C.M. #30
"Anima in carbonio", che chiude l'ultima trilogia di Francesco Innanziadio, è finalmente giunto sugli scaffali. L'incomprensibile vena ironica dei precedenti lavori del pluripremiato autore è, come di consueto, del tutto asservita alle più bieche logiche di mercato: i due motociclisti protagonisti dell'opera, che avevamo lasciato preda di terribili allucinazioni indotte dalla mescalina al termine dell'invendutissimo "Destino di ferro", si troveranno ancora una volta a dover fare i conti con l'ambiguo Zev Kabrisky, confinati in eterno all'interno di un autodromo post-atomico, sorvegliato dal temuto Cancello Senziente. Comunque da leggere.
(da "Cronache minime")