Amletico chiudere o non chiudere

Mi domando se ha senso ostinarsi a tenere aperto questo blog: scrivo poco, e nessuno legge.
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Una grande notizia

La notizia sarebbe questa: Forte dei Marmi: niente alcool dopo le 23 .

Perfetto, dico io. Anche se, va sottolineato per dovere di cronaca, l'idea del sindaco Buratti(no) non è certo originale. In altri paesi europei che mi è capitato di visitare divieti simili sono in vigore da tempo, il consumo di alcol per le strade è bandito (talvolta non solo in certe fasce orarie). Non so come funzioni da quelle parti, e come si sia arrivati a prendere decisioni del genere (e comunque solitamente sono organizzati con un pub ogni quindici metri, quindi il disagio è minimo), certo è che, a seconda di come vengono prese o imposte certe scelte, sono inevitabilmente destinate a creare polemiche. Quello che trovo difficile comprendere nel caso in esame (e in casi simili) è su quali basi oggettive vengano emanate queste ordinanze restrittive, palesemente lesive della libertà dei cittadini: si fa riferimento a generiche lamentele e a un supposto "sentire comune", ma non mi risulta che nei programmi elettorali di Buratti si facesse riferimento a nulla del genere. Non mi pare che si faccia nemmeno riferimento a quanti cittadini si siano effettivamente lamentati, né a statistiche, interviste o dibattiti pubblici. Forse l'articolo è incompleto, o forse è incompleto il concetto di democrazia di molti dei nostri amministratori. Forse dovremmo rivedere a livello nazionale i poteri delegati nelle mani di sindaci e amministratori locali. Perché sotto molti aspetti mi sa proprio che stiamo facendo un bel balzo temporale, dritti dritti ai tempi del signoraggio e del diritto medievale. Una cosa di cui francamente farei volentieri a meno (anche se i viaggi nel tempo mi hanno sempre appassionato). Mi sembra molto rischioso affidarsi alla sola capacità di giudizio dei politici locali (generalmente ricchi bambocci privi di cultura, sensibilità o anche solo di una parvenza di valore umano), specie di questi tempi: una capacità di giudizio (?) e decisionale (?) spesso piegata a esigenze ben diverse dal benessere collettivo e dalla ricerca di una pacifica convivenza tra persone di ogni età, cultura ed estrazione sociale quali sono quelle che compongono l'odierno universo-mondo, e ancor meno mi sembra saggio far riferimento, come spesso accade, al gossip più o meno giornalistico da cui spesso questi politici deducono i desideri della popolazione e se ne fanno arbitrariamente interpreti "in corso d'opera", a metà mandato o a fine mandato eccetera. Tra l'altro, scazzando nella gran maggioranza dei casi e infischiandosene del parere degli elettori tutti, che tanto abbiamo la memoria dei pesci rossi e un sacco di poltrone di secondo piano da regalare a destra e a manca. Non ho nulla contro i provvedimenti verso quanti si rendano protagonisti, da sobri o da brilli, di episodi di violenza, imbrattamento, inciviltà, deturpamento del decoro urbano (altro concetto vago e fumoso, ma tant'è): preferirei una o più notti in gattabuia, questo sì, come in certi vecchi film hollywoodiani, ma chiaramente il sindaco (o qualche regista occulto) deve fare i conti col bilancio comunale, ed è molto più comodo e remunerativo multare (si sa, a Forte dei Marmi gira esclusivamente gente senza il becco di un quattrino, gente che ora, per il terrore di una multa salata, righerà dritto come non mai e consumerà solo acqua minerale). Che poi ci si trovi con le casse piene e le strade comunque piene di pazzi ubriaconi e drogati, poco conta. A patto che le casse siano piene (sino a che non vengono svuotate, chiaro), va bene più o meno qualsiasi cosa. Cristo. Cristo pietà. Se a Lucca venisse emanata un'ordinanza del genere, o se mi trovassi a passare da quelle parti (cosa che mi guarderò dal fare, comunque), con questo caldo e la sete che ho mi sarebbe impossibile passeggiare senza una birra in mano. Un conto sarebbe farmi notare che defecare sulla pubblica piazza o pisciare su un monumento non sono comportamenti civili: a quel punto aprirei il portfogli, firmerei il verbale, e me ne tornerei a casa a capo chino, con le orecchie rosse per la vergogna. Defecare sulla pubblica piazza e orinare sui monumenti sono comportamenti che per il consumista occidentale sono tacitamente considerati incivili e anti igienici, manco c'è bisogno di dirselo: millenni di civiltà e storia qualcosa ce l'hanno insegnato. Sono concetti ormai scolpiti a chiare lettere nel cervello di qualsiasi bipede libero di circolare senza camicia di forza o altre forme di assistenza psichiatrica. Ma sarebbe dura, per un vigile o chicchessia, farmi intendere che abbeverandomi a una Morettina sto facendo qualcosa di male. andrebbe sicuramente incontro a grossissime difficoltà, il dialogo sarebbe pressoché impossibile e in ogni caso dubito che troverebbe argomenti filosofici o elementi ontologici adatti a convincermi che non sono nel giusto. Credo che sulle prime mi metterei immediatamente a invocare i padri della costituzione, grandi bevitori, e a citare passi della bibbia (altra cricca di grandi bevitori su cui puoi sempre fare affidamento alla bisogna) e vecchi proverbi da marinaio. Mi sentirei pesantemente umiliato, in quella che può sembrare una piccola cosa. Avrei la certezza di star subendo un sopruso bello e buono. E allora sì, rischierei di fare "del casino" e mettermi nei guai. Come minimo metterei su una bella piazzata da manuale, attirando l'attenzione dei passanti con grandi schiamazzi e finti svenimenti, richiamando la gente alla finestra, invitando i cittadini a prendere le mie parti lanciando uova e ortaggi e roba del genere (sassi no, che poi sbagliate mira e mi ammazzate). Tutta roba da codice penale, credo. Ovviamente alla fine mi piegherei alla legge, che viene prima di ogni altra cosa così come mi hanno insegnato a suo tempo mamma e papà (e alcuni insegnanti elementari di grande valore): purtroppo, la legge va rispettata anche quando (talvolta solo apparentemente, e questo complica le cose a dismisura) limita le libertà personali e non si è d'accordo. Perché sono uno di quegli idealisti all'antica che poi le bottiglie le butta nel cestino, e uno dei molti bevitori non problematici che si guarda bene dallo schiamazzare in stato di ebbrezza o scatenare risse: non vi è nessuna condizione necessaria e sufficiente, a mio parere, tra il bere e i comportamenti incivili. Certo, se sei sbronzo e barcolli le possibilità di fare casino aumentano in proporzione e se fai casino è giusto che tu subisca le conseguenze del casino che hai fatto (in modo proporzionale, se possibile): anche questo lo sappiamo bene, e fa parte del grande gioco della vita. Mah. Qualcosa mi dice che non sono il solo a vederla così. Questo del brillante sindaco Buratti(no) è solo l'ultimo di mille esempi di una tendenza (non triste, direi piuttosto pericolosa) in cui per correggere un torto (che esistano pazzi ubriachi è un dato assodato, così come è assodato che l'essere umano non ha bisogno di una birra per commettere atti scellerati) se ne fa un altro. Ed è solo l'ultimo esempio di cosa può inventarsi un amministratore per far cassa sulle spalle di quanti, in perfetta legalità, tengono comportamenti che dall'oggi al domani sono fatti oggetto di campagne di criminalizzazione. Mi domando poi con quale diritto il sindaco pretenda di estendere l'ordinanza ai comuni limitrofi, e dove abbia intenzione di arrestarsi in questa (a mio parere, tra l'altro, vana) opera di contrasto a non si sa bene cosa. Forse fa affidamento sul fatto che in giro ci sono un sacco di altri sindaci burattini: basta tirare i fili giusti e si può fare praticamente qualsiasi cosa. Sono felice di non abitare a Forte dei Marmi. Anche se qua a Lucca non va poi tanto meglio, se capite cosa intendo. La libertà è una strana cosa, per me. Ne sento parlare da quando sono piccino, e mi sento libero solo quando sono completamente solo. Forse ho qualcosa che non va, o forse la libertà è un concetto sopravvalutato o male interpretato. So solo che le cosiddette libertà civili vengono erose piano piano, dai regimi. Non è che da un giorno all'altro ti svegli e sei in dittatura. No, ci arrivi piano piano: per gradi. Un provvedimento alla volta. Ti abitui, ti assuefai, ti dici che non è un problema e allora sì, zac, un bel giorno ti svegli e scopri di essere incatenato. A quel punto non puoi più stare sicuro nemmeno quando sei (o credi di essere) da solo. Un abbraccio agli amici bevitori di Forte dei Marmi, che sicuramente ora mi andranno tutti in depressione e avranno voglia più che mai di una birra ghiacciata: fate un salto a Lucca, una di queste sere. Fa un caldo boia anche da noi, tranquilli, io sto sudando alle 1:38 di un venerdì sera, seduto praticamente immobile davanti allo schermo con un ventilatore da 8 gigawatt piantato nella schiena (tanto domani vado dal chiropratico). Venite, davvero: si sta abbastanza bene, a parte il caldo soffocante e la sensazione di trovarsi in un cimitero vecchio di mille anni. Per ora, se fate piano e non disturbate i morti e non pretendete di trovare un locale aperto dopo le 24, è ancora possibile passeggiare con una bottiglia o un bicchiere di plastica in mano senza passare necessariamente per delinquenti o dover incistare il tutto nel marsupio alla vista del primo vigile (ammesso che entità del genere esistano davvero, oltre una certa ora: io non ne ho mai incontrati). Perché dopo una certa ora la città è praticamente deserta e molto piacevole per lunghe passeggiate in solitudine, o - per chi ha la fortuna di averne una - a braccetto con la ragazza, o chiacchierando con un paio di amici (sempre se ne avete, ma se non avete la ragazza è molto probabile che ve ne sia rimasto almeno qualcuno). Può persino capitare di incontrare olandesine spaesate di fronte a tanta pace e civiltà e morte apparente. Eventualità remota, sì, ma molto utile se siete soli: se avete una birra e un po' di fortuna, per dire, potete farvi un'amica e una ragazza in un colpo solo ricorrendo a un paio di tecniche collaudate (lascio a voi il brivido dell'improvvisazione, io in genere tento le tecniche collaudate... ma mi manca sistematicamente la fortuna, o la bellezza, vai a sapere...comunque: sigh). State lontani dalla Veneta: questo è determinante. Già, ogni tanto piovono secchiate d'acqua. senza alcun preavviso. Sei lì che chiacchieri per i cazzi tuoi, magari stai ragionaando con un muro dei massimi sistemi e quello ovviamente non ti risponde e tutto a un tratto: splash. Nel caso, il mio consiglio è di chiamare immediatamente i carabinieri e attaccarvi al campanello della vecchia pazza affacciata alla finestra (se svegliate i vicini, amen: anzi meglio, potrete usarli come testimoni, e se non hanno visto nulla è comunque abbastanza semplice corromperli) sino a che non arrivano i detti carabinieri (i vigili no, quelli non si muovono nemmeno se vi sta andando a fuoco il buco del culo (pardon)), dopodiché iniziate a lamentare tremendi dolori al collo e altre puttanate del genere, e pretendete di essere accompagnati al pronto soccorso: potrebbe pure funzionare. In ogni caso, l'idea è gratis. Una cosa mi è ben chiara, in tutta questa faccenda: il sindaco della località balneare può tranquillamente mettere un bel -1 nelle sue personali statistiche turistiche di quest'anno, visto che almeno un visitatore se l'è giocato. E un'altra: ho notato che più scrivo, più divento scurrile. Sarà che sono in casa a non fare un beneamato catso e i cuba libre vanno giù che è uno spettacolo e mano a mano che mi ubriaco divento molesto. Stai a vedere che ha ragione Buratti(no). Quasi quasi mi multo. E un'altra, ma sì, terza e ultima, lo giuro sulla mia anima: vado a letto un po' più triste (e sudato) del solito.
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Un Volontario fatto a pezzi

Questo lo stralcio inopinatamente estrapolato/maciullato dal post-lettera "Un Volontario per Remo Santini", pubblicato da La Nazione di oggi come commento a margine di un fantomatico "sondaggio" indetto dal medesimo "quotidiano nazionale":

Nessuno avrebbe avuto nulla da eccepire di fronte a un monumento al grande, anzi grandissimo, indimenticato ed eroico trasvolatore Carlo del Prete, purché tale monumento avesse rappresentato o almeno in qualche misura ricordato almeno qualcosa del fu eroico e lucchesissimo pilota di biplani e trasvolatore d'oceani. Nessuno avrebbe mai criticato un bel biplano d'epoca posto all'ingresso della città nel giusto contesto, sono pronto a scommetterci. E anzi, collocando un bel biplano d'epoca in una zona o area più "fruibile" o "ponderata", avrebbe attratto decine di curiosi e costituito una sede ideale per lunghi dibattiti tra anziani seduti sulla panchina di un parco e manine protese di bimbi stupefatti.

Un paio di post più sotto, la versione originale del passaggio (...).
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Un volontario per Remo Santini

Caro Remo Santini,
ho appreso con favore della sua ricerca di un "volontario" per rispondere a (mi pare) cinque quesiti "scomodi" di pubblico interesse. Alzo la mano: sono un Volontario. Mi perdoni se, in considerazione della molteplicità e della complessità dei temi sui quali sta legittimamente cercando di ottenere chiarezza, dovrò dilungarmi oltre la ragionevole misura. Non vedo altra via. Mi prenderò la libertà di rispondere (volontariamente, ovvero " a gratisse" e senza impegno) dedicando a ogni tema una specifica e per quanto possibile circostanziata indagine. Partiamo dunque dall'aeroplanino che, ogni mattina, mi ricorda in che razza di società perversa sono nato.

Comincio rigirando la questione: chi, più di Remo Santini, avrebbe la capacità (e la possibilità e i mezzi e la visibilità necessaria per rendere l'intera indagine giornalistica utile alla cittadinanza lucchese) di ripercorrere la storia del monumento in esame, e di delineare con esattezza le cause e le concause e le responsabilità individuali che, a distanza di anni, vedono l'obbrobrio ancora sotto gli occhi di tutti?

Chi altri dovrebbe rispondere a quesiti esistenziali del genere? Immagino che sarebbe sufficiente aver accesso a / frugare ne L'archivio Locale o Database de La Nazione per ritrovare nomi e cognomi e opinioni e valutazioni di aderenti, simpatizzanti, antagonisti e protagonisti che, negli anni, della controversa vicenda si sono resi partecipi. Il sottoscritto, che giornalista non è ma volenteroso Volontario sì, con gran sforzo di memoria può solo ricordare che il primo a dovere delle risposte alla cittadinanza è come sempre il cittadino stesso. Il medesimo che all'epoca scelleratamente pose Fazzi nelle condizioni di governare la città - madornale errore che, ci si augura, se la storia serve a qualcosa mai più in futuro sarà commesso - e di anteporre il patologico protagonismo fazziano al lucchesissimo buon senso.

Si badi bene. Nessuno avrebbe avuto (né avrebbe adesso) nulla da eccepire di fronte a un monumento al grande, anzi grandissimo, indimenticato ed eroico trasvolatore Carlo del Prete, protagonista di alcune delle imprese più spericolate e fuori di testa mai tentate da un lucchese ritenuto sano di mente, purché tale monumento avesse rappresentato o almeno in qualche misura ricordato - non nell'ambito di applicazione (ok: pur sempre di volo si tratta) ma nelle forme e nell'ubicazione ovvero nel messaggio veicolato da un qualsiasi monumento - almeno qualcosa del fu eroico e lucchesissimo pilota di biplani e trasvolatore d'oceani.

Ad esempio, senza voler essere a ogni costo postmoderni e creativi: nessuno avrebbe mai criticato un bel biplano d'epoca posto all'ingresso della città nel giusto contesto. Sono pronto a scommetterci volontariamente gli attributi. E anzi, collocando un bel biplano d'epoca in una zona o area più - come dire - "fruibile" o "ponderata" Fazzi avrebbe attratto decine di curiosi e costituito una sede ideale per lunghi dibattiti tra anziani seduti sulla panchina di un parco e manine protese di bimbi stupefatti, che di questo misterioso Carlo del Prete avrebbero certamente gradito e preteso a gran voce notizie, favole e leggende. Proprio in un'area, quella di San Concordio, che del disastroso sviluppo urbanistico messo in campo negli anni passati (per un'opinione sul presente, lasciamo il compito improbo e per certi versi morboso di redigerla, e proporla ai lettori, allo stesso Capo Servizio Santini) sta facendo le spese in modo più disastroso ed eclatante. Ma che doveva fare il povero Fazzi, orbato vuoi dell'intelletto, vuoi del gusto per l'arte o del mero buon senso, o forse solo di buoni consiglieri (a tal proposito, il solito Santini non avrebbe alcuna difficoltà a rinvenire nelle sue carte e dunque citare e mettere all'indice/gogna nomi e cognomi dei protagonisti della vita politica comunale dell'epoca, molti dei quali li abbiamo ancora tra le scatole proprio perché il tempo passa e le cose vengono "dimenticate" e La Nazione certi discorsi non li fa perché non conviene ma allora ci si domanda: perché poi venire a lamentarsi e cercare volenterosi lettori che facciano il lavoro sporco al posto vostro?)?

Ai fatti, ecco a cosa si arrese lo scellerato. Il povero Fazzi si vede recapitare "in omaggio" un vecchio Piaggio dalla foggia più militaresca che postale, e c'è poco da fare: comunque la si voglia rigirare, quello al comune cittadino pare un caccia da guerra, ebbene il povero Fazzi volendo a ogni costo e come qualsiasi altro mediocre politicante locale lasciare imperitura impronta di sé sul suolo cittadino e non volendo certo sobbarcarsi i costi di un magazzino in cui lasciar marcire il relitto, e non sapendo che altro farsene, del relitto, non ci pensa due volte ad abbracciare l'idea di un monumento a C.d.P e a incaricare uno studio di San Concordio (o forse Pontetetto: sicuramente e di nuovo, Santini saprebbe esser più preciso) di cui taccio il nome unicamente per amore della civile convivenza tra ingegneri e dei legittimi interessi imprenditoriali della ditta realizzatrice, di progettare un ricettacolo in cemento, su misura per l'obbrobrio subsonico, sborsando cifre non indifferenti per studi e complessi calcoli di statica che avrebbero garantito (e stanno in effetti garantendo: "mancò il buon senso, non l'ingegno") la sicurezza dell'area, consentendo di mettere al contempo il velivolo in posa scenica tipo "sto bombardando Dresda", e dovendo poi comunque recintare per sicurezza il tutto con belle alte sbarre d'alluminio anodizzato che rendono l'assalto dei cittadini quanto meno problematico, guardandosi bene (parlo di Fazzi, che non lo fece certo per malizia, ma solo per scarsa lungimiranza politica o più semplicemente per inettitudine) dallo sfruttare l'eccezionale spunto per acquistare davvero un bel biplano dell'epoca, magari un modello su cui Carlo del Prete avesse davvero messo piede e che davvero potesse fungere da monumento a C.d.P.: sicuramente sul mercato antiquario ne esistono di splendidi (ma forse troppo costosi?) esemplari. Ne siamo davvero certi, e chiunque abbia opinione contraria è invitato a inviare una ponderosa lettera a Remo Santini che, non dubitiamo, provvederà a girarla al Volontario, un monumento del genere oggi conterebbe innumerevoli "supporters" e sarebbe protagonista di innumerevoli foto ricordo dei nostri "amati" (le virgolette le metto perché personalmente li trovo per lo più fastidiosi e sudaticci) turisti, soprattutto se a far da sfondo a tutto non stesse il ehm, il Mc Donald's, esatto, con le sue forme francamente molto lontane dall'architettura classica lucchese e come minimo infinitamente lontane dal render conto al turista in ingresso di ciò che lo aspetta una volta oltrepassato il cavalcavia: ovvero Lucca centro, uno spettacolo di rara bellezza, certamente unico al mondo e invidiato in ogni area del globo da quanti abbiano avuto l'aggio di dedicargli almeno uno sguardo. E, sempre più, guardato con malevolo sospetto dall'abitante di periferia.

E già, non poteva mancare una breve parentesi sugli hamburger: altro che polemiche sui kebab nei vicoli del centro, e scontro di civiltà eccetera. Entro le mura cittadine, una cosa del genere non è stata permessa, e Dio mi è testimone se non se ne sia dibattuto a lungo, all'epoca. E proprio a fianco dell'editoriale sdubbiato di Santini, proprio oggi intendo dire, cioè: è tutto vero, si parla del nuovo McD. al Frizzone. Articolo che non ho letto, per evitare ulcere, ma ne sono abbastanza certo: il cronista di turno si sarà guardato bene dal sollevare dubbi o dal prendere posizione a riguardo o esprimere anche solo una parvenza di vaga opinione o perplessità, e anzi avrà lasciato intravedere nella novità le fattezze attraenti dell'opportunità. Tornerà sul tema forse tra dieci, quindici anni, come si fa adesso nei confronti dell'aereoplanino di Fazzi, quando si renderà conto che una rivendita massiva di hamburger scadenti con dipendenti scontenti e sottopagati non è esattamente la punta di diamante più splendente concepibile per il tessuto sociale del territorio capannorese, già vessato da mille difficoltà, visto che a guadagnarci saranno unicamente e ovviamente la corporazione del colosso americano, i suoi (di Mc.D., e potete star certi che non è gente del Padule) fornitori e il colesterolo dei simpatici cugini capannorotti. Con buona pace dei porchettari di zona, dei giovani e meno giovani "camerieri" e dei "cuochi" lucchesi, che dopo aver frequentato "Corsi d'Eccelenza" e scuole esaltati e sponsorizzati in fase d'inaugurazione da quelle stesse amministrazioni che poi spingono (e chissà perché) per, di fatto,aprire un nuovo McD., si vedranno sottoimpiegati e umiliati in "lavori" del genere, sei mesi di precariato a testa a meno di non riuscire a fare, ehm, "carriera" nei quadri di McD. (in bocca al lupo).

Certo il discorso è talmente drammatico e complesso - se lo chiedessero a me, e fossi un politico generico moderno, risponderei senza tema di smentite: deh, in Europa è normale che all'uscita del casello ci sia un Mc Donald's - e tristissimo, eppure resta terribilmente vero e tangibile, così come il fatto che molta gente davvero si nutre in luoghi del genere ed è pure contenta, e forse davvero si fa prima a dire: così va il mondo.

Si dirà, ora, che manca una vera conclusione: la domanda di Santini, lecita e ben posta, richiedeva che il Volontario fornisse soluzione al "problema" del ridicolo, sconsiderato, sciocco comportamento di Fazzi e dei suoi sodali negli anni passati. Ebbene, per quanto il compito appaia ingrato e insormontabile, ci proveremo: vada Santini in comune, interroghi gli assessori e i consiglieri di maggioranza e quelli dell'opposizione, parli con coloro che Fazzi lo conoscono o l'hanno conosciuto di persona, domandi cosa si deve fare - senza costringere la popolazione a ricorrere a insensati atti notturni di terrorismo urbanistico - per rimuovere quell'aereo privo di senso dalla sua sede, e poi ce lo racconti con dovizia di dettagli e nomi e cognomi e opinioni, carte alla mano e ordinanze comunali in pugno, e citi documenti, interviste d'archivio, prove concrete e irrefutabili. Quella copia della Nazione la comprerò anche io, evitando per una volta di scroccare al bar o dai miei. E soprattutto ci spieghi: perché serve un lettore Volontario per rispondere a domande del genere? A cos'altro dovrebbero servire i giornalisti che lavorano da quelle parti?

Nella speranza che la natura stessa della risposta non ne infici l'eventuale pubblicazione - e, nel caso, acconsentendo volontariamente a tagli e revisioni purché sottoposte ad approvazione del sottoscritto - promettiamo di dar seguito all'opera di Volontariato cercando di dar soddisfazione ai restanti (mi sono fatto ritagliare e mettere da parte il pezzo) delicati quesiti di Santini, nei prossimi giorni o nelle prossime settimane compatibilmente con gli oneri professionali, e inviamo i nostri migliori saluti,

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Testmania

Ha proprio ragione il buon Remo Santini, caposervizio de La Nazione: le cose a Lucca stanno andando piuttosto bene e non si sa più con chi prendersela. I Comics sono stati uno spettacolo di efficienza, il mio vecchio amico Matteo Nardi forse vedrà realizzato il suo progetto per le Giovani Intelligenze, il processo a Castruccio è stato davvero interessante, e la morsa gabelliera della Metro sui posteggi dentro e fuori dalle mura e tra un po' anche nel mio cortile non potrà che favorire la rinascita del trasporto pubblico con immensi benefici per traffico e qualità dell'aria e della vita sociale (d'accordo, l'ultima l'ho un po' sparata, ma perché no?). E tutto questo è una bella tragedia, per chi come il sottoscritto non vede l'ora di gettare fango e vomitare merda su istituzioni e personaggi più o meno pubblici e quant'altro per il puro brivido del rischio. Fortuna che esistono sempre cose come Maurizio Marchetti e il PdL cui aggrapparsi e che, soprattutto, esistono soggetti che pensano fuori dagli schemi come Carlo Giovanardi.

Premessa: che drogarsi possa avere ripercussioni drammatiche sulla propria e sull'altrui salute non è un dato assoluto (alcune droghe o psicofarmaci, anzi, consentono a molte persone di vivere in modo dignitoso quando altrimenti non potrebbero) ma piuttosto un'eventualità, tuttavia mi pare il minimo concedere che nell'ottica moderna del poliassuntore inserito nel multisfaccettato e complesso sistema socio-culturale italiano resta anche un incontrovertibile dato di fatto: le sostanze allucinogene, psicotrope, gli psicofarmaci e i farmaci in genere (eccetera) vanno maneggiati con estrema cura e senso di responsabilità. Mi spiego. L'idea del test anti-droga sui parlamentari, opportunamente ripresa dall'instancabile sindaco di Altopascio e consigliere provinciale citato, è davvero un'ottima idea. Per il sottoscritto, intendo, ovvero per qualcuno che in perenne vena di polemizzare non ignora alcuni dati fondamentali, quali (ne citerò a caso... facciamo tre, i primi che mi vengono in mente, ma si tenga presente che potrei proseguire per ore e che se non lo faccio è solo perché ho pietà dei poveri lettori di queste mie coglionerie, e non essendo né un tossico né uno spacciatore bisogna anche che mi rimetta a lavorare, se voglio ancora permettermi almeno una bottiglia di buon vecchio Chianti ogni 2/3 giorni):

1) Nell'ottobre 2007, Albert Hoffmann (autore di alcuni saggi specifici dei quali raccomando la lettura a chiunque voglia assumere una posizione pubblica credibile riguardo all'LSD e alle sostanze allucinogene in genere) è stato inserito nella classifica dei 100 Geni Viventi. Hoffmann, padre della citata "droga" (sintetizzata per la prima volta nel 1938) è spirato alla veneranda età di 102 anni. La sua ultima (ultima di una lunga serie, iniziata all'età di 37 anni) sperimentazione con gli (leggi: assunzione di) allucinogeni, è avvenuta in occasione del suo centesimo genetliaco (vado a memoria, chi ha voglia vada a controllare).

2) Philip Kindred Dick è oggi (...) considerato uno dei più importanti autori di fantascienza e un maestro della narrativa americana del secondo dopoguerra; le sue innumerevoli opere - caratterizzate da un'irrequieta interrogazione sui temi della realtà (condite da interessanti riflessioni filosofiche sull'ontologia), della simulazione e del falso (un tema che oggigiorno è davvero centrale nella vita di ogni singolo cittadino), della teologia cristiana (in special modo riguardo alla meditazione paolina (!) e luterana (?), ma soprattutto a dubbi e interrogativi di origine gnostica), della storia e della società degli Stati Uniti, e più in generale su quel complesso di idee e tematiche noto come "postmoderno" - sono note e apprezzate in ogni angolo del globo. Dick (diversamente da Marchetti, immagino e auspico) ha utilizzato moltissime "droghe" nel corso della sua vita. Questo non vuol certo dire che le sue opere siano geniali "grazie a" (o "solo grazie a") questo particolare aspetto della sua vita. In particolare, e questo ha presumibilmente determinato il colpo apoplettico che ce l'ha portato via, Dick adorava le anfetamine. Del resto sapeva quello che faceva e nessuno (o almeno non il sottoscritto e men che mai Dick) ha mai sostenuto che drogarsi allunghi la vita.

3) Ach, non ho già più voglia di dilungarmi a riguardo, ché il punto dovrebbe esser chiaro, ma avevo promesso 3 fatti. Ma visto che ormai i fatti contano davvero poco (...), mi adeguo. Boh, ad esempio si è molto (s)parlato del vizietto del fu Avvocato Agnelli, ovvero una qual certa mai del tutto accertata passione per, come dire, per la cocaina. Non è un fatto comprovato, d'accordo, ma guardiamoci negli occhi: è un fatto. Ed è a lui che l'Italia tutta, nel bene e nel male, deve un sacco di cose e tesori e faccende oscure che non starò qui ad elencare. Di certo, sapeva fare il suo mestiere di imprenditore, e non era affatto estraneo al mondo della politica e ai suoi meccanismi. Eccetera. Però su Lapo sorvoliamo: i tempi sono cambiati, non c'è più stile.

Tutto questo per dire: al cittadino dotato di senno interessa davvero poco conoscere se e quali/quante sostanze un politico assuma, o quando o perché le assuma, né quali persone/alieni/trans frequenti nella vita privata (e se è per questo, anche in quella pubblica), a patto che 1) i suoi comportamenti restino nell'ambito della ragionevolezza e 2) soprattutto della legalità. Le sue scelte pubbliche, i suoi comportamenti pubblici, gli atti e le firme a verbale, ogni cosa in ambito "politico" dovrebbe essere giudicata unicamente in sede elettorale, dagli elettori del caso, e al momento opportuno (oppure dai magistrati, certo, sempre che a questi ultimi sia dato modo di fare il loro mestiere (sigh)).

Oggigiorno, in Italia, se qualcuno viene "sorpreso" (non chiedetemi dove stia la sorpresa) a "drogarsi", per lui sono previste (discutibili) misure dissuasivo/amministrative (tipo: sospensione della patente, corsi di recupero psicologici, percorsi terapeutici di reinserimento e altro), e nei confronti di chi viene accusato di assumere una o più sostanze dichiarate "illegali" (...) lo stato prevede talvolta una lunga serie di provvedimenti ad personam, ad esempio: accusarlo iniquamente di spaccio e sbatterlo in galera in attesa di giudizio (sigh) e lì lasciarlo a morire, e lasciate perdere il cordoglio per Cucchi se la vostra mente sta correndo al povero ragazzo recentemente protagonista delle cronache: è solo l'ultimo di una sterminata fila di ragazzi dimenticati proprio da gente come Marchetti. Davvero, è una campo delicato, troppo delicato, un campo su cui (ci sembra) Marchetti non ha alcuna autorità per proporre/pontificare/farsi vedere sui giornali come solo certi politicanti di provincia aspirano a fare (ovvero: sempre, comunque e a ogni costo). Questo non significa che fare test su chi guida un mezzo pubblico o ha che fare attrezzature /materiali pericolosi sia sbagliato a priori: è anzi, con le dovute regole e premesse, una cosa più che ragionevole. Ma la politica è cosa ben diversa che non manovrare un macchinario pesante, e sopra ogni altra cosa: se qualcuno nel proprio salotto si diverte a mettere il cervello sul tavolino e a prenderlo a martellate per poi sbatterlo nel frullatore, trovo che lasciarglielo fare in santa pace sia un principio sacro e inviolabile.

Quello che preoccupa il cittadino è piuttosto (oltre che al rispetto delle leggi in generale, e l'attuazione dei programmi sventolati in campagna elettorale) la stupidità. Nessuno vorrebbe essere rappresentato da uno stupido (a parte, forse, un altro stupido). Mi spiego meglio: se Marchetti (o chiunque altro) decide di presentarsi completamente sbronzo di Barolo o strafatto di crack in Provincia (a patto che venga in navetta o con l'autista d'ordinanza) per proporre qualcosa di assolutamente sensato e condivisibile e geniale, non si vede dove stia il problema. Per questo ciò che consiglio a Marchetti è di redigere una nuova mozione, auspicando che tutti i consiglieri provinciali si sottopongano non già a un discutibile test anti-droga (e allora perché non anti-psicofarmaco o anti-alcol o anti-tabacco eccetera?), ma a un test anti-stupidità.

Un esempio di domanda che si potrebbe inserire all'interno del test anti-stupidità è:

Avete intenzione di proporre test anti-droga ai consiglieri provinciali?
[Sì]
[No]
(Barrare con una crocetta la risposta scelta)


Certo, Marchetti dovrebbe augurarsi che test simili, magari con conseguente revoca del diritto al voto per i "positivi", non vengano MAI estesi agli elettori.
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Il processo a Castruccio Castracani: una sentenza già scritta e dai risvolti inquietanti

LUCCA - Alle ore 17 di ieri (sabato 7 novembre) circa cinquecento persone affollavano l'auditorium di San Romano per assistere all'annunciato processo storico a Castruccio Castracani, signore di Lucca sino al 1328, presieduto da numerose autorità e volti noti della vita pubblica cittadina supportati dall'autorevole presenza di Riccardo Nencini, pienamente calato nel ruolo di Inflessibile Presidente della Giuria e da quella dello storico Franco Cardini, anch'egli fiorentino e responsabile di un'introduzione minuziosa che in considerazione dell'enormità dei temi chiamati in causa da una "ricostruzione storica" del genere avrebbe potuto - e ha in effetti rischiato di - proseguire in eterno.
Un considerevole afflusso di spettatori, dunque, che resistendo compostamente per le oltre due ore necessarie a giungere al verdetto finale non ha mancato di sorprendere gli organizzatori e chi scrive, confermando il gradimento suscitato dall'iniziativa.
Prima di passare alla cronaca vera e propria dell'evento, oggettivamente a tratti mancante di una certa "vitalità" - del resto, sul palco erano presenti avvocati e uomini politici, certamente professionalmente inclini a forme di "recitazione" e confronto col pubblico ma altrettanto certamente non attori professionisti - val dunque la pena soffermarsi proprio sulla platea, e sul senso che una manifestazione del genere può avere, anche in occasione di eventuali repliche future, dal punto di vista dell'offerta "culturale" lucchese (e le virgolette sono d'obbligo, trattandosi nella fattispecie di una sorta di "gioco" per ammissione degli stessi intervenuti, che sul punto hanno molto insistito nella fase introduttiva).
Spiace per molti aspetti dover constatare e sottolineare che l'età media dei presenti era abbondantemente superiore a quella del sottoscritto, aggirandosi ben oltre i cinquant'anni, numeri che se da un lato non stupiscono, specie in considerazione della peculiarità dello "spettacolo" offerto, dall'altro dovrebbero indurre a una qualche forma di riflessione.
Senza spingerci oltre in questo breve resoconto, giova in tal senso ricordare agli organizzatori e a coloro che hanno a cuore le sorti dell'interesse per argomenti spesso considerati eufemisticamente "noiosi" dalle fasce più giovani della popolazione - le stesse che più potrebbero trar giovamento da certi approfondimenti - che la figura di Castruccio Castracani, indubbiamente uomo del suo tempo, a suo modo rivoluzionario e romantico, protagonista di un'epoca di crescita forse mai più conosciuta dalla cittadina toscana, testimoniata anche da innumerevoli tracce architettoniche, e artefice di cambiamenti "locali" con ripercussioni epocali sull'intera società medioevale e sulle vicende storiche a seguire, è in larga misura assimilabile ad altre figure che in un modo o nell'altro fanno ormai parte anche dell'immaginario giovanile.
Un evento simile, debitamente calibrato sulle esigenze di un pubblico più eterogeneo, non avrebbe probabilmente mancato di attrarre numerosi interessati anche tra i più giovani. Inspiegabile e per certi versi inquietante, invece, la pressoché totale assenza di uomini e donne tra i venti e i trent'anni, che in un'uggiosa giornata novembrina avrebbero certamente potuto approfittare dell'occasione, dello spazio riscaldato offerto e della sua gratuità.
Sui loro interessi e sulle incombenze dei loro fine settimana aleggiano le ipotesi più varie, tutte più o meno sconfortanti, e alcune - poche, ahimé - pienamente condivisibili e giustificabili (le complesse passioni e incombenze dell'età in esame, e quanto consegue in termini di gestione del tempo libero).
Tornando alla cronaca, il processo si è svolto senza intoppi rilevanti, sotto la citata direzione di un inflessibile Presidente della Corte - non troppo super partes, in considerazione delle origini fiorentine - e ha visto alternarsi i protagonisti sul filo del classico processo da fiction, con l'accusa (Sergio Garofalo) che illustrava i capi d'accusa, supportata dalle autorevoli testimonianze di Monsignor Giuseppe Bernacchioni e Sergio Nelli:
1. essersi reso responsabile di un omicidio dai contorni poco chiari;
2. aver contribuito alla crisi delle libertà comunali, sfruttando a suo vantaggio la pratica di Governo della Signoria;
3. aver appoggiato Uguccione della Faggiola, consentendo il saccheggio della basilica di S. Frediano;
4. aver provocato con la sua politica filo imperiale e la sua spregiudicatezza uno scontro con il Papato culminato con due scomuniche ed un interdetto nei confronti della città di Lucca;
5. aver voluto farsi signore di Pisa, nonostante l’avversione dell’Imperatore Ludovico il Bavaro, con gravi conseguenze per Lucca;
6. aver mancato di consolidare le strutture di governo della città, tanto che poco dopo la sua morte, Lucca si ritrovò, sotto il dominio dello straniero pisano.
 
Le tesi dell'accusa sono state in seconda istanza agilmente smantellate dall'avvocato della difesa, Mauro Cortopassi, coadiuvato nella sua opera dagli interessanti interventi di Emilio Rosselli e Vincenzo Esposito, che non hanno mancato di far sorridere il pubblico proponendo arditi paralleli tra le gesta del Capitano di Ventura e principi e cavalieri d'oggi, guardandosi bene dall'affondare troppo la lama nelle purulente piaghe della vita politica italiana e giungendo a ipotizzare, con una provocazione ucronica che ha lasciato interdetto il Presidente della Corte e deliziato il pubblico di parte - e in verità niente affatto inverosimile - che se Castruccio non fosse morto dopo solo dodici anni di "regno", Lucca sarebbe oggi, e come minimo, capoluogo di regione. L'unico punto sul quale la difesa non è riuscita a strappare una completa assoluzione riguarda l'accusa di "fellonia", derivante dall'assignoramento di Pisa avvenuto senza l'esplicito appoggio dell'imperatore Bavaro, accusa per la quale sono state tuttavia concesse attenuanti specifiche dovute e al contesto storico e ai rapporti che legavano i due.
Suggestiva, infine, la provocazione della Corte, che in chiusura di sentenza ha proposto, per valutare quanto il "mancato consolidamento delle strutture di governo della città" sia frutto unicamente del fato, come vuole la tradizione storica (si ricorderà che Castruccio Castracani, all'apice della sua carriera politica e militare, fu stroncato da un malanno), o piuttosto di un misterioso e apparentemente indimostrabile complotto politico, ipotesi per svelare la quale la Corte ha (scherzosamente, ma fino a che punto?) proposto di procedere all'esumazione della salma del Capitano di Ventura - della quale per altro l'ubicazione è incerta - per valutare da un lato l'eventualità dell'assassinio politico, ottenuto presumibilmente col classico sistema dell'avvelenamento, e dall'altro per dar conferma o smentita alle voci che vorrebbero l'uomo d'arme sepolto con un saio, per sua stessa esplicita volontà, a testimonianza della (discussa) "integrità morale" di chi ha trascorso la vita a mettere a ferro e fuoco le campagne toscane accumulando potere, fama e tesori, laddove questi rischiano sempre di far passare in secondo piano i più "alti disegni strategico-politici", che nel caso di Castruccio Castracani restituiscono a posteriori, e a tutti gli effetti questo è un dato innegabile, una figura unica non solo per la storia della città di Lucca e dei suoi rapporti con le città confinanti, ma per la penisola italiana intera e il mondo medioevale tutto. Una figura per la quale valeva davvero la pena esser presenti in San Romano, a smazzarsi due ore di carnevalata storica alleggerite dalle suggestive immagini proiettate durante le fasi di delibera.
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Trasinformazione

Come potete facilmente immaginare, ho letto con estremo e crescente interesse l'odierno editoriale dell'impagabile Gabriele Cané, sul "Quotidiano Nazionale" La Nazione, e parliamo in questo caso di un convincente richiamo all'etica politica ispirato alle vicende dell'omosessuale Marrazzo, le cui (di Marrazzo) scelte in tema di sessualità in realtà interessano ben poco il sottoscritto, abituato a - e feroce praticante di - ben altre e peggiori perversioni. Da qualche parte nel suo esilarante pezzo, il ben noto editorialista invoca il ritorno alla politica dei professionisti della politica, intendendo probabilmente con questa oscura e criptica espressione - "professionisti della politica" (e mi si perdoni se l'autore ha utilizzato termini diversi, non è che ho l'abitudine di comprare robe tipo La Nazione e quindi mi tocca ogni volta andare a memoria e la mia memoria non è esattamente il massimo in termini di performance e attendibilità) - non meglio precisate figure mitologiche presumibilmente dotate di ipotetico "patentino politico" rilasciato da ipotetica autorità attestante l'appartenenza a una qualche forma di massonico o comunque non istituzionale "albo dei politicanti" o altro - davvero, non ho idea di cosa diavolo stia parlando il buon Canè e cerco solo di farmene una ragione e di aiutarvi a comprendere - mancando a livello giuridico e formale un qualsiasi genere di "attestato" che garantisca in qualche modo la possibilità di fregiarsi del titolo di "politico", al pari di quanto possono fare ben più fortunati appartenenti a categorie protette quali magistrati, notai, primari del Campo di Marte e architetti che lavorano per il Comune o altro. Facciamo dunque questo benedetto salto di qualità e immergiamoci nella sospensione della credulità, fingiamo insieme per un istante che l'editorialista abbia idea di cosa diavolo sta parlando quando invoca un ritorno ai bei tempi in cui la politica la facevano i politici e non personaggi "prestati alla politica" (...), e cancelliamo dalla mente figure tipo Mazzuca (nota extratesto: Mazzuca, antica casata greco-albanese stabilitasi inizialmente nella provincia di Cosenza e proveniente da Corone, nel Peloponneso, è una delle principali famiglie Arbëreshë e discende da uno dei sette valorosi nobili che accompagnarono Giorgio Castriota Skanderbeg dall'Epiro nel reame di Napoli nel XV secolo, vedi anche (*)) et al, "opinionisti" quotidianamente presenti sul controverso quotidiano (non di partito, si badi bene) e regolarmente parlamentari in forze al PdL e come dire, "prestati" alla politica dallo stesso quotidiano per cui scrive il grandissimo e impareggiabile Canè, che proprio contro tali "prestiti" si scaglia con veemenza (l'accento sulla "e" di Can"e", al momento di scrivere, non si sa sei sia acuto o grave, così come non è ben chiaro perché ci si "dimentichi" momentaneamente che il Boss del PdL è per sua stessa definizione l'archetipo dell'uomo prestato alla politica: comunque riguardo all'accento sulla "e" fate un po' come vi pare, e se state perdendo il filo non vi preoccupate: fa parte del gioco). Quello che intendo dire è che fin qua non sembra esserci nulla di strano: l'editorialista è completamente pazzo, nessun problema, e scrive a vanvera, ok, per cui è tutto a posto e La Nazione continua a essere il mio Quotidiano di Riferimento. Davvero: molto, molto meglio del Vernacoliere o di Linus. Quello che mi fa davvero sorridere (e in seconda battuta mi gela il sangue nelle vene e mi mette voglia di suicidarmi) è osservare la posizione che il buon G.C. assume contro l'omosessuale Marrazzo, il cui comportamento non sarebbe "compatibile" col mestiere del "politico" perché Marrazzo ha moglie e figli e quindi non sarebbe "bello" o "etico" o "moralmente accettabile" che Marrazzo se la facesse con uno o più trans dopo aver spippettato coca (alzi la mano chi... eccetera) facendosi pure cogliere in flagrante, dimenticando o facendo finta di dimenticare o più probabilmente non avendo alcuna idea del fatto che il sottotesto dell'editoriale in esame - avendo anche solo parziale e faziosa memoria dei recenti scandali in cui è rimasto coinvolto il nostro tartassato Principe Scapigliato - è che se il P.S. se la fa con una o più mignotte allora tutto ok, viceversa se Marrazzo va con uno o più trans zac, scatta la questione morale, e questo fa sorridere solo se non si pensa alla discriminazione insita nella negazione del diritto di vivere la propria sessualità liberamente entro i confini stabiliti dalla legge, un atteggiamento davvero terribile da parte di un editorialista letto da centinaia di migliaia di persone (?) le cui idee (?) sono plasmate anche da sottigliezze simili, e pensare che tutto ciò avviene su un quotidiano a distribuzione nazionale in tempi in cui se sei finocchio o simile è caldamente consigliabile guardarsi le spalle, più che dal partner, dai picchiatori. Lascio perdere l'ipotesi della malizia, che Canè-Cané mi pare distante mille miglia del Genio del Male, e invio un caloroso saluto.

(*) Davvero una grande famiglia: Alberto Mazzuca, scrittore e giornalista, Alfonso Mazzuca, presidente unione sindacale forense, Carla Mazzuca, giornalista e donna politica italiana, presidente del Soroptimist Roma, Giancarlo Mazzuca, giornalista e politico, già direttore de "Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno" (Quotidiano Nazionale), Gian Piero Ventura Mazzuca, giornalista e politico, Joseph Mazzuca, giocatore professionista di baseball, Mario Mazzuca, stella d'oro al merito sportivo e pioniere del rugby, Theodosia (Dodie) Mazzuca, golfista professionista statunitense.
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L'Insorgenza

Insorgenza [in-sor-gèn-za] n.f. [pl. -e] l’insorgere, il manifestarsi improvviso, detto spec. di malattia, di fenomeno morboso: l’insorgenza della febbre, di complicazioni.

"In relazione a quanto pubblicato oggi dal quotidiano britannico "The Times" circa l'impegno italiano in Afghanistan [...], si precisa che il Governo Berlusconi non ha mai autorizzato né consentito alcuna forma di pagamento di somme di danaro in favore di membri dell'insorgenza di matrice talebana in Afghanistan, né ha cognizione di simili iniziative attuate dal precedente governo"

Questo (e altro) si legge in una nota di palazzo Chigi.

Lo so. La questione ha radici lontane, e la tecnica divulgativa in esame trova oggi facile applicazione grazie alla piaggeria e alla scarsa onestà della gran parte dei giornalisti, e trova altresì terreno fertile nell'immaginario del volgo ignorante che poi certi termini si ritrova inconsapevolmente a usare. D'accordo. Non so se ci sia molto da fidarsi di un tizio come Ignazio "Satana" La Russa, né tanto meno se valga la pena perder tempo a criticare l'uso che lui e/o i suoi sulfurei collaboratori fanno dell'italiano in missione di "pace" all'estero. Trattandosi di politica estera ci risparmiameremo dunque i dettagli e andremo tantosto al sodo, occupandoci per alcune righe del vulnus dell'italiano inteso come lingua. Mi viene infatti in mente una considerazione: che nell'area afgana siano sorte complicazioni morbose a causa dei Talebani sembra innegabile, ma forse palazzo Chigi, parlando di "insorgenza", più che elaborare una sottile metafora sui mali del mondo, voleva semplicemente dire:

Insurrezione [in-sur-re-zió-ne] n.f. [pl. -i] ribellione collettiva; in partic., l’insorgere unanime di una grande parte della popolazione contro i poteri dello stato: un’insurrezione popolare; promuovere, reprimere un’insurrezione ¶ Dal lat. tardo insurrectiōne(m), deriv. di insurrēctus, part. pass. di insurgĕre ‘insorgere’.

...o forse non ho capito una sega io, e allora cortesemente qualcuno prema qua e si prenda la briga di dirmi: "Non hai capito una sega", e chiusa lì. Voglio dire, magari si può tranquillamente utilizzare "insorgente" al posto di "insorto" e "insorgenza" al posto di "insurrezione" (e allora probabilmente si può anche utilizzare "cazzo" o "emorroideo" al posto di "pane", et similia, sicché uno su questa linea potrebbe tranquillamente pensare di poter dire "Cazzo, sono paranoia avanti di Racalbuto con omofobia da pane di Treblinka", ed essere comunque compreso - cosa che in effetti in certi contesti avviene...). Resta il fatto che un simile episodio (La Russa o chi per lui che scazza i termini in una nota ufficiale e confonde le acque e dice e non dice, o forse, a questo punto è lecito sospettarlo, dice proprio per non dire) è emblematico: se i Servizi Segreti avessero davvero pagato "mazzette" a presunti "insorgenti" (...) talebani per preservare (con risultati tutt'altro che esaltanti) l'incolumità dei nostri "eroici ragazzi all'estero" (statistiche alla mano, piuttosto ben stipendiati e vittime di un tasso di mortalità - 21 vittime su migliaia di militari che si son dati il cambio dal 2004, se non erro, in zone dove semplicemente se con la Panda 4x4 giri a destra invece che a sinistra finisci in un burrone - non certo più drammatico di quello sofferto da quanti lottano per la libertà, la pace e la democrazia in madrepatria, investendo non i soldi ed energie dei concittadini ma i propri) senza prima interpellare nessuno e senza poi "avvisare" i francesi e gli altri "partner" operanti nell'area di simili "strategie", beh sarebbe tutta da ridere, anche considerando gli intrecci derivanti dalla considerazione che la popolazione "talebana" dell'area è una delle principali produttrici/esportatrici di oppio (e oppiacei derivati), sostanza che assieme a molte altre tanto preoccupa i nostri (e non solo) proibizionisti (no, non riguardo all'alcol, e infatti l'Italia e Lucca in particolare sono tra i primi paesi al mondo in quanto a concentrazione di barini e briai) e donchisciottiani vertici politicanti, chissà, forse immemori di "statistiche" che in questo istante - sempre dati alla mano, visto che verificare ed esplicitare le fonti è comunque buona pratica - vorrebbero "eradicare", oltre a culture e insorgenze e morbi più o meno globali, ad esempio e parlando per semplicità espositiva della ben nota Cannabis, un "male" che "affligge" un cittadino del mondo su 25 (ca. 166mil di individui di ogni razza, ceto, età, credo religioso o politico etc.). Poi capita che uno (magari, eh: non è detto, ma può capitare) pensa alla "corruzione" e alle sue dinamiche, a come vanno le cose tra polizia-esercito-narcotrafficanti in Messico e in altre regioni "problematiche", dove davvero si muore per colpa della droga (e, come accade di frequente, lo si fa indirettamente, visto che se da noi a uccidere consumatori/spacciatori - e qua tutto si gioca sul paradosso assassino di riuscire distinguere in qualche modo il micro-spacciatore dal consumatore...ahahah! - sono carcere et similia, in zone del genere risultano molto più rapidi ed efficaci il machete o l'Ak-47 e talvolta le armi chimiche), e proseguendo su questa linea di pensiero può capitare anche che uno ri-colleghi superficialmente la parola "mazzetta" alla parola "esercito italiano", ripensando ovviamente ai bei tempi lontani della naja quando i commilitoni gli passavano i primi spinelli e quando il caporale o sergente di turno - oltre alla lonza e ai prosciutti e all'istrice e innumerevoli altri generi alimentari molto ambiti - "trafficava fumo" a diecimilalire al grammo, e si immagina questi folli (caporali o sergenti non sono che la bassa manovalanza, in tale visione grottesca) che fanno la guerra pace a destra e sinistra e sommergono il proprio paese di sostanze d'importazione [Pagate coi soldi di chi? Indovina.] quando sarebbe molto più comodo e conveniente e sensato e oltretutto passibile di pubblico controllo coltivare oppio (e lasciamo per favore perdere, al momento, le complesse dinamiche dell'oppio, un tempo favorito dei cinesi delle fumerie e oggi principale risorsa nella lotta al dolore procurato da innumerevoli terribili patologie, lotta quella al dolore che in terra vaticana non è molto ben vista, rappresentando l'umana sofferenza una delle cose che più ci renderà simpatici e benvoluti agli occhi del Buon Dio al momento della Definitiva Resa dei Conti) e quant'altro sul suolo natio, così da lasciare il Messico ai messicani e l'Afghanistan agli afgani (eventualmente talebani) e ai loro bei problemi di politica interna e investire energie, capitale umano e denaro in altre e più proficue attività (es.: la masturbazione). Poi magari uno può anche pensare che il "Times", in tema di politica estera, non è (con tutto il dovuto rispetto per le belle testate citate a esempio) esattamente l'equivalente d'oltremanica de "La Nazione" o de "il Tirreno" o de "LoSchermo.it" et similia, e quindi che dire "certe cose" riguardo al "Times" tocca l'immaginario collettivo, ovvero non solo il mio o quello del buon Remo Santini o del promettente Stefano Giuntini, ma quello di milioni (miliardi) di persone anche non italiane, e dire certe cose su certo immaginario è un po' come dire della Madonna che non era affatto vergine (e questo ci può anche stare, se uno crede alla Madonna) ma una meretrice (e questo ci sta già un po' di meno, soprattutto se uno crede alla Verginità della Madonna), ed è un po', come dire, una mossa che lascia per lo meno allibiti e che sa tanto di potenziale boomerang anale, tanto più che: è evidente che chiunque (io, il promettente Giuntini o lo stesso Satanico Ignazio) si trovasse in Afghanistan, non esiterebbe un cazzo di secondo a "corrompere" o "foraggiare" o "intessere trame" pur di salva[rsi il culo]guardare la propria incolumità e quella dei commilitoni e ovviamente di massimizzare le possibilità del raggiungimento dei propri (per oscuri che siano) obiettivi.

Bene. Lasciando da parte l'inevitabile tristezza/amarezza che certe considerazioni mi mettono addosso, vi lascio con un bel messaggio di speranza: presto, molto presto tutti noi (io, il Giuntini, e il Satanico Ignazio e più o meno chiunque altro ci stia leggendo, sempre che ovviamente non ci stia leggendo un improbabile Essere Immortale) saremo tutti morti e sepolti nei nostri comodi mausolei, e certe quisquilie non avranno più alcun senso.

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Io sono la tendostruttura pensante

Mi si perdoni l'estenuante ricorso a parentesi e deviazioni dal nocciolo della questione, ma parentesi e divagazioni non servono ad altro che a dipingere la complessità del discorso rendendolo pressoché incomprensibile o comunque molto arduo da seguire o decifrare, e questo perché il fatto è che in realtà non dubito che un sacco di gente ogni anno si rallegri in modo particolare del sorgere dei mostruosi tecnotendoni che vanno stagionalmente a devastare da un lato uno dei migliori scorci delle mura di Lucca e dall'altro il glorioso manto erboso dell'ex Balilla per tanti anni vessato unicamente dalle scarpette di giovani calciatori e appassionati cacabullette, ma io no, non mi rallegro, e in ultima analisi i mostruosi tecnotendoni vanno a collidere anche coi miei ricordi e le mie ingenue credenze/speranze di fanciullino, quando abusi estetici estemporanei del genere non trovavano dimora nemmeno nella peggiore delle menti istituzionali al potere (e invece, "ora come allora", mi trovo costretto a dire vedendomi passare davanti le stesse facce da un giro di criptico valzer al successivo e con criptico giro di valzer intendo dire: trent'anni, quasi quaranta per Dio, le stesse 4 facce). Non dubito nemmeno del fatto che l'adesione incondizionata dovuta a manifestazioni quali Lucca Comics and Games - incondizionata e dovuta un po' come è diventata abitudine politicamente corretta per i B&B apporre incondizionatamente la scritta "Gay friendly" nelle loro brochure, lasciandomi perplesso al pensiero che allora la normalità prevede che un B&B standard ovvero che non esplicita di essere "Gay friendly" offra ospitalità in modo discriminatorio mettendo i gay in apposite stanze o celle lontane alla vista e roba simile - o come diavolo si chiama l'annuale (o quel che è, non lo so e non mi interessa) sagra del fumetto (o meglio, come diavolo si chiama la S.R.L. o società dai contorni confusi e ambigui che ha in gestione la sagra del fumetto appoggiata praticamente da chiunque non voglia passare per pazzo retrogrado e perdere preziosi punti nelle tabelle mentali di amici e conoscenti, anche se a onor del vero bisogna dire che sul sito della LCG c'è un rassicurante codice etico in formato pdf da scaricare e stampare, sono tipo 400 pagine di palta dove però si vedono balenare cose inquietanti come "Responsabilità limitata" "Controllata interamente dalla Capogruppo Lucca Holding S.p.A." eccetera, tutta roba che se ti metti davvero a indagare può diventare davvero molto, molto inquietante) che tanta risonanza e successo commerciale ottiene, e presso i lucchesi e presso le orde visitatrici - faccia passare in secondo piano questioni come: i deliranti tendoni bianchi eretti annualmente davanti a uno dei più begli scorci delle mura lucchesi, apprezzato (lo scorcio in questione, almeno nei restanti mesi dell'anno quando la situazione non è poi così orrida salvo gli aspetti che metterò in rilievo in seconda battuta, ci mancherebbe che le cose ogni tanto vadano bene) da centinaia di migliaia di turisti che da quel colpo d'occhio ricavano la prima impressione {la seconda, se contiamo il McDonald's e l'aereo di Fazzi incrociati subito dopo aver pagato un salatissimo pedaggio al casello relativo, e scommetto un corretto che un buon 25% di turisti, a quel punto dopo il McD e l'aereo incredibile e i resti raccapriccianti dell'Uba-Uba già Il Paguro (lunghissima faccenda su cui ritorneremo un giorno, forse) si ritrova a compiere un giro di rotatoria e andarsene a visitare chessò, Pisa, vuoi per errore, a causa dello svincolo progettato con criteri non propriamente a misura di essere umano, vuoi per scelta, di fronte al poker di obbrobri che include l'onnipresente Holiday Inn [ma ci sono davvero turisti che ci dormono, o è, come sospetto, una specie di aberghetto a ore per lucchesi d'avventura?]}, insomma una prima base di giudizio su cosa è e come è strutturata Lucca e cosa ci si può attendere da un luogo del genere in veste di turisti una volta che ci troveremo non più sulla circonvallazione - e che diavolo di splendido effetto deve fare, da turisti, farsi il cavalcavia di San Concordio dopo aver visto il poker di obbrobri e affacciarsi, rotonda e traffico a parte, su quello splendido spettacolo di mattoni che fanno così storico e medievale e in sostanza bello, magari dopo il tramonto, illuminati in quel modo spettacolare - in coda nel traffico ingestibile (non gestito?) dell'area, ma all'interno della oggettivamente splendida e mai cantata abbastanza cornice muraria, quando magari quello stesso scorcio potrà essere ammirato dall'alto di uno dei suggestivi baluardi raggiunti con comoda pedalata a nolo o carrozza o piede volenteroso, e lasciamo perdere quella farsesca polemica sugli stupidi che completamente privati dell'intelletto precipitano o permettono che amici colleghi o familiari precipitino dalle mura di tanto in tanto, ché quest'anno, per adesso e toccando ferro, sta andando abbastanza bene. Il punto comunque non è solo il turista, attualmente e apparentemente unico destinatario degli investimenti e dei proclami istituzionali più reclamizzati e consistenti e a sua volta principale investitore/consumatore/opportunità agli occhi del lucchese acuto e commerciante, trovandosi infatti numerosi lavoratori o perdigiorno locali a transitare dalla zona in bicicletta o a piedi e talvolta in motorino, chi per raggiungere l'ufficio fuori dalle mura (parlo dei due o tre folli ancora realmente residenti all'interno delle mura), chi per recarsi dalla drammatica abitazione in periferia al bell'ufficio in città, chi per spacciare droga agli adolescenti o compiere piccoli furti e truffe e così via, e questo porta dritti al fatto che: il punto è che i lucchesi vedono. I lucchesi (non tutti, ma molti) pedalano, si guardano intorno, e se stanno zitti in un angolo e sembrano così distaccati o poco inclini alle relazioni sociali o a parlare di calcio e nuovi stadi con gli altri è solo perché (incredibile) stanno pensando. I lucchesi vedono ad esempio un gruppo di turisti transitare di lì, cioè nei pressi dell'orrida tendopoli della quale ovviamente ignorano funzione e significato, e vedono questi stessi turisti atteggiarsi in una lingua non comprensibile (nord-europea tipo belga o fiamminga, vai a sapere) a sardonici commentatori (è una cosa, quella di tradurre espressioni e comportamenti, che i lucchesi più attenti e abnegati sanno fare piuttosto bene) dell'italica incapacità-cliché di fare qualcosa con criterio, escludendo ovviamente i bei tempi andati e i bei monumenti e musei e palazzi che a distanza di secoli sono in sostanza ancora l'unica cosa che tiene legata e in piedi questa comunità, e poi è possibile vederli levare lo sguardo e la Canon digitale da sedici milioni di megapixel esagerati agli spalti, e immortalare per il proprio blog la vegetazione che ricopre mattoni (e buchi là dove i mattoni sono stati scalzati da tempo) e in particolare un bell'esemplare di fico (ahimé troppo giovane per dar frutti, ma davvero promettente per l'anno prossimo a patto di dotarsi di bastone e rete visto che c'è il fossato con anatre - molto apprezzate e molto fotografate anche loro - di mezzo) che fa bella mostra di sé a circa metà baluardo (asse Z), ed è abbastanza frustrante, per un lucchese che guarda e osserva e mentre pedala in bicicletta tenta di evitare turisti distratti e zigzaganti e di riflettere sulla sua città, notare che si spendono xmila euro (che siano xmila euro pubblici o privati non importa, e del resto nemmeno ne ho idea, ma anche qua il punto è: quella roba non può e non deve stare lì davanti alle mura, chiunque l'abbia pagata e qualunque sia la sua funzione e il suo significato, e questo non significa che davanti alle mura non si può mettere nulla, non sono un pazzo: significa solo che davanti alle mura non si possono erigere quei tendoni, non c'è un altro modo per dirlo ed è un fatto che presumibilmente la maggior parte delle persone dà per scontato alzando le spalle e pensando che tanto fra qualche mese saranno di nuovo scomparsi, e che comunque i fumetti da qualche parte bisogna infilarli) per l'orrida fila di tendoni claustrofobici a pochi metri dal bel fico di cui sopra, alberello che mese dopo mese si è ritagliato spazi vitali a discapito nel nostro monumento più importante, e il resto, l'opera delle Mura e il parere di mia sorella o di mia zia sulle priorità di Lucca e dei lucchesi o i vandali che rubano mattoni o decorano con lo spray chiese e monumenti e magari orrendi tendoni bianchi o l'osservazione che in tempi di sedicenti vacche magre sia davvero molto triste dover assistere al desolante spattacolo di decine di operai [d'accordo, l'indotto è importante e tutti abbiamo una famiglia (alcuni però non l'hanno sulle spalle, anche questo va detto) e di certo è anche molto importante per la stabilità della giunta avere delle certezze e sapere che sempre le stesse persone traggono enormi benefici economici dagli investimenti culturali lucchesi: questo è chiaro] di una qualche azienda incaricata dal comune o da chi per esso di erigere quei colossali padiglioni onestamente indegni della cornice in cui vengono annualmente calati - e sì, a questo punto sfido chiunque sia al contempo sano di mente a sostenere il contrario, cioè che mi venga a dire qualcosa sul tono: No caro palle, quei padiglioni sono una vera ficata e sarebbe bello averli lì tutto l'anno per tutta la vita - quando a poche centinaia di metri esistono spazi, ex caserme, ex uffici, ex negozi, ex cinema e teatri e parrocchie, ex manifatture tabacchi, ex fabbriche e scuole e capannoni industriali e qualsiasi altra cosa possa venirvi in mente se solo vi prendete la briga di girare la zona in bici (occhio alle macchine) sia fuori che dentro le mura, e lo sappiamo bene tutti quanti (almeno chi ha e usa una bici) perché ci passiamo davanti continuamente, ebbene tutto il resto e tutte le considerazioni vanno un po' a farsi benedire, resta solo l'immagine di devastante potenza di quelle centinaia di metri quadrati o cubi di PVC e alluminio e macchinari che vorrei tanto veder andare in fiamme (non fosse per la nuvola tossica conseguente), assieme all'amara constatazione che non di rado, al lucchese dotato di vista e spirito di osservazione e abnegazione alla missione autoimposta di riflettere sulle cose osservate, capita di incrociare altri lucchesi dalle analoghe caratteristiche, con occhi infinitamente tristi o corrucciati, frustrati, talvolta increduli o annoiati ma sempre incapaci di capire se quello che stanno osservando (e qui non parlo più solo degli indegni tendoni, penso ad esempio a un milione di altre cose, non so: i totem di Puccini, gli stalli per la sosta delle orde studentesche, la gestione malavitosa dei parcheggi in genere, l'arcano calendario della raccolta rifiuti, i cartelli che invitano la gente a non cacare davanti alla porta di una casa o dentro un androne, i cinema, il ristoro multiculturale e i servizi e le navette, cazzo, i collegamenti delle navette con la periferia e le molte zone completamente orbate di strutture tipo bar o ritrovi per la popolazione eccetera eccetera eccetera) non sia qualcosa di troppo grande e irrisolvibile, troppo complesso e ramificato, con troppe parentesi e interessi e spunti di ulteriore riflessione, se quello che ci circonda e fagocita non sia un certo tipo di declino del buon senso ormai irreversibile di fronte al quale l'unica cosa sensata da fare pena la depressione cronica diventa unirsi al flusso e spegnere tutti gli interruttori percettivi e abbandonarsi come dire alla corrente, e se penso che solo pochi giorni fa avrei potuto chiudere questa intricata aporia (non vogliamo i padiglioni ma li vogliamo perché alla fin fine dentro ci vanno a finire fumetti che interessano anche il sottoscritto oltre a migliaia di altre persone come me e voi e altre cose che con lo scorcio in questione hanno ben poco a che fare) citando in chiave ironica un personaggio che odiavo e che adesso è morto ("Allegria!"), il morale mi scende a un livello tale che probabilmente lo ritroveranno i posteri, in cantina, scavando tra i vecchi ricordi dell'ennesimo lucchese che non è mai riuscito a capire fino in fondo né Lucca, né i lucchesi. E scusate se ho dimenticato di chiudere qualche parentesi e di ricordare che tutto ciò non accade solo a Lucca: è così ovunque e per tutti.
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Chi cazzo potrei insultare oggi?

Interessante proposta sul sito di scommesse irlandese Paddypower.com, dove gli utenti sono invitati a farsi un po' di risate amare alla faccia dei poveri sudditi di Sua Maestà (non la regina limitrofa, ma il mediterraneo Silvio) e puntare sulla prossima personalità che verrà insultata dal medesimo imbarazzante Sovrano ad vitam. Si va dalla Merkel (largamente favorita con una quota di 3:1) a un certo Brian Cowen (taoiseach ovvero capo del governo irlandese, con un interessante 50:1, quota imputabile al fatto che con tutta probabilità né Silvio né i colaboratori hanno idea di cosa diavolo sia un taoiseach, e poi non sembra proprio il caso, con l'aria che tira, di avventurarsi in dichiarazioni che tirino in ballo l'Irlanda e passibili di mettere in moto paradossali e (di nuovo) imbarazzanti paralleli tra la storia (?) padana e e quella della verde landa indipendentista).
Bando alle ciance, fate le vostre puntate. Se per qualche motivo (...) la pagina on dovesse risultare raggiungibile, prima della mannaia censoria ho fatto in tempo a prendere una bella foto ricordo:

scommettete_th
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Cioè, in generale

Cioè, quando c'è una serie di tizi che ti devono dei soldi e questi soldi sommati diventano un botto di soldi e questi tizi non vogliono pagare, voglio dire, avranno anche i loro cazzi e tutto ilrersto, è normale, quindi prendi su il crick e ti fai pagare, no? Cioè, è così che in genere fanno con me, e infatti se devo pagare pago perché sennò c'è qualcuno tipo un tizio incappucciato sotto casa la sera alle 24 che mi fa la festa, oppure non so, lo stesso tizio ma scappucciato viene in casa e mi porta via il mouse così non posso più usare il computer e roba del genere: sono dei figli di puttana, chiaro. Quando c'è da farsi pagare... E infatti anche io sono un figlio di puttana. No? Appunto. No. Comunque diomaiale, però voglio dire: in generale, eh.
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Ipotesi

Morto? No, non mi pare di essere morto.
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Status

En tránsito hacia el país de destino: la información se actualizará en los próximos 4 o 5 días laborales.
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Lezione del giorno

Sostare in 30 in mezzo alla strada e lontano dalle strisce, anche da sobri, non è la più saggia delle idee.
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Istigazione alla fantasia

Oltre 600 semi di cannabis e svariati attrezzi per il fumo collettivo sono stati sequestrati da militari della guardia di finanza in un negozio di Ruvo di Puglia (Bari), su disposizione della procura di Ferrara. Si tratta - è detto in una nota della guardia di finanza - di droghe definite 'smart', ossia 'furbe', perché la loro vendita non é prevista come reato dal codice penale se vi é una commercializzazione sottoforma di prodotti da collezione. L'apparente legalità del commercio di questi prodotti - continua la nota - viene superata perché si e' ritenuto di qualificare la vendita come "istigazione all'uso illecito di sostanze stupefacenti", reato per il quale sono previste sanzioni che possono arrivare fino a 12 anni di reclusione.

Alla lettura di questa notizia non ho potuto fare a meno pensare a me che mi rollo una canna masturbandomi a testa in giù. Le operazioni della guardia di finanza si configurano dunque come "istigazione all'uso illecito di sostanze stupefacenti"? Chiedo lumi.
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Vergogna a Valladolid

Dallle aule e dagli spazi comuni della scuola pubblica ‘Macias Picavea’ di Valladolid dovranno essere rimossi i crocefissi: lo ha stabilito il giudice Alejandro Valentin, accogliendo la richiesta avanzata nel 2005 dal genitore di un alunno e da una associazione locale per la difesa della scuola laica, secondo i quali, come recita la Costituzione spagnola, va garantita “la libertà di religione e di culto” e assicurato il carattere “laico e neutrale” dello Stato sui temi religiosi. Che si sia dovuti ricorrere a un giudice, con le noie e le lungaggini burocratiche conseguenti, pare francamente anacronistico e indegno per uno stato la cui costituzione esplicitamente proclama la laicità delle istituzioni.
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No smoking, goddamit!

Oggi non ho proprio un cazzo da fare. Sentite qua:
Nella lotta al fumo c'e' ancora molto da lavorare: "In treni, discoteche e locali, dopo una certa ora, si continua a fumare. E questo perché mancano totalmente i controlli". A dirlo è l'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia**, premiato ieri mattina per il suo impegno nella lotta contro il fumo presso la sede della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) con lo Smoke free progress award 2008 (complimentoni). Se la legge continua dunque a essere ancora disapplicata, "la colpa sta nel fatto che questo Paese - ha detto Sirchia - non conosce la logica del controllo, che vuol dire anche educare mentre si controlla".
Bugia: abbiamo conosciuto il fascismo piuttosto bene. È, semmai, che abbiamo dimenticato.

** Condannato il 17 aprile 2008 (sentenza di primo grado) a tre anni di reclusione per tangenti nel mondo della sanità, più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Complimentoni.
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Adoro questo CDA

Ora. Che sono un pirata e non ho tempo di star dietro alla tv è evidente, sennò non si spiega come Weeds sia per me storia vecchia. Vabè. La quarta serie non è male, ma come di consueto sempre un capello sotto la precedente. Comunque. Se non sapete cos'è Weeds, informatevi. Qua in Italia siamo alla seconda serie, ed è già un miracolo che venga trasmessa. Quel che mi premeva osservare è lo slittamento dalla seconda serata su Raidue, alla terza. E chi ne prenderà il mai il posto? Indovinato. Law and order.

Semplicemente geniale.
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Uzi

Dunque: l'avrete letto anche voi. La vendita e il possesso di semi di cannabis in Italia sono legali. La legge è tuttavia passibile di interpretazioni: per questo Giovanardi e di concerto la GdF hanno provveduto a denunciare e incriminare una quantità di commercianti sostenendo che lo smercio (legale) di semi di cannabis equivale all'istigazione a delinquere. Sono punti di vista condivisibili e condivisi da gran parte dei malati di mente residenti in Italia. Non credevo di aver molto da aggiungere a questa seria presa di posizione, che facendo seguito alla ben nota pratica dell'inversione dell'onere della prova riversata su migliaia di presunti spacciatori, stravolge una volta di più le fondamenta del diritto penale fornendomi spunti di riflessione per i quali non sarò mai abbastanza grato alle fantasiose istituzioni del nostro paese: sino a quando non ho letto le dichiarazioni del cantautore-pittore-mistico nonché stregone e capodipartimento per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri Serpelloni, che come riportato dai quotidiani di tutta Italia sostiene che il THC contenuto nei semi di cannabis mangiati e fumati dall'utenza giovanile instrada gli sprovveduti infanti all'utilizo di droghe. Ora.
1) I semi di cannabis non contengono THC, e questo credevo fosse un dato scientifico incontrovertibile (buono a sapersi: adesso non vedo l'ora di cucinarmi mezzo chilo di semi a mò di popcorn).
2) "Istigazione a delinquere" ritenevo significasse "istigare qualcuno a commettere reato".
2) Non mi risulta che farsi (canne, roba, acidi, lsd, micropunte, peyote, amanita muscaria, psilocibe semilanceta, oppio, alcol, metadone, vicodin, mdma, ecstasy, ayahuasca, giusquiamo nero, giglio blu, caffeina, cocaina, DMT, stramonio, belladonna, metamfetamine, ketamina, ghb, ghl, salvia divinorum, tabacco, popper, cactus san pedro, dxm, efedrina, crack, craconha, scopolamina, non miviene in mente altro) secondo l'assennata legge Fini-Giovanardi sia un reato, nonostante possa comportare una quantità di noie amministrative, problemi sociali ed eventualmente di salute.
3) Quindi ciò che vorrei aggiungere è questo: Giovanardi è l'Anticristo.
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Avviso ai Turisti

I funghetti allucinogeni entreranno nella lista nera delle droghe proibite in Olanda a partire dal primo dicembre: e io che ancora avevo da assaggiarli. Avevo programmato un apposito viaggio per il 2009, in occasione del mio trentaseiseimo compleanno. Utile ricordare che la decisione è stata presa proprio per contrastare il triste fenomeno dei giovani turisti italiani: secondo i dati forniti dai servizi sanitari olandesi, lo scorso anno sono giunte 149 chiamate alla Croce Rossa di Amsterdam per soccorrere persone in preda a problemi derivanti dall'assunzione di funghetti. Gran parte degli incidenti ha riguardato sprovvedute teste di cazzo giovani turisti, in particolare italiani e britannici. Ciliegina sulla torta, una studentessa francese diciassettenne, invece di dedicarsi al porno, ha recentemente pensato bene di ingollarne qualcuno, buttarsi da un ponte e lasciarci le bucce: nessuna connessione diretta tra funghi e suicidio, assicurano i medici, ma l'isterismo politico ha fatto il resto. Persino nella civile Olanda.
Viva!
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Bollettino ministeriale 31.10.2008

Le parole, tutte le parole, anche se ascoltate una sola volta, danneggiano il cervello. Perché alterano i neuroni, intaccano le funzioni psichiche, le emozioni, la capacità di decidere e lo sviluppo della personalità: le parole ti bruciano il cervello. Non ne hai un altro. Non ascoltarle mai.
Dipartimento per le Politiche Antidroga
Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi
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Tre buone nuove

Uno.
Dopo gli abbondanti raccolti del 2007 - quando la produzione raggiunse le 8200 tonnellate pari al 93% della produzione mondiale - il rapporto Onu odierno rivela che, al contrario, la produzione nel 2008 è diminuita del 19%. È sceso anche il numero delle Province dedite alla coltivazione: da 21 a 16. Costa rivela anche che i miliardi di dollari utilizzati per raggiungere questo importante obiettivo hanno funzionato essenzialmente grazie alla siccità. Il poco oppio raccolto, aggiunge, è il rsultato degli impianti di irrigazione sovvenzionati dalle nazioni unite.

Due.
Una sanzione di 500 euro e l'obbligo di avviare un percorso psicoterapeutico con comunità o associazioni di recupero per tossicodipendenti: dovrà presto mettere in conto questa punizione, chi deciderà di consumare a Milano sostanze stupefacenti in un luogo pubblico. Interessante notare che io abito a Lucca.

Tre.
Scoperto messaggio antidroga sui salienti della cornice della porta sud del Battistero di San Giovanni Battista a Firenze: a decifrare le figure è stato Mauro Di Vito, dottorando di Storia della Scienza dell'Università di Pisa merda, che presenterà la sua ricerca alla Conferenza di scultura rinascimentale italiana del Rhodes College di Memphis (Stati Uniti) il 30 ottobre-1 novembre (complimenti per l'importante risultato). Nella parte sinistra della cornice - ha spiegato l'insigne studioso - è raffigurata Eva, avvolta in una ghirlanda di piante velenose e allucinogene come il papavero. Le fanno da contrappunto, nella cornice destra, Adamo e San Giovanni Battista, che raffigurano il bene e sono circondati da un viluppo di piante positive (?), come l'olivo, le spighe di grano e il giglio. Illuminanti le parole dello scienziato: Il concetto che emerge dalle sculture - spiega Di Vito invece di cercare lavoro - è la contrapposizione tra l'olio di Cristo (l'unto con l'ulivo) ottenuto dall'albero della vita del Paradiso terrestre e l'olio-droga allucinogeno, preparato dalle streghe, che porta all'oblio. Mentre il saliente di Adamo allude infatti alla fertilità dei campi e alla procrastinazione della famiglia umana attraverso la fertilità, il saliente di Eva fa riferimento a una sfera negativa, costellata di veleni, magia nera e simboli negativi di fortuna avversa. Come dire, le donne sono tutte puttane.
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Italia. Sei morti per guida sotto l'influenza di alcool o droga

Sono davvero preoccupato, e adoro la matematica da parrucchiere. Tipo: 6 morti al giorno fanno 2190 cadaveri all'anno (non male). Ipotizzando di cessare all'istante - tutti - di scopare, e di sconfiggere la senilità (e, conseguentemente, di andare avanti a sbronzarci più che mai), tra 27397 anni i 60 milioni di italiani che si aggirano per le strade saranno scomparsi a causa del problema.
Meno male che adesso abbiamo le tabelle in discoteca e possiamo arrestare la morte.
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Solleone

"Chi non si droga è il vero anticonformista, è il vero ribelle alla melassa del 'caliamoci e via'. E questi sono la maggioranza di una generazione": cosi' il ministro della gioventù (?). Giorgia Meloni, in un'intervista al Giornale commenta il rischio-droga fra i giovani (o gli anziani, dove li mette?). Una "vera emergenza" sottolinea il ministro, che afferma di parlare con cognizione di causa (!), vista la sua eta' (30 anni) (!!) e quella dei suoi amici (amici?). "La mia, la nostra, (la vostra) è la generazione dell'insicurezza strutturale" dice, e spiega: "è l'assenza di qualsiasi certezza (forse sto dicendo una cazzata, forse no) che espone i giovani alla tentazione dell'evasione perenne". Facile, quindi, passare dall'insicurezza alle pasticche (una volta si partiva con una sigaretta), e per questo "è vitale far capire ai ragazzi che chi si impasticca dalla mattina alla sera è uno sfigato (ma se ne sbatte). Non e' un vincente, ma un mezzo fallito (che se ne sbatte)" (ah: grazie dell'iniezione di autostima: vado immediatamente a farmi una canna). Il ministro afferma poi di credere molto nella "educazione alla cittadinanza" (io agli alieni), all'esempio (chi mi ricorda?). Cita il caso della madre che si è lanciata dal balcone col figlio in preda alle allucinazioni (farlo solo perché si è matti è perfettamente naturale) e che ora "è diventata la prima combattente contro le droghe" (molto bene, ma qualcuno dovrebbe pensare anche a una campagna per combattere i matti) e quello della ragazza "che è finita in coma per una pasticca e ora gira le scuole a raccontare la sua storia" (e probabilmente a vendere pasticche).
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Nessuno mi capisce

'Quella del guidatore designato e' la strada piu' sbagliata di tutte': lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, a margine di un dibattito a 'Cortina InConTra. E ha confermato, riferisce una nota di 'CortinaInConTra': 'Da venerdi' prossimo sperimenteremo nei controlli i test anti-alcol e anti-droga per tutti quelli che verranno fermati' Secondo Giovanardi, infatti, 'bisogna far si' che chi guida un auto, un pullman o un camion lo faccia in maniera lucida e sobria. Bisogna contrastare lo sballo dobbiamo rendere obbligatori i test anti-droga per chi vuole la patente'. Il sottosegretario boccia il cosiddetto guidatore designato perche' 'anche se il ragazzo non beve ma passa la notte in mezzo a musiche e locali, non dormendo, rientra nel rischio. Alle 4 del mattino anche chi non ha bevuto e' nelle condizioni peggiori per guidare. Le statistiche dicono che quelle sono le ore peggiori per guidare'. Sul divieto della vendita di alcolici, Giovanardi propone di 'estendere l'attuale divieto delle 2 del mattino non solo alle discoteche, ma a pub, chioschi e qualsiasi locale'. 'Il problema e' che i gestori dei locali non collaborano: nei controlli constatiamo che tutti gli esercenti vendono alcolici a qualsiasi ora, gli esercenti si fermano solo in caso di controlli. Non c'e' coscienza, ne' collaborazione da parte loro'. 'Da Jesolo alla riviera romagnola nessuno intende collaborare. Ne' i parlamentari, ne' le categorie interessate. Ogni volta che noi proponiamo di fare qualcosa anche il presidente dell'Ordine dei Medici dice che i controlli non servono e io rimango allibito'.

L'idea che gente dotata di buon senso semplicemente ritenga le sue strategie delle colossali stronzate - e che le cose stiano davvero così - non sembra sfiorare il sottoseghetario Giovanardi.
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Chiuso per ferie

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Esperimenti

Dal sito dell'ADUC:
Fumare cannabis per lunghi periodi di tempo puó ridurre le zone del cervello che governano le emozioni e la memoria. Un gruppo di scienziati australiani, scrive il Guardian, ha usato la risonanza magnetica per visualizzare il cervello di persone che hanno ammesso di fumare circa cinque spinelli al giorno da almeno 10 anni (per un totale di circa 18.200 canne). Le immagini sono state confrontate con quelle di persone che invece non assumono cannabis.
Chi fuma regolarmente spinelli in media ha l'ippocampo, l'area deputata all'apprendimento, alla memoria e alle emozioni, inferiore del 12% e l'amigdala, che regola la paura e l'aggressione, piú piccola del 7%. La ricerca, condotta da Murat Yucel dell'Università di Melbourne con i colleghi dell'Università di Wollongong, riguarda un distretto gruppo di persone (15 fumatori e 16 non fumatori) e per avere ulteriori conferme dovrebbe essere condotta su piú soggetti. Ma questo primo studio dimostra comunque che la cannabis se consumata in maniera massiccia quotidianamente "puó avere effetti tossici per i tessuti del cervello umano", scrive il giornale scientifico 'Archivio di psichiatria generale'. Inoltre, non e' chiaro se questi effetti sono reversibili nel momento in cui si cessa di fumare.

Esperimenti estremamente interessanti che andrebbero estesi a ogni prodotto, dai beni di consumo tecnologici agli alimenti, dai farmaci agli inquinanti, sino al cinema e alla letteratura, senza dimenticarsi delle dichiarazioni di certi politici e personalità religiose: la loro influenza sul cervello, sullo stomaco, sul fegato, sulla psiche, e via discorrendo a volontà, sino a che si ha voglia di investire denaro donandolo ai ricercatori interessati a illumnarci su questo genere di cose (l'erba che influisce sul cervello? O questa?!).
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9 miseri giorni di stop weekend inclusi forzati reclusi: peggio del peggiore degli italiani
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