troppo tempo nella morsa di tir e vecchiacci con cappello che dimenticano di segnalare la svolta tanto a destra quanto a sinistra (cfr. "Democrazia"). Ma una fetta molto più vasta della popolazione se ne sbatte ampiamente i coglioni, inutile raccontarsi storie, basta mettere il naso fuori di casa per rendersene conto: sono tutti al mare o alla sagra o sulle Pizzorne a begare con la moglie. Alcuni visionari, invece, i soliti piantagrane che non sono potuti andare in vacanza o alla sagra o magari sono semplicemente comunisti senza Dio e sono comunque sempre pronti a mandare a carte quarantotto le difficili ore di Preparazione Spirituale che precedono la Luminaria, ritengono si sia di fronte a uno scandalo senza precedenti, un orrido perpetuarsi del malcostume presente e passato, un tristo esempio di come la Pubblica Amministrazione lucchese non dovrebbe funzionare, visto che in questo modo a sentir loro (i piantagrane infervorati dal gran caldo) è come se il potere centrale prima delegasse a quello periferico per poi costringere il medesimo, attraverso mille vicoli e cavilli e codici oscuri e meccanismi diplomatici complicatissimi, a pietire spiccioli e benevolenza dal padrone di turno, vanificando i tentativi federalisti tanto cari a consistenti fette della popolazione lucchese (?). C'è persino qualche Buontempone che nel tempo libero (spero) invece di smantellare un Certo Orrendo Monumento Avionico a mani nude come vorrebbe la rigida morale del "se fai una cazzata, caro palle, poi rimedi" ha redatto e depositato in comune Apposita Domanda per l'Assegnazione della Cittadinanza onoraria all'uomo che più di ogni altro, e questo è palesemente un dato oggettivo e non una personale e discutibile considerazione politica, è riuscito negli ultimi anni nel non facile compito di spaccare/dividere/tagliare quotidianamente il paese in due con le sue trovate-motosega: bravo Buontempone, ottima scelta e ottimo tempismo, come sempre. Per conto mio, oggi come oggi avrei senz'altro proposto il buon Amid Karzai, una scommessa sicuramente ardita ma almeno un poco più originale. Prontamente, da Capannori (cfr. 1) si provvede all'invio di messaggi sibillini oggi e (chissà) delegazioni domani, che all'incolpevole lucco-panamense danno già del Dittatore, come se il buon R.A.M.B. - laureato Magna cum Laude (questa me la sono inventata) in Amministrazione del Business presso la University of Arkansas (questa è vera), mica cazzi - non fosse uomo che si è fatto da solo e che con la sola forza delle sue Grandi Idee (cfr. "Panama's Super 99", fate conto un mostro a mezza via tra l'Esselunga e la Lidl e diffuso come un tumore in metastasi su tutta l'altrimenti bella Panama) ha legittimamente ottenuto l'investitura a capo di una Repubblica Presidenziale (Quiz: dove avete già sentito questo termine?). Come se R.A.M.B. fosse un Malfattore Qualunque, magari in auge già da decenni, e nel frattempo (in tutti questi anni al potere) non avesse fatto altro che tramare con alleati dell'ultima ora ed ex-compagni di scuola (cfr. 2) e scendere a patti con la mala e impadronirsi dei mezzi di informazione e modificare l'apparato statale con leggi ad hoc e tramortire quello sociale sino a ridurlo in agonia solo per garantirsi impunità e inamovibilità e potersi costruire un mausoleo in cui far un giorno dimorare le mortali spoglie e altre simili atrocità etiche e politiche e ideologiche che mal si accordano con la sobrietà del clero e dei politici lucchesi in occasione della Luminaria. Ma non divaghiamo e lasciamo a R.A.M.B. il tempo di passare alla storia a modo suo, senza emettere giudizi affrettati dettati dalle temperature senz'altro insopportabili.
Bene. Delineate in vista della Processione di Santa Croce le tre categorie principali di attori (esaltati mistici, inveterati menefreghisti, visionari piantagrane che s'inventano scomodi mondi paralleli) mi sento di offrire una quarta via per uscire da questa paradossale situazione, una via che si fonda a parer mio su valori intramontabili e indiscutibili: "Che ogni visitatore straniero o della piana sia trattato da visitatore, e spremuto sino all'osso nella miglior tradizione commerciale lucchese, e che ristoratori e albergatori e arcivescovi e venditori di cazzate e porchettari e compagnia si riempiano le tasche a più non posso approfittando del Religioso Evento, così come avviene regolarmente da secoli". Il resto sono chiacchiere da comare.
Chiacchiere, siamo d'accordo. Ma a questo punto serve una breve conclusione, o almeno un consiglio (da comare): possiamo solo esortare tutti coloro che decideranno di intervenire alla Grande Parata di guardarsi dagli scherani al soldo del comune, i quali forse più che negli altri giorni (!) non mancheranno di gabellare senza pudore né pietà alcuna turisti e cittadini lucchesi poco accorti o inesperti, graziando in mancanza di specifiche ordinanze e normative solo gli eventuali elicotteri neri che dovessero putacaso trovarsi costretti a posteggiare (nuovamente e all'insegna della continuità storica) sugli ampi spazi erbosi di quello che era e nella memoria ancora resta, non a caso, il glorioso Campo Balilla (cfr. 3). Per conto mio, che prediligo la bicicletta agli elicotteri e il sottopasso-cavatappi in stile Laguna Seca di San Concordio agli assi viari, spero di riuscire ad approfittare dell'aumento del N.B.R.D. e di non rimaner vittima dell'intramontabile scherzo notturno "Ti smonto la ruota davanti e me la porto a casa oppure te la piego a calci".

(1) E che c'incastra il comune di Capannori con le posizioni del Comune di Lucca e perché un capannorotto debba intromettersi nelle cose lucchesi e a sua volta "prendere posizione" su un governante straniero in legittima visita nella terra natia, è una cosa ancora tutta da chiarire
(2) Sapevate che... presto a capo del neonascente Apparato Nucleare Statale ne avremo un altro (di compagni di classe del Tipo, intendo) da prendere a sputi/insulti? E com'è che sono tutti così bravi i tizi di quella generazione usciti da quei particolari ambienti? Cos'è, manipolazione genetica? Botta di culo senza precedenti? Vitamine? Una colossale goliardata? 
(3) Ancora non si è capito che noia dava un campo da calcio sotto le mura, e che bisogno c'era di trasformarlo in occasionale eliporto. Mio zio, ora praticamente centenario, che ogni domenica transitava per quelle parti godendosi gratis penosi scontri di infima categoria, ancora rimpiange amaramente i bei pomeriggi trascorsi con gli amici, quando a spingere il giovane cittadino lucchese medio (ebbro nel primo pomeriggio e in stato di incoscienza a sera) a devastare le mura impossessandosi illecitamente di mattoni poteva essere solo un arbitro fuori di testa che mancava a più riprese di espellere il falloso terzino del Camporgiano F.C.
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Crani vacanti

Alla vigilia di un torrido ferragosto, la città svuotata dei suoi abitanti, mesticherie e alimentari chiusi come da prassi, non resta che trascorrere il pomeriggio in ufficio, cullati dal ronzio costante del condizionatore. Non rimane dunque che rispondere alle numero 2 telefonate dei clienti stanchi e affaticati che ancora non sono riusciti a fuggire al mare o altrove lasciandosi alle spalle le mura in rovina (altra lunga storia: ne parleremo magari a settembre), e dopo aver fatto un salto al bar per il canonico caffè post-prandiale dedicarsi alla navigazione (ahimé non su un ventiquattro metri con donnine al largo di coste smeraldine ma su una comune linea adsl) in santa pace e proporvi una riflessione: in una giornata del genere si fanno scoperte interessanti. Davvero. Per esempio sul quotidiano letto al bar (finalmente con la dovuta calma senza occhi rapaci di vecchi nullafacenti a sbirciarmi da sopra la spalla o semplicemente a guardarmi con profondo odio e disprezzo) vengo a sapere dell'entrata in vigore delle norme che vietano la vendita di alcolici ai minori, misura adottata dai sempre lungimiranti cugini politici viareggini - che si premurano come primo atto non di spiegarne le ragioni ma di definirla "un segnale di tutela e non di proibizionismo", che è davvero un ingegnoso distinguo - per contrastare quella che, così come la dipingono i media ormai da qualche tempo e quindi ancora non per molto, è ormai un'insensata maratona universale delle nuove generazioni verso l'autodistruzione/sfida alla morte ritualizzata/oblio. Tutti obiettivi (autodistruzione/sfida alla morte ritualizzata/oblio) perseguiti o inseguiti da generazioni di esseri umani, giovani e non giovani, d'ambo i sessi e di ogni orientamento politico/religioso/sessuale, con i modi e le motivazioni più vari e i risultati più diversi, su un arco di tempo che può essere facilmente stimato nell'ordine dei milioni di anni. Ebbene, poniamoci nelle ingenue e ottimistiche vesti di qualcuno che sia davvero molto ingenuo e ottimista, e poniamo anche che il divieto di vendita dell'alcol ai minorenni possa finalmente dopo tutte queste ere glaciali ed età del fuoco e del bronzo e guerre e distruzioni e insomma: dopo tutta questa virgolette Evoluzione virgolette, possa in qualche modo apportare mutamenti di un qualche genere in quest'atteggiamento autolesionista (ipotizziamo ad esempio che esista almeno un minorenne che stasera o domani sera, all'indomani dell'entrata in vigore della norma salvagiovani, non sappia come procurarsi alcol in altro modo e che quindi si trovi nella deprecabile condizione di doversi suo malgrado astenere dal consumo) ridefinendo ex-novo le abitudini del minorenne (ad esempio: non consumare alcol). Cosa magari possibile. Si spera dunque che avendo sottratto a qualcuno ciò che aveva identificato come una via di fuga/soluzione/passaggio obbligato, costui di punto in bianco (invece di provare l'irresistibile impulso di procurarsi alcolici per placare quella strana sete che in fin dei conti non è la sete d'alcol o altre bevande ma la sete più antica del mondo e a quanto pare non può in alcun modo essere estinta ma solo parzialmente soddisfatta con palliativi naturali, chimici o sociali che siano, ma sia: ipotizziamo) se ne stia bel bello a passeggiare per le strade, sobrio, senza null'altro per la testa che pensieri felici e progetti per il futuro (una ragazza, un lavoro, un'automobile, poi una moglie, dei figli, un secondo lavoro e infine i nipoti e in chiusura una bella, nobile morte). Io personalmente (questo andava nella premessa, ma l'essenziale è che sia chiaro) non ho nulla in contrario contro tali idee/provedimenti: innanzitutto sono maggiorenne, in secondo luogo quelli ipotizzati/prospettati (vieto alcol > risolvo problemi) sarebbero risultati oltremodo interessanti anche per il più arido e annoiato degli antropologi. Quello che mi spiazza è in realtà il seguito delle mie scoperte. Ci sono arrivato passeggiando sotto il sole di rientro dal bar, con in testa strane, pericolose idee: e se invece il giovane ipotetico spezzasse l'incantesimo e tentasse di (o peggio riuscisse a) ottenere alcol per altre vie? Magari facendosi aiutare dai colleghi più grandi. Magari da me. Vedremmo le città riempirsi di una nuova figura di spacciatore, armato non già di bustine bilancino e pasticche ma di bottiglie, cavatappi e damigiane. Il che per il sottoscritto (maggiorenne, cresciuto con la cultura del vino ma anticonformista al punto dal riuscire abilmente a convertire il proprio stesso padre conservatore alla birra, almeno nei mesi estivi) e per il business di chi ha un'inclinazione naturale alla vendita al dettaglio non è affatto male [difficile che chi non teme le pene previste per lo spaccio di sostanze stupefacenti (storia troppo lunga) si faccia scrupoli nel commerciare clandestinamente articoli così saldamente radicati nella culturale dell'italiche genti, o immaginare un giudice di Figline Val di Pesa che condanna a sei mesi qualcuno per "Cessione di Tavernello"], e questo, complice il solleone, ha portato la mia mente essudante a compiere uno spaventevole salto dimensionale all'indietro nel tempo, in altre epoche e altri luoghi, altri gangster e stessi sistemi. Non si discute qua dell'utilità di norme e della promozione di comportamenti che servano a indirizzare/limitare il consumo di alcolici (tanto nei minorenni quanto negli adulti) e i rischi ad esso più o meno direttamente connessi, ma non si vorrebbe nemmeno (e non lo si vorrebbe per tutto l'oro del mondo) trovarsi ancora e per l'ennesima volta a dover leggere di norme che mirano a nascondere il problema reale vendendo il caso del giorno via TV, carta stampata e web, a praticare ancora il discutibile e sempre più applicato principio del "multarne uno per educarne 100", ad aprire le porte di un gigantesco bazar colorato al mercato esentasse a esclusivo vantaggio di biechi produttori di alcolici che si servono di manodopera a basso costo, nuove sconfinate opportunità di guadagno illecito, a consentire al politico/editorialista di turno di fare del facile moralismo senza - di fatto - fare (o riuscire a fare, ché le ipotesi del complotto e della malafede cominciano ormai a scricchiolare sotto quelle della pura, semplice arroganza degli stupidi al potere) alcunché di davvero utile per raddrizzare macroscopiche storture strutturali in una società che - in un modo o in un altro - trova sempre e sempre troverà il modo o i modi di soddisfare le richieste dei suoi appartenenti, avendo eretto a modello unico e incontrastato di ispirazione sociale il libero mercato, modello fatto di disponibilità delle merci, di capitale, di leggi (?) della domanda e dell'offerta, e delle fresche, luccicanti curve della bionda di turno che vuol venderci qualcosa (tanto all'interno della facile metafora di una birra e quanto in quella volgare del tegame, a venderci sé stessa).

Ma i quotidiani - Deo gratias - ancora una volta ci vengono in aiuto. All'indomani della misura fortemente voluta/incitata/sponsorizzata da molti direttori/redattori di varie testate locali e nazionali e messa in atto dalle autorità viareggine con pronto spirito umanitario e inattaccabile rettitudine morale, ecco che rientrato in ufficio e presa una birra dal frigo e alzato al massimo il condizionatore in palese spregio all'educazione ambientale, sul sito della Nazione apprendo che dal 20 Agosto sarà disponibile in allegato al quotidiano una utilissima guida alla distillazione casalinga di grappe e liquori (cito: "L’arte di preparare in casa le migliori grappe arricchite con frutta, erbe, spezie. Ma non solo: strepitosi liquorini e deliziose ricette a base di grappa"). Tutto ciò sullo stesso strabico, schizofrenico, esilarante, incongruo, contraddittorio, baciapilesco, disonesto, autoreferenziale, eccezionale, unico e inimitabile quotidiano che è la Nazione di Remo Santini, al quale confermiamo tutta la nostra stima dicendoci d'accordo sulla sua più importante proposta/provocazione/idea degli ultimi giorni: sì, c'è davvero bisogno di un miracolo del Volto Santo. Speriamo solo che a metterlo in atto non siano le folle inferocite.
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Intercettazioni

– E quindi?
- E quindi è chiaro: sei una tipa carina che parla correttamente, ha una prosa impeccabile e dice in modo interessante cose che non sono affatto ovvie. Come diavolo puoi pretendere di avere pure un pubblico?
– ...
– Devi lasciar perdere.
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43 (non gradi centigradi)

Il capitolo 43 della lunga metafora "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", è atterrato tra fischi e applausi. Ma forse (forse) erano di più i fischi.
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La risposta è: "42"

Il quarantaduesimo, onnicomprensivo capitolo del disegno eversivo "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", è stato intercettato e reso pubblico da giornalisti integralisti amici di magistrati rossi privi di morale&scrupoli.
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41

Il quarantunesimo, barcollante capitolo dell'intrigo fantapolitico "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", è online. Non c'è molto da aggiungere a quanto già detto dai più valenti politici italici, salvo che astenersi dalla lettura comporterebbe automaticamente il ritrovarsi precipitati nel bel mezzo di un golpe militare...
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Quarantagradi

"Grand Hotel", il quarantesimo toccante capitolo dell'intricata favola edipica "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", è servito a temperatura ambiente. Si consiglia di accompagnare la lettura a una o più birre fredde.
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3x13

"Mens sana in corpore sano" è il trentanovesimo, scontatissimo capitolo dell'intricato racconto epico "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Buona lettura a quanti di voi eccetera eccetera.
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30+8

L'estremamente breve trentottesimo capitolo del poliziesco "Un'imprevedibile concatenazione di eventi" è disponibile con le consuete modalità di lettura.
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37 son 37

Edmondo, il trentasettesimo personificato capitolo del vostro romanzo a puntate preferito  - sì, "Un'imprevedibile concatenazione di eventi" - si offre gratuitamente per la lettura.
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Il punto

Non era proprio il caso di andare avanti con questa vita senza il trentaseiesimo, furoreggiante capitolo di Un'imprevedibile concatenazione di eventi".
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Perplessità

Rotto l'uovo pasquale e scoperto a malincuore che non conteneva alcunché di sorprendente, ecco la panacea di tutti i mali: il trentacinquesimo capitolo del satireggiante, iconoclasta feuilleton "Un'imprevedibile concatenazione di eventi".
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Oggetti transizionali

Puntuale come le minchiate dichiarazioni di Serpelloni, ecco il trentaquattresimo capitolo de "Un'imprevedibile concatenazione di eventi".
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"Trentatré"

Vede infine la luce il controverso trentatreesimo capitolo  de "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Enno Galiencio, upgradato alla versione 1.3, promette maggior regolarità nelle prossime release.
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XXXII

Partorito il trentaduesimo capitolo, Enno Galiencio prosegue l'instancabile costruzione de "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Non mancate.
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XXXI

Siamo al trentunesimo, retrospettivo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Che altro?
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Trenta dì conta novembre

Enno Galiencio rifiuta di dimettersi nonostante le proteste della base primaria. Non solo: con un colpo di mano autoritario pubblica senza alcun preavviso il trentesimo, mediatico capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Da leggere sfoggiando un'immotivata fiducia nel futuro.
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Countdown

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla realizzazione del primo grande romanzo SIC:
http://www.scritturacollettiva.org/blog/grande-romanzo-aperto-sic-reclutamento
Gioite&Accorrete.
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29

Non è mica morto, Enno Galiencio, ma si sa, la Grande Crisi Planetaria genera orrori e ritardi nella pubblicazione degli attesi capitoli. Non perdiamoci d'animo: è finalmente disponibile il ventinovesimo, motivazionale capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Da leggere con un occhio alla Decrescita e l'altro alle molotov.
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28

Enno Galiencio - che sta vagando per l'orbe terracqueo senza apparenti itinerari prefissati - invia da chissà dove il ventottesimo, vagabondo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Da leggersi in luogo di una vacanza.
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Capitolo XVII

Enno Galiencio - ancora travestito da Befanotto e reduce da febbri deliranti - porta in dono il ventisettesimo, congelato capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Da leggersi confortati da un bollente ponce al mandarino.
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Capitolo XXIV

Immacolato come non mai, Enno Galiencio ci offre il ventitquattresimo, devoto capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Si ricorda di onorare il padre e la madre.
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Capitolo XXIII

In attesa di incentivi all'industria automobilistica, Enno Galiencio ci offre il ventitreesimo, ibrido capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Si ricorda di non leggere in stato di ebbrezza.
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Epifanie

Mentre la maggioranza persegue meritoriamente la definitiva messa al bando di incidenti automobilistici, sbronze, droga, istruzione, sesso occupazione e rock and roll, Enno galiencio ci regala il ventunesimo, abbronzatissimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Si ricorda che il prodotto può creare dipendenza, non mettersi alla guida o manovrare macchinari pesanti durante o dopo l'uso.
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Grande party bipartisan per la pubblicazione del ventesimo capitolo

Il Circolo l'Indiano ospita il ventesimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera in corso del caucasico Enno Galiencio, ed è aperto tutti i giorni a partire da oggi. Per l'occasione, oltre a un immaginario camparisoda, verrà offerta la raccolta dei primi venti capitoli in un unico, comodissimo file da scaricare.
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19

"Individui non identificati", decimonono capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima del rinvenuto Enno Galiencio, è sorprendentemente disponibile per la lettura.
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XVII and counting

"La prova Gragnuola", diciassettesimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima del nostalgico Enno Galiencio, è tossicologicamente disponibile per la lettura.
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Capitolo #15

Il quindicesimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima del redivivo Enno Galiencio, è puntualmente disponibile per la lettura.
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Capitolo 14

Il quattordicesimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima dell'indisposto Enno Galiencio, è disponibile con lieve ritardo. Buona lettura!
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E tredici.

Il tredicesimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima del piovoso Enno Galiencio, è prevedibilmente disponibile. Buona lettura!
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Capitolo 12

Il dodicesimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima dell'autunnale Enno Galiencio, è stato appena pubblicato. Buona lettura!
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Lettere all'Esperto del Cuore #16

Caro Esperto,
mia moglie mi tradisce, cosa devo fare?
(lettera firmata)


Va bene.
(L'Esperto del Cuore)
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Secondo il contadino

Una piccola zappa
scava la più profonda delle buche
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Capitolo 11

L'undicesimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima del lavorativo Enno Galiencio, è stato pubblicato. Si prosegue come di consueto: tutti i lunedì. Kudos.
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Enno è vivo

Dopo la lunga pausa estiva, torna su LoSchermo.it il romanzo a puntate più seguito della lucchesia e non solo: il decimo capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima del vacanziero Enno Galiencio, è finalmente online. La pubblicazione riprende a pieno ritmo, con l'uscita ogni settimana di un nuovo capitolo: tutti i lunedì. Buona lettura!
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Lettere all'Esperto del Cuore #15

Caro Esperto,
l'altra sera, invitato a una festa in piscina con la mia ragazza, ho notato una cosa che mi ha lasciato alquanto perplesso: ho avuto la netta sensazione che tutti - tutti - volessero scopare con tutti. Da quanto ho capito però, alla fine, non ha scopato nessuno. Che ne pensi?
(S.R., Lucca)

Carissimo ingenuo,
innanzitutto Pisa merda. Dovresti poi sapere che a feste del genere ha senso presentarsi solo in qualità di spacciatori di MDMA (preferibilmente single). Chiarita questa importante premessa, vorrei porti un quesito: cosa credi sia accaduto - realmente - quando la tua fidanzata, poco dopo la mezzanotte, s'è allontanata dicendo "vado un attimo al bagno", per ricomparire più di mezz'ora dopo nelle condizioni che sappiamo?
Stai in campana,
L'Esperto del Cuore
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Un'imprevedibile concatenazione di eventi - Capitolo settimo

È stato appena pubblicato il glorioso settimo capitolo del romanzo a puntate "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima dell'amico Enno Galiencio. Buona lettura!
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Lettere all'Esperto del Cuore #14

Caro Esperto,
sono in procinto di partire per le vacanze: purtroppo però, anche quest'anno, mio marito potrà raggiungermi al mare solo a fine agosto. Le scrivo perché, nonostante siamo organizzati a questo modo già da diversi anni, durante quelle tre o quattro settimane che trascorro sulla spiaggia mi succede sempre qualcosa: è come se la nostra intimità si allentasse, se cambiasse qualcosa nel mio modo di vederlo, tanto che quando finalmente arriva avverto una specie di delusione, di distanza, e lui si lamenta della mia fredda accoglienza. Come mi consigli di affrontare questa breve separazione forzata?
(Marina R.)

Gentile amica,
l'ipocrisia è una brutta bestia, posso darti un solo consiglio sensato: continua a divertirti col bagnino e non farti più paranoie.
Buone vacanze,
L'Esperto del Cuore
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Un giorno sul monte

Un giorno sul monte: passeggiavo. Dopo una lunga sosta nei pressi di una polla d'acqua fresca, mi rimisi in cammino verso la vetta. Nemmeno un'oretta e dovetti abbandonare il sentiero per svuotare la vescica: giunto nei pressi di un cespuglio, una voce.

- Io sono il Signore tuo Dio
che ti ho fatto uscire
dal paese di Egitto,
dalla condizione servile.

- Dici a me? Mai stato in Egitto.

- Non avere altri dei di fronte a me.

- E' la stessa cosa che mi ha detto quell'altro.

- Non pronunciare invano
il nome del Signore tuo Dio.

- Quale nome? Mario?

- Osserva il giorno di sabato
per santificarlo.

- Guarda che io faccio il dj.

- Onora tuo padre e tua madre.

- Quale padre?

- Non uccidere.

- Tu senti da che pulpito...

- Non commettere adulterio.

- Eh, detto da uno che si scopa la moglie vergine di un falegname...

- Non rubare.

- Ma si può sapere per che razza di individuo mi hai preso?!

- Non pronunciare
falsa testimonianza
contro il tuo prossimo.

- Sì, e non ti drogare. Cristosanto, sei peggio di mia madre.

- Non desiderare
la moglie del tuo prossimo.

- E dai... Le mogli dei falegnami fanno eccezione, giusto?

- Non desiderare
alcuna delle cose
che sono del tuo prossimo.

- Ok, ok. Ora posso finire di pisciare?

- BLASFEMIA!

- Dio?

- Eh.

- Fatti una vita.
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Lettere all'Esperto del Cuore #13


Caro Esperto,

io e mia moglie non riusciamo più a far sesso se non davanti al televisore, guardando cassette pornografiche (tipo MILF). Essendo cresciuto in una famiglia cattolica con un'educazione piuttosto rigida, talvolta temo che questa nostra sia una specie di deviazione abominevole: cosa ne pensa?
(R.F., Matera)

Gentile lettore di Matera,
tutt'altro che abominevole: le consiglio in proposito di esplorare anche il genere felching.
Un saluto dalla riviera,
L'Esperto del Cuore
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Lettere all'Esperto del Cuore #12

Caro Esperto,
innanzitutto vorrei complimentarmi con lei per l'illuminante rubrica, che seguo sempre con estremo interesse e partecipazione. Vado subito al dunque: mia moglie si lamenta da qualche tempo delle mie scarse dimostrazioni d'affetto: lei non crede che le donne, in generale, abbiano rotto i coglioni con queste recriminazioni trite e ritrite? Cos'è, tutto a un tratto il buon sano e vecchio sesso anale del fine settimana non è più sufficiente?
(lettera firmata)

Assiduo lettore,
grazie per le belle parole: non creda però che la sua malcelata piaggeria possa in alcun modo influenzare il mio giudizio sulle sue scriteriate affermazioni. Lei, infatti, non può in alcun modo permettersi di ridurre un rapporto alla frequenza o alla bontà dei rapporti anali che intercorrono all'interno della coppia. E la fellatio? E la posizione del missionario? E il bondage, poi, vogliamo dimenticarci anche il bondage?
Si dia una regolata,
L'Esperto del Cuore
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Intervista a Vanni Santoni

Potete leggere la mia intervista per FIAE allo scrittore toscano Vanni Santoni proprio QUA.
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Un'imprevedibile concatenazione di eventi - Capitolo #4

E' stato appena pubblicato il quarto capitolo del romanzo d'appendice "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima dell'amico Enno Galiencio. Buona lettura!
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Lettere all'Esperto del Cuore #11

Caro Esperto,
non ce la faccio più. Mia moglie alcuni mesi or sono si è recata in pellegrinaggio presso il santuario della Madonna di Medjugorje con alcune amiche: da quando è tornata non è pià la stessa, vaneggia in continuazione e sostiene di aver visto la luce e trovato la fede, e deride ogni mia osservazione chiamando in causa i Santi e la Madonna. Non so cosa le sia successo, in realtà, da bravo scettico temo che qualcuno le abbia fatto una sorta di lavaggio del cervello: l'unica cosa di cui - ahimé - sono sicuro è che non è più disposta ad avere rapporti sessuali con me se non a fini procreativi. Ho tentato ogni strada, mi creda, ma lei è irremovibile. Mi aiuti.
(A.S., Lecce)

Sobrio lettore,
come certamente ben sa, anche in virtù della recente e disgraziata esperienza, in materia di fede la ragione non può alcunché. Tuttavia, luminosi esempi del passato ci spronano a non arrenderci, a costo di essere accusati di eresia e bruciati sul rogo o, peggio, scomunicati: il mio consiglio è dunque di prendere la moglie da dietro, durante il sonno, e alle sue inevitabili proteste difendersi sostenendo che una divinità protozoica esagonale ci è apparsa in sogno, e si sta solo obbedendo ai suoi precetti, da bravi e devoti servitori del Culto Esagonale.
Mi tenga aggiornato sugli sviluppi,
L'Esperto del Cuore

p.s. Dimenticavo. Se quella invasata sua moglie dovesse denunciarla per violenze domestiche o altre baggianate del genere, mi raccomando, non ceda alla facile tentazione di ricorrere anche lei alle Madonne e ai Santi: in tribunale i blasfemi non sono mai stati visti di buon occhio.
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Ermete

- E poi quel pezzo di Gazebo, com’era, nennene-nenenene-ne, com’è che s’intitolava?
- Eh?
- Dai, nennene-nenenene-ne, nennenee…
[Ermete che chiede il conto e si maledice]

(tributo pubblicato sui PP di Vanni Santoni)
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Lettere all'Esperto del Cuore #10

Caro Esperto,
sono una ragazza di 25 anni piuttosto carina, avrei bisogno di delucidazioni in merito a una questione: ho avuto molti ragazzi, per cui non mi lamento, ma purtroppo le mie relazioni non durano mai più di due o tre mesi. Trascorso quel periodo, infatti, è come se mi sentissi mancare l'aria, così in un modo o nell'altro mi allontano dal mio partner. Come posso liberarmi da quella sensazione di prigionia in cui ogni volta precipito, e costruire finalmente una relazione stabile?
(R., Carrara Avenza)

Cara R.,
bisogna sempre stare attenti a non coprire col dito la luna che si sta indicando: in quest'epoca di pregiudizi, infatti, figli di una secolare campagna marketing romantico-populista che ci blandisce sostenendo che si può esser felici solo nel conseguimento di un amore monogamo ed eterno, si tende a dimenticare che, in realtà, le relazioni a breve termine non hanno nulla che non va, e sono anzi talvolta preferibili a matrimoni e altre forme di convivenza: hai mai pensato di volgere questo interessante aspetto del tuo carattere in tuo favore, e di farne una professione?
Fammi sapere,
L'Esperto del Cuore
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La trave nell'occhio del vicino è sempre più verde.

(da "Senza titolo")
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Lettere all'Esperto del Cuore #9

Caro Esperto,
io e il mio ragazzo, abbiamo entrambi 17 anni, stiamo insieme da dieci mesi, e da qualche tempo lui non fa che insistere per avere rapporti sessuali prematrimoniali: questa è una questione su cui non ho intenzione di cedere. Come mi consigli di comportarmi per far progredire la nostra relazione?
(E., Perugia)


Carissima stinfia amica,
questi sono tempi duri per chi ancora ha degli ideali, e costruisce la sua vita su solidi valori: eppure, tutti gli sforzi profusi in questa direzione un giorno, prima o poi, chissà, magari ti ripagheranno, basta solo crederci. Non dimenticarlo, quando lui ti mollerà in favore della prima minigonna che incrocia.
In culo alla balena,
L'Esperto del Cuore
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Un'imprevedibile concatenazione di eventi - Capitolo #3

E' stato appena pubblicato il terzo capitolo del romanzo d'appendice "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima dell'amico Enno Galiencio. Buona lettura!
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Lettere all'Esperto del Cuore #8

Caro Esperto,
ho 62 anni, mia moglie ne ha 49. Tre settimane fa sono uscito dall'ufficio in preda a coliche renali, e rientrando a casa ho fatto una terribile scoperta: mia moglie mi tradisce con un ragazzo di 27 anni. Io amo ancora mia moglie, ma come posso competere con un avversario del genere?
(lettera firmata)


Carissimo e sfortunato lettore,
come qualche saggio non avrà sicuramente mancato di sottolineare in passato, per quanto grave possa apparirci un problema, ebbene esiste sempre una via d'uscita: lei possiede per caso un porto d'armi?
I miei rispetti alla signora,
L'Esperto del Cuore
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Mondo drogato #1

Giovanni Serpelloni, ora capo del Dipartimento delle dipendenze di Verona, sarà nominato direttore del nuovo (?) Dipartimento antidroga che il regime governo Berlusconi vuole ripristinare dopo l'abolizione fatta dal precedente esecutivo.

L'Italia - ha detto Serpelloni poco tempo fa - dovrebbe seguire l'esempio della Gran Bretagna e considerare la cannabis come droga altamente pericolosa.

A Serpelloni sottoponiamo i seguenti dati, pescati a caso tra le molte statistiche disponibili, domandandoci quale sostanza metta il cervello umano in condizioni di partorire aberrazioni logiche del genere: Gli uffici di medicina legale dello Stato della Florida hanno analizzato 168 mila decessi: 989 sono stati causati da cocaina, eroina e metanfetamine, mentre antidolorifici come Vicodin e OxyContin ne hanno causati 2.328; i medicinali antidepressivi, come Valium e Xanax, 743. L'alcol e' la sostanza piu' comune, rilevato in 4.179 corpi, causando 466 decessi, meno che la cocaina (843) ma piu' delle amfetamine (25) e della marijuana (zero).
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Lettere all'Esperto del Cuore #07

 
Caro Esperto,
avevo il sospetto che mia moglie mi tradisse. Alcune sere fa l'ho messa alle strette e ha confessato di vedersi con un altro uomo. Sono davvero in collera perché non le ho mai fatto mancare nulla, sul piano affettivo come su quello economico. Devo chiedere il divorzio? Devo perdonare? Cosa mi consiglia di fare?
(lettera firmata)

Rispettabile signore,
giuro sulla mia anima che non avevo idea che si trattasse di sua moglie: comunque, faccia un po' quello che crede.
Con immutata stima,
L'Esperto del Cuore
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Lettere all'Esperto del Cuore #06

Caro Esperto,
il mio nome è S. Vivo con mio marito da 12 anni, ma da ormai un lustro i nostri rapporti sessuali hanno una frequenza bassissima. Devo confessare che comincio a sospettare che ci sia qualcosa che non va, in me: mio marito è ancora un bell'uomo, e ci vogliamo bene, tuttavia non riesco più a provare alcuna attrazione sessuale nei suoi confronti. Devo anzi aggiungere che temo d'aver perso interesse per il sesso in generale. Lui si è sempre mostrato molto comprensivo su questa cosa, anche se non sono mai riuscita a spiegargli la questione in termini così espliciti; quello che mi domando, è se dietro alla sua apparente tranquillità non si agiti chissà che, perché talvolta, direi tre o quattro volte all'anno, si fa improvvisamente intrattabile, apparentemente senza motivo, poi implora perdono e ripete di amarmi. Non vorrei mai rovinargli la vita, lei sicuramente può comprendermi, è un uomo talmente buono.
Mi perdoni per il lungo preambolo, ma come vede la mia è una situazione assai delicata. Quello che vorrei avere ora da lei è un consiglio: posso stare tranquilla perché anche lui vede le cose a modo mio, o devo sforzarmi di sottomettermi alle incombenze di una moglie?

Mia cara S.,
mi permetto di darti del tu perché la tua lettera mi ha toccato vicino al cuore, la storia tra te e tuo marito è stata per me fonte di ispirazione. Cercherò di risponderti brevemente, sarebbe bello poter approfondire la questione ma non basterebbe lo spazio, quindi ecco cosa ti dico: puoi sicuramente stare tranquilla, e tieniti stretta quell'uomo così com'è; hai solo dimenticato di contemplare l'ipotesi che sia un soddisfatto puttaniere di mezza età.
Con affetto,
L'esperto del Cuore

(da "Lettere all'esperto del cuore")

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Lettere all'Esperto del Cuore #05

 
Caro Esperto,
io e mia moglie siamo sposati da ormai ventisei anni. Tra noi è sempre andato tutto a gonfie vele, nei limiti di una storia così lunga, ma da qualche anno non riesco più a trovare dentro di me quell'amore che per così tanto tempo ci ha unito. Abbiamo due figli, e una nipotina, giunto a questo punto non credo che potrei ricostruirmi una vita, eppure quella che sto conducendo si è fatta così soffocante. Cosa mi consigli di fare?
(lettera firmata)

Stimato amico,
la tua situazione è molto comune, triste e complicata, ma non devi lasciarti prendere dallo sconforto, perché il problema esiste solo nella tua testa: per quanto mi riguarda, puoi pure mandarla in culo.
Stammi bene,
L'Esperto del Cuore

(da "Lettere all'Esperto del Cuore")
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Un'imprevedibile concatenazione di eventi - Capitolo #2

E' stato appena pubblicato su LoSchermo.it il secondo capitolo del romanzo d'appendice "Un'imprevedibile concatenazione di eventi", opera ultima dell'amico Enno Galiencio. Buona lettura!
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Lettere all'Esperto del Cuore #04

 
Caro Esperto,
sono recentemente stato in vacanza sulla riviera Toscana assieme a mia moglie. Una sera ci siamo ritrovati a Torre del Lago, e ci siamo persi di vista girando per i vari locali: proprio in uno di questi ho conosciuto un ragazzo, F., abbiamo parlato a lungo e dopo alcune sere ci siamo rivisti. Poi le ferie sono finite. Mi trovavo molto a mio agio con F., potevamo parlare di tutto, e nonostante la distanza lo sento ancora vicino. Sono confuso e vorrei discuterne con mia moglie: hai qualche consiglio da darmi per affrontare la cosa?
A., Pomezia Terme

Caro A.
come ben sai viviamo in un'epoca in cui i costumi sono relativamente liberi, quindi non starei a farmi troppe paranoie con tua moglie. L'unico consiglio che mi sento di darti è di girare alla larga dal mio culo.
Un abbraccio fraterno,
L'Esperto del Cuore

(da "Lettere all'Esperto del Cuore")
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Lettere all'Esperto del Cuore #03

 
Caro Esperto,
sono sposata da cinque anni con un imprenditore che è sempre fuori casa. Le cose, devo dire, tra di noi vanno abbastanza bene, ma quando mio marito è lontano da casa mi sento spesso depressa. Circa un mese fa una mia amica mi ha trascinato in un locale un po' particolare, dove ho conosciuto uomini e donne con problemi simili ai miei, e insieme abbiamo fatto sesso di gruppo. L'esperienza mi è talmente piaciuta che adesso, appena mio marito parte, il mio unico pensiero è di tornare in questo luogo per consolarmi della sua lontananza. Credi che il mio comportamento possa, a lungo termine, logorare il bel rapporto che ho costruito con lui?
L., Roma

Cara L.,
come diavolo pretendi che possa aiutarti se non mi dai l'indirizzo del locale incriminato?
Salutami tuo marito,
L'Esperto del Cuore

(da "Lettere all'Esperto del Cuore")
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Lettere all'Esperto del Cuore #02

 
Caro Esperto,
alcune sere fa mi è successa una cosa che non so di preciso come spiegarmi: stavo facendo all'amore col mio compagno, e a un tratto lui ha iniziato a chiamarmi "Puttana". Non mi era mai successa una cosa del genere in precedenza, né con lui né con altri uomini. Quello che mi ha sorpreso, e che un po' mi preoccupa, è che la cosa mi ha molto eccitata. E' normale, c'è qualcosa che non va, in me?
(lettera firmata)

Cara lettrice,
non devi assolutamente preoccuparti, in te non c'è nulla che non vada: è che sei una puttana.
Un abbraccio,
L'Esperto del Cuore

(da "Lettere all'Esperto del Cuore")
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Lettere all'Esperto del Cuore #01

 
Caro Esperto del Cuore,
sono una piacente studentessa di lettere di 26 anni, convivo da ormai tre anni col mio compagno, M., e ci troviamo di fronte a un problema che rischia di mettere seriamente a repentaglio la nostra relazione: il fatto puro è semplice è che io ho costantemente voglia di fare sesso, e lui non riesce a reggere il ritmo. Cosa puoi consigliarci?
Un caro saluto,
F.

Cara F.,
il mio numero di cellulare è 340-XXXXXXX.
Un caro saluto,
L'Esperto del Cuore

(da "Lettere all'esperto del Cuore")
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Intercettazioni #7

 

- ...

- Certo. Però senti, io...

- ...

- Come no. Ascolta, ti richiamo io perché..

- ...

- Certo.E' che dovrei..

- ...

- Ovviamente. Ascolta, bisogna che..

- ...

[10 minuti]

- Come no. Facciamo che...

- ...

- E che cazzo, sì, sì, del resto è chiaro no, voglio dire, come già fece notare Lars Brukman nei suoi celebri Autunnales, si potrebbe star qui a palare di [argomento a scelta] per sempre, senza mai venire a capo di nulla, no? Via oh, ti richiamo io, eh.

- ...

- Brukman, sì. Ciao.

- ...

- Lars Brukman, sì, come non sai chi sia? Il filosofo. Via, ciao.

- ...

- Mavvaffanculo! E che cazzo.


Clic.


(da "Nuovo ciclo")

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Intercettazioni #6

 
- Ola topo, dimmi tutto.
- Sì, va beh, ho capito. Chiamami quando ti è passato il malumore, eh..
- ?!
Clic.

(da "Nuovo ciclo")
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Intercettazioni #5

 
- ...e quindi la lezione di Wittgenstein è che è meglio stare in silenzio.
- Averlo saputo quaranta minuti fa, non t'avrei chiesto un cazzo.

(da "Nuovo ciclo")
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Intercettazioni #4


- Magari ti richiamo quando sei meno acido.
- Magari vaffanculo.

(da "Nuovo ciclo")
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Intercettazioni #3

 
- Sai che qualche giorno fa ti ho vista dalle parti di Piazzale Italia coi pargoli? Ho provato a salutarti ma non mi hai visto, allora ho provato a tirarvi sotto tutti quanti ma una Volvo amaranto guidata da un tizio secco con gli occhi da pazzo s'è messa in mezzo all'ultimo momento.
- Ma quanto sei stronzo...
- Mm. A parte le cazzate, non ho provato a salutarti.

(da "Nuovo Ciclo")
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Intercettazioni #2

 
- A parte le frustrazioni derivate dal sentirmi troppo responsabile, un figlio è un'esperienza che non si può descrivere! L'emozione che si prova quando te lo mettono in braccio subito dopo il parto è la più grande che abbia mai provato in vita mia!
- Per me l'emozione più grande è stata quando mi hanno riacciuffato a Torre del Lago, mentre provavo a venderlo a un croato.

(da "Nuovo Ciclo")
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C.M. #31

 
Amore
Voi dell'Ariete avrete molto da guadagnare, in campo affettivo, dal 2008! Godete tantissimo degli aspetti che si formano fra Venere e Plutone, due astri che giocano a rincorrersi, come farete voi con le persone che vi affascinano di più! Ci saranno, in particolare, periodi in cui vi capiterà di conoscere persone nuove o di scoprire nuovi aspetti delle persone che già frequentate. Saranno, come ovvio, i momenti più belli dell'anno, per l'amore. Si tratta del periodo estivo, in cui il Sole vi dà una marcia in più, e i mesi di Gennaio e di Ottobre.  In quei mesi, non sognatevi neanche di passare le serate in casa e cercate amici con i quali possiate farvi vedere in giro! Bellissima sarà anche la primavera, con un Aprile che vede gli astri fare di tutto per mettervi al centro dell'attenzione di chi piu' vi piace! 

Il 31 dicembre 2008 Gianluca, nato sotto il segno dell'Ariete, scriverà alla rivista una lettera di protesta formale, colma di sarcasmo, smontando pezzo per pezzo le tesi dell'astrologo. Ne lascerà una copia in bella vista, sul tavolo di sala, poi uscirà di casa camminando verso il capanno degli attrezzi, scuro in volto.

(da "Cronache Minime")
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C.M. #30

 
"Anima in carbonio", che chiude l'ultima trilogia di Francesco Innanziadio, è finalmente giunto sugli scaffali. L'incomprensibile vena ironica dei precedenti lavori del pluripremiato autore è, come di consueto, del tutto asservita alle più bieche logiche di mercato: i due motociclisti protagonisti dell'opera, che avevamo lasciato preda di terribili allucinazioni indotte dalla mescalina al termine dell'invendutissimo "Destino di ferro", si troveranno ancora una volta a dover fare i conti con l'ambiguo Zev Kabrisky, confinati in eterno all'interno di un autodromo post-atomico, sorvegliato dal temuto Cancello Senziente. Comunque da leggere.

(da "Cronache minime")
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C.M. #29

  
Arduino spegne la falciatrice, la sposta e comincia a  cercarsi l'alluce. Dopo cinque minuti di infruttuosi tentativi  sente le forze venirgli meno, si trascina in casa, chiama il 118, si stringe la cintola sotto il polpaccio, aspetta, aspetta, perde i sensi.

(da "Cronache Minime")
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C.M. #28

 
Luigi cade nel tino e si fa molto male. Dopo tre giorni, non ha più la forza di gridare.

(da "Cronache Minime")
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Trauma

 
Se la vita ha insegnato qualcosa ad Amedeo Spinetti, è di non dire mai "In culo alla balena" alla ragazza con cui si sta per fare sesso.

(da "Nuovo Ciclo")
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C.M. #27

 
Lamberto Bellomini, che tutti chiamano Teschio, dopo aver ingerito gli ovuli ha afferrato la ventiquattr'ore, è saltato su un taxi e via, verso l'aeroporto. Al check-in si sentiva giusto un po' svagato. Tre giorni dopo, durante il processo per direttissima, ripercorre il ricordo confuso di tizi in divisa e di un cane che gli annusa le palle, e poi domande incomprensibili, risposte deliranti, l'ambulanza, il lungo tubo in gola e tutte quelle pasticche sciupate, il piantone che lo prende per il culo...

(da "Cronache Minime")
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C.M. #26

 
Quando l'appuntato gli ha trovato tre lunghi pugnali da lancio nel portabagagli, gli ha detto sogghignando: "E con questi, furbone, che avevi intenzione di farci?"
A quel punto Sirio ha pensato bene di tirare fuori dalla tasca del giubbotto alcuni shuriken, e saltellando come un imbecille ha risposto: "Questo!"
Gli hanno dato otto anni.

(da "Cronache Minime")
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Intercettazioni #1

 
- Ciao, sono il Teschio.
- Eh?
- Il Teschio. Allora d'accordo, facciamo due cd vergini per cinque pezzi l'uno come s'era detto, nero. Ci vediamo dietro al Bastazar quando il cuculo s'innalza, diciamo all'ora di ieri via, quando t'ho incrociato al Bassinelli con la tu' fia.
- Oh Luca, ma che cazzo stai dicendo?
- Parlo in codice no? Per le intercettazioni.
- Ecco, bravo. Così magari ti danno la semi-infermità mentale.

(da "Nuovo ciclo")
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C.M. #25

 
Alessio si è fermato in ufficio, a cazzeggiare su youtube. L'indomani, i colleghi hanno impiegato tre ore, prima di realizzare che era morto, lì, davanti al monitor.

(da "Cronache Minime")
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C.M. #24

 
Saverio Carulli sconterà sedici mesi per truffa aggravata: ha sottratto alla propria banca online 15.700€, con un semplice sistema scoperto per puro caso. Durante il processo, per alcuni minuti, aveva davvero creduto che le tesi del suo avvocato, basate su una fantasiosa interpretazione del principio di legittima difesa, l'avrebbero scagionato.


(da "Cronache Minime")
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Catena mentale


Se lo si capisce ora lo si è capito prima, se non lo si è capito prima lo si capisce ora.

(da "Nuovo ciclo")
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C.M. #23

 
Alfredo apre lo sportello, incazzato e ben deciso a risolvere la questione una volta per tutte, esce dalla macchina e un autobus lo fa volare in aria come un fuscello.

(da "Cronache minime")
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Illusione


Il significato dei segni che compongono questa frase senza senso, come il significato della frase stessa, diviene via via più chiaro, avvicinandosi alla conclusione, poi, repentinamente, svanisce nel nulla.

(da "Nuovo ciclo")
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Autarchia della parola


Io sono la risposta all'inestricabile indovinello "Qual'è l'indovinello la cui risposta vien prima della domanda?"

(da "Nuovo ciclo")
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C.M. #22


All'età di ottantasei anni, la testa piacevolmente invasa da disastrose visioni del futuro, Maia Leda Ferretti ha finalmente trovato la speranza.

(da "Cronache minime")
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C.M. #21

Paolo sta viaggiando a centotrenta sull'autostrada, pioviscola. Giusto dietro una curva appare una fila. La frenata non è impossibile, anche se brusca, quindi rallenta con una certa sicurezza e si ferma a pochi metri dal furgone di fronte. Quando d'istinto guarda nello specchietto retrovisore, trecento metri indietro vede una forma impossibile. Sembra un ippopotamo sul ghiaccio, un ippopotamo in preda al panico. Invece è un camion. Lo vede ribaltarsi, il cassone si divide dalla cabina. Questa sfonda il guardarail e finisce nei campi sottostanti con un tuffo magnifico. Paolo guarda il cassone continuare la sua scivolata, nello specchietto retrovisore: sta diventando sempre più grande.

(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
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C.M. #20


Quando dopo tutto quel tempo rivide per caso il padre, Vincenzo Del Cima non riuscì a credere ai propri occhi: all'età di quarantotto anni, faceva ancora la spogliarellista.

(da "Cronache minime")
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C.M. #19


Una mattina Fausto ha aperto il ripostiglio, ha preso un martello ed è sceso di sotto. A quel punto ha messo in pratica il piano che aveva concepito, per scherzo, assieme all'amante.

(da "Cronache minime")
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C.M. #18


La nuova pubblicità della macchina dei sogni è azzeccata, non c'è che dire. La modella pare maiala al punto da far supporre che ti vendano anche lei, con il mezzo. E il cartellone gigante, in bella mostra nella sala d'attesa dell'aeroporto, ha certamente una funzione subliminale. E infatti Giovanni entra in bagno e si masturba. Quando esce, due uomini si stanno lavando le mani. Non si girano, ma a lui sembra che quello di destra lo abbia osservato, nel riflesso dello specchio. Giovanni và all'imbarco. Fra trenta minuti, sul sedile accanto al suo, conoscerà l'ultima persona della sua vita, Anna.

(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
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Nuovi scout

Non c'é cosa più triste
dei talent scout senza talento.

(da "Nuovo ciclo")
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Intercettazioni #0


- Chi è?
- Sono io, Nicola. Ma dove sei?
- Io sono in psichiatria. Te, ci sei sopra?
- Oh Nicola, ma te sei matto...
- Io sarò anche matto, ma te sei una puttana.

(da "Nuovo Ciclo")
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C.M. #17


Silvano non l'avrebbe mai immaginato. Finire manganellato nel 2007, in piena democrazia dell'alternanza, mentre sei lì che ti fai i cazzi tuoi. Come ai tempi dei fascisti, anzi peggio: magari avessi la possibilità di schierarmi da qualche parte. Tempi moderni, pensa appena un attimo prima di perdere conoscenza: i carabinieri e i celerini sono figli della politica, non hanno più alcun colore e menano a caso.

(da "Cronache minime")
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Croniche


Un ragazzino tedesco che progettava la solita strage liceale insieme a un amico, con un arsenale composto da una balestra e due pistole ad aria compressa, è stato scoperto dalle teutoniche forze di polizia prima di mettere in atto il folle proposito. Prima che potessero acciuffarlo s’è ovviamente tolto la vita, gettandosi sotto un treno della metropolitana. Il suo amico è stato tratto in arresto e ha confermato i dettagli del piano criminoso. Un velo di malinconia si stende sul sonno del povero Vassilij, seriamente preoccupato per le sorti dell’uomo.

(da "Nuovo ciclo")
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Ascesi


Vassilij si tuffa nel suo spirito e medita, ritenendosi testardamente l’unico in grado di fornire certe risposte a Vassilij.

(da "Nuovo ciclo")
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C.M. #16


Avvolto da un'onda elettromagnetica il surfista cosmico è testé scomparso, inghiottito dall'infinito.

(da "Cronache minime")
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C.M. #15


Guido Bulleri è come al solito assorto nel suo esercizio preferito: dare un nome a tutte le persone che vede sfrecciare al di là del finestrino. Tutto a un tratto lo scompartimento si riempie di transessuali. Il commercialista patavino, dopo un comprensibile attimo di smarrimento, prova invano a comprendere di cosa stiano discutendo, così animataemente. Ecco, - pensa senza riuscire a comprendere granché - Agnes, Imaculada, Pilar, Dulce... Soraia e Mota. Ma sarà davvero un nome brasiliano, Mota? Comunque non ci piove, sono brasiliani, perché di portoghesi così belli non se ne sono mica mai visti.

(da "Cronache minime")
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C.M. #14

Guida lentamente, dalla costa all'entroterra, appesantito dallo spuntino. Alle spalle lascia un sole indeciso. Di fronte, una muraglia di nubi scure, compatte, per nulla invitanti. A pochi chilometri dall'ufficio si ritrova sulla linea di confine: scompaiono le persone, scompaiono le ombre, compare qualche ombrello, e subito le prime gocce prendono a colpire il parabrezza. Ancora qualche metro e il suo sguardo viene irrimediabilmente attratto da un mezzo arcobaleno all'orizzonte, ne segue la curva e lo immagina proseguire. Come per incanto, alla sua sinistra, l'arcobaleno interrotto riprende vita e conclude il suo arco, lontano, dietro ai palazzi. Grossi chicchi di grandine stanno ora martellando la carrozzeria, sullo sfondo nero si alternano saette e schianti secchi che nemmeno la radio a tutto volume riesce a coprire. Edoardo parcheggia, bestemmia perché ha lasciato l'ombrello a casa. Scende, e subito un fulmine lo centra in pieno.

(da "Cronache minime")
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C.M. #13


Dopo una notte agitata, senza praticamente aver chiuso occhio, Marino si precipita in cucina e accende il televisore. Quando comprende di averla fatta franca, tira un sospiro di sollievo e va in ufficio con uno strano sorrisetto sul volto: gli ha fatto uno strano effetto sentirsi chiamare pirata sul tg regionale.

(da "Cronache minime")
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Voi umani


Il punto non è la malasorte, né rinfacciare a sé stessi o ad altri d'aver preso l'ennesima cantonata: sempre a lamentarsi. Piuttosto, fate finalmente i conti con la vostra scarsa capacità di amare.

(da "Nuovo ciclo")
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C.M. #12


Uscendo dalla doccia si arrestò alcuni secondi, gocciolante, lo sguardo fuori dalla finestra ricoperta di condensa. Era stato un attimo, nel quale i suoi sessantacinque anni di vita si erano dispiegati completamente, finalmente con ordine. Una mattina di sole. Sarebbe entrato nella camera da letto, l'avrebbe svegliata, come sempre. Stavolta le avrebbe detto: "cara, dobbiamo divorziare."

(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
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C.M. #11


Giusto ieri era ancora disponibile in tutte le librerie il nuovo romanzo dell'infaticabile Francesco Innanziadio, "Cuori d'acciaio". La storia, prima parte della trilogia ambientata in una imprecisatata terra desolata e governata dal truce Zev Kabrisky, narra le alienate vicende di una coppia di motociclisti in cerca di benzina: meno brillante dei precedenti lavori, il romanzo ha resistito sugli scaffali solo pochi giorni, e le giacienze di magazzino saranno utilizzate per cavarne la carta riciclata del successivo "Destino di ferro", già in fase di editing.

(da "Cronache minime")
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Buonanotte



Non si può sempre sognare ad occhi aperti: ogni tanto bisogna pur dormire.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Tra tic e tac


Finalmente di nuovo dannatamente solo, malinconico rilassato.

(da "Nuovo ciclo")
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Senza


Non ho paura della solitudine. Non più di quanto non tema la compagnia.

(da "Nuovo ciclo")
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C.M. #10


Jeremy Calls, all'anagrafe Germano Calli, chitarrista quarantacinquenne è convinto che il successo col glam rock non sia più un'opzione. Tuttavia, suonerà stasera al Roby's Cafè di Rosignano. Ingresso libero con tranello.

(da "Cronache minime")
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Veritas


C'è più verità nelle bestemmie del contadino che nelle omelie del cardinale.

(da "Nuovo ciclo")
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Il delirio della droga


"La sete di infinito che è nei nostri cuori ci dimostra proprio la realtà della droga: l'uomo vuole allargare lo spessore della vita, avere più della vita, avere l'infinito, ma la droga è una menzogna, una truffa, perché non allarga la vita, ma distrugge la vita".

E' quanto ha affermato il Santo Padre durante la veglia con i giovani dell'Agorà riuniti sulla piana di Montorso, rispondendo alle testimonianze di alcuni ragazzi.
E ha concluso:
"Vera è la grande sete che ci parla di Dio e ci mette in cammino verso di Lui. Dobbiamo aiutarci reciprocamente, e Cristo è venuto proprio per creare una rete di comunione nel mondo, dove tutti insieme possiamo aiutarci a trovare insieme la strada della vita e capire che i comandamenti di Dio non sono una limitazione della nostra libertà, ma le strade che ci guidano verso l'alto, verso la pienezza della vita".
Le stesse cose che ha detto un mio carissimo amico, dopo aver trangugiato quattro o cinque semi di rosa hawaiana. Salvo aver fatto riferimento ad altre divinità astratte, mai sentite prima.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Due minuti appena


...è morto
22:58
andato
22:59
bruciato
22:59
finito
22:59
consunto
22:59
vaporizzato
22:59
trasceso
22:59
mesmerizzato
22:59
terminato
22:59
dannato
22:59
risorto
22:59
rimorto
23:00
rinato
23:00
è morto
23:00
è andato

(da "Nuovo ciclo")
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C.M. #9


Giampiero Spina era il tipo d'uomo che, passeggiando, non avrebbe mai pensato di poter morire in modo tanto assurdo. Non ha nemmeno accelerato il passo, e secondo alcuni testimoni aveva dipinta sul viso un'espressione idiota, più che di sorpresa.
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Precari indipendenti


La vita media s'allunga. Dovremmo, nel caso, procreare da vecchi, il più tardi possibile: per non pesare sulle spalle dei nostri figli, e perché possano cavarsela da soli.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Gli abissi della psiche


Siamo a 23, tra grossi silenzi incomprensibili.
A 16 e 19 anni sono successe due cose, siamo a 25 in attesa di scoprire di che si tratta. Dico NO alle sedute di psicanalisi. Cosa hai in mente?! Una zia a 26, sono insieme in casa e io vorrei sapere cosa trarrai da questa intervista. Siamo a 30, da cosa avrebbe dovuto scappare? Mi sono perso qualcosa?? A 32 arriva LA DOMANDA: di cosa stiamo parlando??? Ribadisci a 33, la vista di cosa? Di lei. La vista di lei. Lei chi?! La madre. Forse che si è impiccata? No, era in camera a 35. Accarezzava la madre, a 37, poi è arrivato il padre. A 39 e 20 il padre si è tappato gli occhi. Poi è uscito dalla stanza per non farvi più ritorno. A 42 la seconda volta. Ha smesso di provarci a vivere senza di lei. Sta parlando evidentemente del padre: meno male che viene da una famiglia felice. E' morto quando lei era all'università, siamo a 45. Suicida (allegriaaa!). Testuali parole: "S'è tirato dal tetto"...Tu passeggi e prendi una pausa a 47.
Cambio cassetta.

(da "Impressioni di un carcerato" (in acido))
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Chiaro di luna


Al chiaro di luna
si compongono melodie
e per un tozzo di pane si uccide

(da "Impressioni di un carcerato" (in versi))
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C.M. #8


Il fuciliere scelto J.Mc.F. sta cercando di trattenere le viscere al loro posto già da un paio di minuti. La sabbia sotto il suo corpo, praticamente diviso in due, si sta velocemente trasformando in uno scuro stagno di fango. Una domanda lo assillerà fino alla fine: anche mio figlio, che ora dovrebbe avere 3 mesi, sarà stupido quanto lo siamo stati io e il padre che non ho mai conosciuto?
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Ego-nomico


I sogni di gloria s'infrangono
sulle pietre di decadenti mausolei

(da "Impressioni di un carcerato", in versi)
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Zzzz...


Il fiorente mercato dei prodotti contro le zanzare - spray, creme, unguenti, candele, fornellini, congegni e amuleti elettronici, l'industria della disinfestazione collusa coi politici - e un disincanto ormai ben radicato nei confronti del capitalismo moderno, mi lasciano intendere che la diffusione della zanzara tigre in Italia, risalente al recente 1998, non sia del tutto casuale.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Progressione geometrica


Siamo tutti connessi in rete, punti collegati. Quando torneremo a esserlo come sciamani, potremo dire di aver fatto un passo avanti: la nuova coscienza si chiamerà superficie unitaria, e ci mancherà un gradino per conquistare lo spazio interno e la sua stasi. Infine un ultimo passo, per padroneggiare il tempo.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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C.M. #7


Oggi Daniela Lissandrelli ha conseguito la laurea in Economia e commercio con la votazione di 98/110, discutendo una tesi dal titolo "La gestione della qualità in banca. Il caso della Cassa di Risparmio in Puglia". Sin dal giorno della sua iscrizione, Daniela ha avuto la sensazione d'aver sbagliato corso di laurea. Fra poche settimane comincerà a fare un lavoro che non le piace. Alla neolaureata vivissimi complimenti dai parenti, dagli amici e dalla redazione tutta.

(da "Cronache minime")
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Memento


Chi non tiene fede a un contratto verbale, non è degno di un contratto scritto.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Metropoli suicida


Per sopravvivere nel carcere
serve una buona ragione
oppure essere già morti
e non averne più bisogno

(da "Impressioni di un carcerato" (in versi))
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A domanda rispondo

Cos'è l'evoluzione? E' quell'insieme di tecniche utilizzate dalla vita per raggiungere i suoi obiettivi: la preservazione di sé stessa, per il mezzo dell'adattamento e dell'inventiva biologica. In questa scala evolutiva occupiamo al momento uno dei gradini più in basso, e siamo ahimé voltati dalla parte sbagliata.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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C.M. #6


- Non ci credo.
Più per la conferma che per la sorpresa, M.C., divorziato da appena 4 giorni, se ne esce con queste tre parole mentre sente solo l'aria sotto di sé. Perso l'equilibrio gli manca pure il fiato e non dice altro, non ne ha il tempo: si era preparato pure un bel discorso. Una specie di cerimonia, con lui in piedi sulla sedia, la voce ferma e tutto il resto.
Mi impicco perché sono un buono a nulla, leggeranno gli inquirenti l'indomani su un foglietto scritto con cura, rinvenendo il cadavere sul pavimento lucido di sangue e cera.

(da "Cronache minime")
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Fuoco fatuo



Per quanto gettino acqua
sotto le ceneri rimane sempre una scintilla
basta una sola folata di vento
della giusta intensità, nella giusta direzione

(da "Impressioni di un carcerato" (in versi))
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Mors officinalis


...malattia stregoni medici sanguisughe chirurghi bioingegneri iperattività tubi staminali trapianto multinazionale ricerca albero della vita ciclotimia infezioni nobel brevetti pandemia salice untori placebo depressione muffa...
Fermare la morte fermando la vita.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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C.M. #5


N. F., iscritto all'università di Sassari e testimone di un brutale omicidio nell'appartamento condiviso con una coppia di studenti più giovani, non scorderà mai il sapore d'anguria che ha sentito riempirgli la bocca prima di voltarsi e vedere il suo compagno di stanza cadere a terra nel mese di luglio, la testa aperta in due.

(da "Cronache minime")
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Contro Dio?


Ci sarebbe molto dai dire contro un qualsiasi Dio, non fosse che aperti gli occhi e conquistata una nuova spiritualità reclusa che nessuno mi aveva mostrato come liberare, mi sono reso conto che direi piuttosto contro coloro attraverso la cui bocca Egli è stato frainteso: Costoro appaiono stupidi, poiché Dio non lo si insegna né lo si pretende. Pericolosi illusi talvolta, spesso ingenui, manipolatori e infidi nella gran parte dei casi. Dio non rivela, non parla, Egli piuttosto si manifesta in modi diversi grazie alla pazienza nell'attesa, alla costanza nella ricerca, alla fede nell'Uomo. E dunque direi a chi è dietro le sbarre di trovare il tempo di meditare, ascoltare lo spirito, sperimentare visioni, astenersi dal voler spiegare agli altri. Mostrare nella pratica ciò che ha appreso, nel caso.
E sempre dubitare.

(da "Impressioni di un carcerato")
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C.M. #4


Gaelle lo vide salire sulla metro, si erano appena salutati come nulla fosse: ci si vede dall'altra parte, un bacio da nulla e un ultimo sguardo. In cuor loro sapevano entrambi che non si sarebbero rivisti più.

(da "Cronache minime")
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H


- Vada all'inferno.
Con la flemma di sempre, abituato a obbedire e a mostrare una sconfinata onestà intellettuale, Oppenheimer si arrese con un sorriso al desiderio di San Pietro: dal suo sguardo non trasparì alcun pentimento, né un briciolo di umiltà.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Esordienti


«Ho scritto un libro, uscirà il 15 luglio edito da Cairo. Si intitola La mia prigione: 250 pagine sui miei 103 giorni a San Vittore tratto da un diario di 1400 pagine che mi hanno sequestrato quando sono uscito e ridato dopo cinque giorni».
Sono parole di Fabrizio Corona, che riecheggiano sui media di tutta italia. Attendiamo con impazienza la prima prova dello scrittore catanese, classe 1974.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Contro lo stato

[...] e tutto questo per non risolvere le cose, vedersi ogni volta ricorrere ai metodi di sempre. Che a dirla tutta, i potenti e i manovratori li puoi eliminare solo con un'accurata apologia del terrorismo e un adeguato seguito, o no?

E così ci sono le congetture. A studiare storia mi era parso proprio nitido, ogni cosa piegata all'evidenza del fatto che senza bagni di sangue difficilmente gli occupanti abbandonano le poltrone, difficilmente si cambia strada. Comincia forse così, con qualcuno che finisce in carcere e qualcuno invece morto ammazzato, sprangato, manganellato, crivellato da un commando. Altri si indignano, si agitano. In realtà non si sa come comincia, magari non comincia niente ed è solo un'illusione: la democrazia dell'alternanza che prende nuove strade circolari, fa qualche metro e tutto si riassesta.

Lo stato ingessato, immutabile fino al prossimo rivolgimento. Lo stato che cambia solo con e per la guerra, impotente di fronte al passo delle innovazioni delle reti di pensiero. Lo stato casta e lo stato massa, incapaci di comunicare o senza nulla da aggiungere, entrambi inutili eppure essenziali l'uno all'altro. Lo stato e gli uomini di stato che nascono crescono e invecchiano nelle istituzioni soppiantandole.

I fatti, poi. La lotta armata sognata e mai realizzata - affidata e delegata a un branco di idioti incapaci e senza cervello, o di collusi cinici - che non riesce a far fuori più di tre o quattro personaggi a decade. Per farne fuori uno si fanno arrestare in venti e tirano avanti in regime di carcere duro. Magari per aver sparato a un povero cristo giusto perché sono più terrorizzati loro di noi. Ma lo sanno o no che esiste il C4, i fucili di precisione? Lo sanno o no che per ogni palco c'è un terrazzo in traiettoria?
E così c'è lo stato incapace di farsi anche solo accettare, i terroristi incapaci di colpire altro che qualche isolato boiardo di stato per chissà quale sgarro, o peggio una manciata di cittadini tanto per dire ehi, ci siamo anche noi. C'è ovunque questo clamore, forti espressioni di dissociazione e sdegno unanime, condanne a dito levato e solidarietà senza se e senza ma, senza senso, passamontagna neri sotto ai caschi e pugni alzati dietro a passamontagna neri. Ci sono bilanci che non quadrano in nessun modo, folle di buttafuori allevati per far incontrare in sicurezza ometti grigi con sorrisi da pescecane, tutti denti e i vetri scuri per un'accoglienza alla Mick Jagger. Certi comuni mortali illuminati si limitano a usare skype, il telefono, il tavolo da quattro di un bar. E meno male che i potenti sono solo in 8.

C'è poi la triste realtà del tizio che fa campagna elettorale in elicottero. "La vostra è una splendida città, l'ho sempre amata". Parcheggia il velivolo giusto sotto le mura medievali, interdette al traffico già da due decadi più un lustro e ora parco per cani, vecchi, bambini e barboni.
Sono un tutt'uno da secoli: i cittadini, le mura, la città. La città. Peccato per quel certo sindaco uscente, aggiunge qualche malelingua, che se n'è venduta mezza alla Polis. Urla verso il politicante dalla piazza, a viva voce e represse da un ritornello, di quelle canzonette come la ascoltava il babbo sulle cassette proibite, l'underground del fascismo anni sessanta. Prova a venire in macchina e a parcheggiare per qualche ora, stupido d'un uomo, urla il dissidente dal centro della piazza, ormai colma di bandierine sventolate dai sostenitori giunti dai reparti geriatrici e dalle case di riposo di mezza regione. Prova a farti un po' di circonvallazione a piedi, con quelle zampette, e vedi come finisci conciato tra una rotondina e l'altra.

C'è, prima di concludere, un popolo di reclusi egoisti, inermi e bipolari, non violenti a ogni costo quando l'avversario è anche solo un pelo più forte. Piuttosto stupidi, disorganizzati e disarmati.

La radice del male, i miei fottuti compagni di cella. [...]

(da "Impressioni di un carcerato")
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Nomen omen


De Gennaro, già implicato nei disastri del G8, lascia il posto di capo della Polizia tra mille polemiche. Il miglior candidato alla successione individuato dai nostri sagaci esperti: Manganelli.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Attraverso lo specchio


Il dibattito politico serve più che altro a raccontare ai cittadini che il nemico è ovunque.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Annuncio a reti unificate


Ancora privo di un titolo (è in corso un vivace dibattito sul forum cui invito a partecipare a lettura conclusa), è già disponibile il racconto numero 2 nato coi potenti mezzi del metodo S.I.C.
Per la lettura e la critica siete invitati a visitare l'indirizzo http://www.scritturacollettiva.org/racconto-sic-2-1. Mai come in questa fase iniziale e sperimentale è necessario un commento del pubblico, il più possibile approfondito, nei riguardi di un modo di scrivere appena nato.
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C.M. #3


Si è fiondato su Youtube appena entrato in ufficio, stamani come già da qualche settimana. Rientrato a casa per pranzo, Alessandro sembrava un po' assente. Ora siede a tavola con la moglie e i tre figli, non apre bocca. Non riesce a dir nulla mentre mangia, ricorda solo come s'è eccitato nel vedere la ragazzina spompinare due compagni di classe. E il momento in cui ha riconosciuto in lei Angela, la più grande.

(da "Cronache minime")
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Terrore e illuminazione


C'è chi la morte la aspetta, e c'è chi se la sente alle calcagna.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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C.M. #2


Stamattina, giusto venti minuti prima di essere chiamata, Lisa si è calata una pasta in bagno. Scena muta, minacce dalla prof e occhiate da ogni parte. E lei nessun imbarazzo, anzi, sorrideva.

(da "Cronache minime")
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My own enemy


La politica estera serve per lo più a raccontare ai cittadini che il nemico è là fuori.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Ritmo moderno


-------------------------- Messaggio originale ---------------------
Oggetto: prove
Da: "Exxxxxxxxx" <
exxxxxxx@xxxxx.com>
Data: Ven, 7 Giugno 2007 02:46 am
A:
alexxxxxxxxxx@xxx.it
--------------------------------------------------------------------------


Cia, allora come sei messo per le prove?
e.




-------------------------- Messaggio originale ---------------------
Oggetto: Re: prove
Da: "Alexxxxxxxxx" <
alexxxxxxxxxx@xxx.it>
Data: Sab, 8 Giugno 2007 04:24 am
A:
exxxxxxx@xxxxx.com
--------------------------------------------------------------------------


Ciao ,
ecco qua

GIUGNO:

non posso giovedi 14,il 14 saprò se i giovedi da li in poi sarò libero
Non potrò i martedi escluso uno a scelta
I mercoledi non potrò mai, ma anche li devo aspettare mercoledi 13 per saperlo
i lunedi non posso mai (salvo casi sporadici)
i venerdi , escluso il 22 possso

LUGLIO

Potrò tutti i martedi o i giovedi, lo saprò dopo il 14 giungo
I lunedi non potrò fino a metà luglio e poi saranno disponibili
IMercoledi lo saprò dopo il 13 giugno
i venerdi di sicuro non potrò il 6 luglio poi in linea di principio non dovrei avere problemi

Non potrò uno dei giorni 3 o 4 o 5 luglio

Agosto

In linea di principio sempre

INOLTRE:

dal 28 al 10 Luglio faccio Xxxxx a Xxxxx le attività finiscono alle 19.30 percui programmandoci la sera posso

GLi orari sopra si riferiscono al dopocena, ma a me va bene se a volte, programmandoci in anticipo si fanno nelle pause pranzo, nei primi pomeriggi o fine mattinate...in generale ho difficoltà nelle pause pranzo di lunedi, mercoledi e venerdi, ma posso cercare di liberarmi

PER quello che riguarda i sabati e le domeniche non posso

GIUGNO: sabato 16 sera ,domenica 17 tutto il giorno ,sabato 23 sera, sabato 30 tutto il giorno

LUGLIO:
sabato 7 tutto il giorno (al limite posso la mattina),sabato 14 al limite posso la mattina

Ho cercato di essere più preciso possibile

ciao
Alexxxxxx

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
N.d.A.: è tutto vero.
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C.M. #1

L'appuntato Gregorelli ha appena tratto in arresto il giovane ventiduenne R.F. con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio (la sinossi è quella di sempre: 50 grammi di coca, un bilancino di precisione e un'ingente somma di denaro contante, probabile provento delle attività di spaccio). Mentre il carabiniere chiudeva la porta del cellulare per tradurre il reo presso il carcere di Regina Coeli, questi gli ha giurato vendetta affrontandolo occhi negli occhi, i polsi stretti da due anelli di metallo dietro la schiena: - stai pronto, figlio di puttana, che esco presto e quando esco ti ritrovo e t'ammazzo.
Gregorelli lancia una voce al collega della penitenziaria: salgo dietro con lui, dichiara. Guardami bene, sussurra Gregorelli al giovane. Mentre il furgone si mette in marcia, l'appuntato prende il manganello e gli fracassa naso e zigomo con due colpi secchi: così quando esci, suggerisce rimettendo il manganello nella cintura, io ti riconosco da lontano, e tu ti ricordi di me anche senza vedermi.

(da "Cronache minime")
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Contro la famiglia

[...] E così sono trascorsi un po' di giorni, sopito il consueto polverone mediatico rifletto. Tra l'ignoranza e la supponenza che mi intrappolano, piovute dall'alto dei potenti ed evaporate dal basso dei servi senza autonomia di pensiero, mi scivolano tra le dita alcuni dati. La prima causa di morte delle donne fra i 16 e i 44 anni è la violenza subita in famiglia, tra le mura di casa. In Italia un morto su cinque conosce bene i suoi assassini: il padre, la madre il figlio, un fratello, il marito. In Portogallo ad esempio, le donne che dichiarano di aver subìto violenze da parte del marito, amante o convivente sono il 52,8%. In Germania, ogni anno si denunciano quasi trecento casi di donne assassinate dai loro conviventi: tre vittime ogni quattro giorni. Nel Regno unito il conto è di una ogni tre giorni; in Spagna una ogni quattro giorni, cioè quasi cento all'anno. In Francia, ogni mese sei donne - una ogni cinque giorni - muoiono per le violenze di un uomo tra le mura domestiche: un terzo accoltellate, un altro terzo uccise con armi da fuoco e le altre strangolate (20%) o pestate a morte (10%).

Veder sfilare, indisturbata sul televisore della cella, una delle più potenti associazioni a delinquere del paese durante il Family Day è stato un duro colpo: i volti sorridenti dei padri che un giorno abuseranno delle figliolette che ora scarrozzano con aria rincoglionita, gli sguardi carichi di speranza delle madri vestite a festa che un giorno saranno taglieggiate da figli carichi di dipendenze e privi di una coscienza, tradite dai mariti e abbandonate dagli amanti. Se si inviano i cani antidroga nelle scuole, non sarebbe il caso di inviare squadre di psicologi a queste manifestazioni, concentrato di follia e schizofrenie, frustrazioni sovente destinate ad esplodere a suon di colpi di accetta?

Tra loro anche famiglie composte da individui per bene, o che almeno ci provano. Fortunatamente ancora in maggioranza. Il solito gioco degli specchi, l'invenzione di un problema che non c'è, la distrazione sistematica dai problemi veri, l'individuazione di un nemico non nello stato o nella società tutta, ma in qualche minoranza o comunità distinta. I DICO contro i cattolici, i pro e gli antipro, gli atei contro gli integralisti. E poi le chiacchiere da bar, tutti uniti contro lo stato-casta.
Che nausea. [...]

(da "Impressioni di un carcerato")
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Stock'n'roll


Una volta se eri un visionario ed esageravi con le droghe, le belle donne e con lo sperpero di soldi, eri una rockstar.
Oggi sei un a.d.

(da "Brevi considerazioni quotidiane")
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Il sogno lungo dell'ennesima Rivoluzione Industriale

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Stanotte ho fatto un sogno. Finalmente uno di quegli strani sogni densi, di quei sogni come mi capitava di farne dopo essermi ammazzato su qualche esame. Tutti i pezzi sembrano andare al loro posto, le cose che non sai le comprendi per deduzione. Riesci, e la cosa non sembra neanche stupirti troppo, a risolvere sistemi non lineari di equazioni in 32 incognite senza l'ausilio di un centro di calcolo. Ti svegli al mattino preda di un sacro terrore, perché di nuovo tutto è nebuloso, formule e pensieri si accavallano senza criterio uno sull'altro. All'esame poi prendi un misero 19, ma non avresti oggettivamente potuto aspirare a un voto migliore, inoltre una tipa niente male ti sta puntando da dieci minuti. Avete presente il genere di sogno, vero?
Stavolta però ricordo con una certa nitidezza certi pensieri fatti prima di perdermi in valli di simboli e colori, l'immagine di un volto mutevole (ecco, per chi ha visto "A scanner darkly" o ha letto l'omonimo racconto di Dick, immaginate un tipo con una tuta disindividuante; per gli altri...correte in videoteca o in biblioteca oppure vantatevi di essere 2.0 e attaccate il mulo, ci sono sia divx che pdf), e alcune sue affermazioni visionarie. Un profeta dalle mille facce la cui prima affermazione è stata: "La rivoluzione industriale è una forma inevitabile di emancipazione".
Procediamo con ordine, vi racconterò dapprima a cosa pensavo giusto prima di prender sonno: prendetelo come il flusso di coscienza di un flusso di coscienza. Perché la SIC? E poi perché certe reazioni stereotipate e negative? Perché altre reazioni entusiaste, liberatorie? Dunque. La prima obiezione che si può fare al metodo SIC, ed era largamente prevista, è di una (stiamo sul generico) perdita di contatto tra l'autore e la propria opera. Da qui mi è partito l'ovvio parallelismo con la rivoluzione industriale, che vi risparmio, e alcune considerazioni al limite dell'onirico che vi propongo.
Immaginate: so che sarà una situazione assolutamente inedita, ma mettetevi nei panni di un uomo comune del 2012. Il mondo è prossimo alla fine. Un giorno tornate a casa dal vostro lavoro, un lavoro che non vi soddisfa troppo ma che comunque vi da da mangiare. Fate le vostre cose da single o quelle che fanno i conviventi, vi resta addosso una strana insoddisfazione e faticate a prender sonno. Ecco cosa, vorreste mettervi a scrivere, buttare giù i vostri pensieri o inventarvi mondi alternativi. Magari scarabocchiare sul monitor qualche poesia, e chissà, un giorno cambiare vita. Magari no, in fondo vi basta tirare avanti. La mattina tornate in ufficio, e riprendete a lavorare sul vostro romanzo SIC. L'ultimo che ha pubblicato il vostro gruppo di scrittura ha venduto, tra Lulu.com e Einaudi, solo 78.000 copie, un tizio di Milano si è ritirato dal gruppo e vi spiace perché tratteggiava dei personaggi spettacolari. Nel suo ultimo messaggio sul forum ha dichiarato che preferisce tornare a lavorare in banca, sua moglie non reggeva più gli orari e lui deve smettere di bere o ci lascia il fegato. Questo mese, tu e gli altri 25 del gruppo vi siete beccati 2300 miseri euro a testa per un romanzo che vi ha portato via tre mesi di lavoro e una serie di racconti che, a rileggerli, vi viene male: ringraziate il cielo che ancora non avete preso una multa, ma arrivare a fine mese sarà comunque dura. Da qualche tempo state meditando di scrivere anche per qualcun altro, ma le vostre idee ultimamente non riscuotono un gran successo. Forse più avanti, quando riuscirete a organizzarvi un po' meglio le giornate.
Questo semplicemente perché un romanzo SIC viene pubblicato, e i ricavi sono divisi equamente tra gli scrittori e i direttori (che in verità, pare, si tengono una percentuale più elevata di due punti, ma se la meritano perché quella è gente che ha rinunciato al sonno). Pensate alla competizione degli scrittori individuali, e a come è paradossale averne nove nel gruppo: come facciano a tenere questi ritmi è un mistero, sapete solo che ogni tanto scompaiono per tre mesi e, parole loro, "vanno a ricaricarsi".
E questo è uno dei punti attorno a cui la mia mente a ronzato per un po', partorendo ogni tipo di considerazione. Ad esempio su quanto cazzo è difficile scrivere, da sempre, se non sei un'ereditiera, un calciatore fuori dal comune, uno con un gran culo o o uno di quei rari geni immortali della letteratura. Molti ci si sono rovinati la salute, qualcuno nemmeno ci ha provato.
A questo punto mi sono addormentato per qualche minuto, credo, e per la prima volta mi è apparso il volto multiforme di cui sopra. Ogni tanto, tra le mille facce che lo formavano, sembrava emergere una maschera, un volto grigio privo di lineamenti. Piuttosto inquietante, ma non è qui il punto. Il punto è che le sue prime parole sono state: "Pensa a una buona idea portante", e le ha pronunciate con tono metallico e un fluire curioso che non saprei definire, se non fossi uno scrittore: pareva di ascoltare una musicassetta che è stata mezza giornata sotto il sole, mentre voi eravate immersi nelle acque melmose della riviera riminese sorseggiando un'imbevibile Squeezer, già caldo dopo il secondo sorso.
All'udire quelle parole minacciose mi sono svegliato di soprassalto, e la mia mente come preda di un furore incontrollabile se ne è uscita con le questioni che seguono.
Punto uno, Il Primo Grande Romanzo SIC (P.G.R. S.I.C.) deve spaccare il mondo in due. Punto due, deve scatenare una reazione a catena. Il punto tre è assolutamente fuori da ogni possibilità di previsione. C'è però un punto zero: è il punto da cui tutto origina, una cosa da raccontare. Il Primo Grande Romanzo SIC deve avere un perché grosso come una trave, un percome comprensibile e qualche centinaio di personaggi assemblati a garbo e creanza. Il punto zero è una cosa che sta ben prima di un soggetto, è un germe da cui tutto poi, potenzialmente, può svilupparsi semplicemente grazie al metodo. Stando a quanto ho potuto capire dai simboli del sogno (io che correvo in un folto bosco di alberi meccanici, ad esempio, o quel frangente in cui mi si è aperta una voragine sotto i piedi e sono stato aspirato verso l'alto da una forza misteriosa), può emergere un buon soggetto da una qualsiasi idea forte e condivisa, in ottica di "condivisione di un'opera creativa". Una sorta di dichiarazione di intenti, magari proposta anche come soggetto, ma comunque che espliciti "perché" quella storia e perché quella trama, più che occuparsi della trama vera e propria. Probabilmente esiste una parola banale per esprimere questo concetto, al momento mi sfugge e dunque vi beccate la pappardella. Il soggetto vero e proprio ispirato a un'idea seminale forte nascerà e si svilupperà in modo autonomo, e sin dal primo passo il metodo SIC prenderà a girare come un ingranaggio forgiando l'opera nella sua interezza. In questo senso si rende partecipe al livello più basilare del processo SIC tutta la base, l'intero corpo di scrittura. A tal proposito, per esplicitare cosa intendo, presto (?) posterò nell'apposita sezione di www.scritturacollettiva.org il "mio" soggetto, che è però da intendersi nel senso appena svelato (credo che leggendolo tutto questo delirio risulterà più chiaro). Una volta terminata questa parte di "individuazione del perché" la scelta tra i vari "semi" potrà indifferentemente essere operata dai direttori artistici o tramite votazione demosproletaria (ricordando che i figli sono col tempo mutati da utili schiavi in beni di lusso). Quale soggetto, quale seme? Qualsiasi cosa il singolo non sia in grado di portare a termine da solo, ad esempio, vuoi per mancanza di mezzi, vuoi perché richiederebbe troppo lavoro, magari troppe ricerche o questioni con cui non si ha la sufficiente dimestichezza: il metodo SIC può potenzialmente rendere reale ciò che il singolo può solo immaginare, moltiplica le menti e le competenze. Il metodo SIC può ampliare gli orizzonti.
E qui, compresi i miei pensieri sconclusionati e rigirandomi su un fianco che mi stava andando in cancrena una spalla, ho preso a ragionare su cosa e perché, ho costruito "l'idea base", poi mi sono addormentato. E ora eccomi qua. L'uomo senza volto, durante il sogno che è seguito, mi ha parlato altre volte, sempre e solo con parole criptiche (in un paio di occasioni credo abbia parlato al contrario, ma non ci ho capito granché). Ad esempio ricordo chiaramente di averlo sentito dichiarare: "Non avete altro da perdere che le vostre catene, umano".
Qua dimentichiamo che non si tratta solo di scrivere un romanzo: si tratta di scrivere, trasmettere il proprio pensiero. Un movimento che origina da un atto slegato da ogni corrente logica commerciale o distruttiva non può che essere formato dalle più eccellenti menti del pianeta, e non serve certo l'uomo senza volto per svelare le potenzialità di un metodo del genere: certi scritti, o forse tutti, generano cultura, cambiano idee e ne introducono di nuove. Quasi sempre questo atto, la creazione di cultura, è un atto sostanzialmente individuale: pensate ai risultati che la scienza sta ottenendo grazie alla divisione dei ruoli, alla condivisione delle tecniche e delle informazioni. Credete che possano nascere altri Einstein? Forse, ma già da un po' i Nobel sono capiprogetto, personaggi che campano di materiale scritto e elaborato anche da altri. Una volta nel mondo gli scienziati si contavano sulle dita di qualche mano, ora abbiamo scienziati che vivono nel monolocale accanto al nostro. A confronto, la scrittura è ferma all'età della pietra: è pur vero che ormai tutti scrivono, così come resta vero che ben pochi in confronto vengono davvero letti. Pochi eletti, che magari non aderiscono a SIC per questioni ideali, o forse solo perché il successo rende tutti un po' più miopi.
Tra le altre affermazioni straordinarie dell'uomo inconoscibile, la seguente mi ha riempito di una soffusa sensazione di smarrimento: "L'uomo deve trovare il modo di impiegare le ore di veglia senza che queste lo portino al suicidio". La società moderna, per come la concepisce l'uomo senza volto interpretando i sottintesi nascosti dai suoi prolungati silenzi, assiste al triste fenomeno di un crescente esercito di produzione di Oggetti e Servizi assolutamente privi di senso, non sto qui a farvi la tiritera sul destino del cosmo ma di quello si tratta. Del resto in qualche modo l'uomo deve pur campare, e per campare deve lavorare e nutrirsi (e magari fare una scopata ogni tanto): aprire l'accesso dei nuovi sproletari, ora che finalmente hanno tutti la laurea, alla produzione di scrittura è un sicuro rischio per la foresta amazzonica, ma sicuramente un'idea intrigante.
Chiudo con una profezia dell'uomo senza volto, che ha decretato il mio risveglio piuttosto brusco (ero, manco a dirlo, madido di sudore): "E allora scenderanno le tenebre, e come la teoria fordista del lavoro, la SIC crollerà sostituita da qualcos'altro, ma tu sarai già morto da un pezzo, caro palle". Staremo (staranno) a vedere, e se possibile faremo (faranno) i conti con la nostra (loro) alienazione con noi (loro) stessi, senza bisogno di sindacati, politici o intellettuali schizzinosi dell'una o dell'altra fazione. E poi c'è questo sogno a occhi aperti, far fallire le major e il loro impareggiabile "è il mercato che decide", sostituirlo con qualcosa di nuovo e più originale.
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