Intercettazioni #0


- Chi è?
- Sono io, Nicola. Ma dove sei?
- Io sono in psichiatria. Te, ci sei sopra?
- Oh Nicola, ma te sei matto...
- Io sarò anche matto, ma te sei una puttana.

(da "Nuovo Ciclo")
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C.M. #17


Silvano non l'avrebbe mai immaginato. Finire manganellato nel 2007, in piena democrazia dell'alternanza, mentre sei lì che ti fai i cazzi tuoi. Come ai tempi dei fascisti, anzi peggio: magari avessi la possibilità di schierarmi da qualche parte. Tempi moderni, pensa appena un attimo prima di perdere conoscenza: i carabinieri e i celerini sono figli della politica, non hanno più alcun colore e menano a caso.

(da "Cronache minime")
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Croniche


Un ragazzino tedesco che progettava la solita strage liceale insieme a un amico, con un arsenale composto da una balestra e due pistole ad aria compressa, è stato scoperto dalle teutoniche forze di polizia prima di mettere in atto il folle proposito. Prima che potessero acciuffarlo s’è ovviamente tolto la vita, gettandosi sotto un treno della metropolitana. Il suo amico è stato tratto in arresto e ha confermato i dettagli del piano criminoso. Un velo di malinconia si stende sul sonno del povero Vassilij, seriamente preoccupato per le sorti dell’uomo.

(da "Nuovo ciclo")
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Ascesi


Vassilij si tuffa nel suo spirito e medita, ritenendosi testardamente l’unico in grado di fornire certe risposte a Vassilij.

(da "Nuovo ciclo")
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C.M. #16


Avvolto da un'onda elettromagnetica il surfista cosmico è testé scomparso, inghiottito dall'infinito.

(da "Cronache minime")
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C.M. #15


Guido Bulleri è come al solito assorto nel suo esercizio preferito: dare un nome a tutte le persone che vede sfrecciare al di là del finestrino. Tutto a un tratto lo scompartimento si riempie di transessuali. Il commercialista patavino, dopo un comprensibile attimo di smarrimento, prova invano a comprendere di cosa stiano discutendo, così animataemente. Ecco, - pensa senza riuscire a comprendere granché - Agnes, Imaculada, Pilar, Dulce... Soraia e Mota. Ma sarà davvero un nome brasiliano, Mota? Comunque non ci piove, sono brasiliani, perché di portoghesi così belli non se ne sono mica mai visti.

(da "Cronache minime")
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C.M. #14

Guida lentamente, dalla costa all'entroterra, appesantito dallo spuntino. Alle spalle lascia un sole indeciso. Di fronte, una muraglia di nubi scure, compatte, per nulla invitanti. A pochi chilometri dall'ufficio si ritrova sulla linea di confine: scompaiono le persone, scompaiono le ombre, compare qualche ombrello, e subito le prime gocce prendono a colpire il parabrezza. Ancora qualche metro e il suo sguardo viene irrimediabilmente attratto da un mezzo arcobaleno all'orizzonte, ne segue la curva e lo immagina proseguire. Come per incanto, alla sua sinistra, l'arcobaleno interrotto riprende vita e conclude il suo arco, lontano, dietro ai palazzi. Grossi chicchi di grandine stanno ora martellando la carrozzeria, sullo sfondo nero si alternano saette e schianti secchi che nemmeno la radio a tutto volume riesce a coprire. Edoardo parcheggia, bestemmia perché ha lasciato l'ombrello a casa. Scende, e subito un fulmine lo centra in pieno.

(da "Cronache minime")
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C.M. #13


Dopo una notte agitata, senza praticamente aver chiuso occhio, Marino si precipita in cucina e accende il televisore. Quando comprende di averla fatta franca, tira un sospiro di sollievo e va in ufficio con uno strano sorrisetto sul volto: gli ha fatto uno strano effetto sentirsi chiamare pirata sul tg regionale.

(da "Cronache minime")
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